Tra Agrigento e Ragusa, le Spiagge Siciliane più Belle

spiaggia di punta bianca ad agrigento

Tra il territorio di Agrigento e quello di Ragusa, si possono ammirare alcune delle spiagge più affascinanti di tutta la Sicilia: il Touring Club le ha elencate, per permettere a tutti i turisti di conoscerle.

 

Porto Ulisse, a Ispica

Nella zona di Ispica spicca la spiaggia di Porto Ulisse, apprezzata soprattutto per le sue acque limpide e calme: deve il proprio nome al personaggio di Odisseo, che secondo Omero ebbe modo di fermarsi qui in uno dei suoi viaggi. Il confine naturale della baia è rappresentato da Punta Castellazzo, con il suo promontorio di rocce, tra l’Isola delle Correnti e Santa Maria di Focallo.

 

Santa Maria di Focallo, a Ispica

E proprio quella di Santa Maria di Focallo è una delle spiagge che vale la pena di scoprire: sempre nella zona di Ispica, si caratterizza per chilometri e chilometri di sabbia su cui dominano acacie ideali per trovare un po’ di ombra. Il mese di agosto è da bollino nero per la quantità di persone che si riversano qui, ma ciò non compromette in alcun modo la bellezza di un paesaggio mediterraneo da sogno.

 

Maganuco, a Pozzallo

In quel di Pozzallo, sulla strada di collegamento con Sampieri, ecco la spiaggia di Maganuco, al di là del golfo di Marina di Modica: le dune sabbiose sono un tratto peculiare da cartolina, ma è bene tener presente che il mare è spesso agitato, dal momento che si tratta di una zona esposta.

 

Sampieri, a Pozzallo

Sempre nel territorio di Pozzallo c’è la spiaggia di Sampieri, un mare fantastico con una spiaggia fine e dune in stile africano è amata dai clienti dell’ iGV Club Baia Samuele, una struttura che propone una location unica e servizi e di primo livello per la famiglia in vacanza. Il villaggio si affaccia sulla spiaggia e fa parte di un borgo – quello di Sampieri, appunto – che si contraddistingue per un fascino di altri tempi.

 

Costa di Carro, a Scicli

Nella spiaggia di Costa di Carro non sono eventi eccezionali gli avvistamenti di tartarughe, che vengono proprio qui a deporre le proprie uova. Chi ha voglia di dedicarsi al trekking può trovare pane per i propri denti nella zona circostante, mentre gli amanti dello snorkeling non devono far altro che indossare maschera e pinne per immergersi tra le numerose insenature rocciose del luogo.

 

spiaggia ad agrigentoCastellazzo, a Palma di Montechiaro

La spiaggia di Castellazzo si fa notare per la lunga teoria di piccole cale che spiccano nel contesto di una zona di natura incontaminata e selvaggia, tra picchi di rocce di gesso e una costa alquanto alta. Difficile resistere alle suggestioni di questo litorale di ciottoli, a metà strada tra Licata e Agrigento: per arrivare è sufficiente seguire i cartelli per Marina di Palma e percorrere la Strada Statale 115.

 

spiaggia scala dei turchi ad agrigentoLido Rossello, a Realmonte

Le famiglie con i bambini possono divertirsi senza rischi a Lido Rossello, grazie a un mare dal fondale basso. Il paesaggio che circonda questa spiaggia è quasi incredibile, con il profilo della Scala dei Turchi a est, Capo Rossello a ovest e l’arco della Costabianca a nord.

 

Capo San Marco, a Sciacca

Nei pressi di Sciacca, per giungere alla spiaggia di Capo San Marco occorre sfruttare la provinciale che conduce a Baia Renella. Dopo aver parcheggiato, si superano le palme e si giunge sul litorale: attenzione al mare, che diventa profondo dopo pochi metri.

 

Riserva del Belice, a Menfi

Non può mancare la spiaggia della Riserva Naturale Foce del Fiume Belice, a una decina di chilometri di distanza dal territorio di Castelvetrano: vi si arriva uscendo a Castelvetrano dall’Autostrada A29 che congiunge Palermo con Mazara del Vallo. I turisti sono pochi: l’ideale per chi ha bisogno di quiete e tranquillità.

 

Cala dei Turchi, a Campobello di Mazara

La Cala dei Turchi sembra più una spiaggia africana che non un lido italiano, con i suoi scorci esotici e le sue tonalità cromatiche che virano all’ocra. La costa, un tempo, era il punto di approdo dei pirati arabi che sbarcavano in Sicilia. Per arrivare qui in auto si devono seguire i cartelli per Torretta di Capo Granitola. Un consiglio: una volta giunti alla torre di avvistamento, vale la pena di fermarsi a osservare il paesaggio, per poi giungere alla cala di tufo che si trasforma in una spiaggia di rocce e sabbia.

 

Spiaggia dei Conigli, a Lampedusa

Anche Lampedusa offre un gran numero di spiagge impossibili da dimenticare: Cala Pisana, Cala Maluk e Cala Greca sono solo alcuni esempi, anche se la più suggestiva con tutta probabilità è la Spiaggia dei Conigli, che per altro costituisce l’habitat naturale della tartaruga Caretta Caretta. Purtroppo per i turisti l’accesso è vietato dopo il tramonto: un sacrificio che si rende necessario per consentire la convivenza tra gli uomini e la fauna del posto.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Laura Danile, Tra Archeologia E Turismo Ecco “Agrigento Family Tour”

laura danile al tempio di zeus ad agrigento

Laura Danile, agrigentina, è un archeologo e guida turistica.

Attività al tempio della concordia di Laura Danile Family Tour
Attività al tempio della concordia di Laura Danile Family Tour

Dopo tanti anni di studio in biblioteca, di ricerca e di scavi sia in Italia che in Grecia, è tornata ad Agrigento e adesso si occupa di organizzare family tour; così, grazie a questo lavoro, condivide la sua passione per la storia e l’amore per i luoghi in cui è nata con le famiglie e, in particolare, con i bambini.

L’abbiamo intervistata per saperne di più circa il suo affascinante lavoro.

 

Laura, potresti spiegare nello specifico ai nostri lettori in cosa consiste “Agrigento Family Tour”?

E’ un servizio rivolto alle famiglie che possono progettare insieme a me il loro itinerario ad Agrigento e trasformare la visita alla valle dei templi e al museo archeologico in un momento di apprendimento ludico, per giocare e imparare allo stesso tempo. Ogni percorso è una esperienza interattiva in cui tutti siamo protagonisti e attori. In relazione all’età dei bambini è possibile scegliere diversi tipi di itinerari, legati ad aspetti che possono coinvolgere e affascinare maggiormente bambini o adolescenti. Inoltre spesso mi chiedono consigli su dove andare, dove dormire e come organizzare la loro permanenza in città a misura di famiglia e io sono ben lieta di aiutarli.

 

Trovi che siano più curiosi e interessati i bambini o i genitori che li accompagnano?

Entrambi in modo diverso e complementare. I bambini perché qualsiasi cosa è una nuova scoperta e amano esplorare posti nuovi e conoscere nuove storie, soprattutto se in compagnia dei genitori e di un vero archeologo. Gli adulti perché possono divertirsi in compagnia dei loro figli e allo stesso tempo conoscere lo straordinario patrimonio archeologico di Agrigento che lascia tutti senza fiato.

 

Come reagiscono i bambini alla vista dei Templi?

Ne sono affascinati perché sono grandi e imponenti e fanno tante domande, le più disparate e impensabili soprattutto quando arriviamo al tempio di Zeus con i suoi giganti di pietra.

 

Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?

La possibilità di condividere le mie conoscenze con viaggiatori di ogni età e in particolar modo con i più piccoli e di avere l’impressione di costruire un passato tra il presente e il passato, restituendo all’antichità colori, odori, suoni.

 

Laura Danile Family Tour al Tempio della Concordia
Laura Danile Family Tour al Tempio della Concordia

Qual è l’esperienza legata ad Agrigento Family Tour che ricordi con maggiore piacere?

Ogni family tour è un ricordo piacevole che contribuisce a darmi la carica per andare avanti in questo lavoro e mi sprona a migliorarmi sempre.

 

Quanto conta la preparazione e quanto, invece, conta la passione e l’amore per la propria terra nel tuo lavoro?

Direi che la preparazione è quello che può fare la differenza. Un archeologo ha alle spalle tanti anni di studio, di viaggi e visite a musei e siti archeologici ma soprattutto ha acquisito un metodo di ricerca rigoroso. Cerco di essere costantemente aggiornata e di aggiungere sempre nuovi tasselli riguardo alla comunicazione, alla pedagogia del patrimonio, all’archeologia pubblica perché lavorare con i bambini è un lavoro serissimo, che richiede una progettazione accurata e dettagliata. La passione per la mia terra e per la sua storia è certamente alla base di tutto ed è quello che mi spinge a migliorare sempre e a trovare nuovi modi per valorizzare questa bellissima isola.

 

Sei stata per diverso tempo fuori da Agrigento. Che cosa ti ha spinto a ritornare qui?

La voglia di poter mettere a frutto la mia esperienza nella mia città, per contribuire in piccola parte alla sua crescita. Agrigento ha un enorme patrimonio archeologico e mi sembrava impossibile non poter lavorare qui e dover andar lontano per svolgere la mia professione. Onestamente a quel tempo immaginavo che avrei lavorato sul campo, a scavi, studio e ricerca e invece pian piano ho intrapreso anche questa strada parallela che oggi rappresenta la parte principale del mio lavoro e che mi piace moltissimo. Lavorare con i bambini mi dà molta soddisfazione e mi fa sentire parte attiva della società.

 

Da guida turistica hai certamente il polso della situazione per ciò che riguarda il turismo nel nostro territorio. Cosa puoi dirci al riguardo? Che margini di miglioramento ci sono in questo ambito che dovrebbe essere fondamentale per l’economia di Agrigento e provincia?

Credo che ci siano buone prospettive di crescita e che il trend sia positivo grazie al lavoro di tanti professionisti che negli ultimi anni stanno trasformando Agrigento in una destinazione importante, fatta di incontri con la gente del posto e di un lento viaggio per scoprirne la bellezza dalla costa all’interno. Ci sono ampi margini di miglioramento in termini di promozione turistica, di accoglienza e di servizi ai viaggiatori e credo che dovremmo puntare tutti su questo settore a vari livelli perché la vera ricchezza del nostro territorio è nella sua storia millenaria e nel suo territorio ricco di tanti aspetti che attendono di essere valorizzati.

 

Per motivi di studio e lavoro sei stata anche in Grecia a fare scavi archeologici. Cosa pensi che abbia in più o in meno la Valle dei Templi di Agrigento rispetto alla realtà archeologica e turistica greca?

Amo la Grecia e la considero la mia seconda casa e per un archeologo classico è come il paese delle meraviglie ma Agrigento certamente non ha nulla da invidiare ad altri importanti siti archeologici della madrepatria, è un sito molto ricco, immerso in un paesaggio rigoglioso costellato di ulivi secolari, mandorli, pistacchi e dalla storia millenaria.

 

Agrigento ospita ogni anno il Festival Internazionale del Folclore e il Festival Internazionale I Bambini del Mondo, che senza dubbio rappresentano un’attrattiva di fondamentale importanza per il nostro turismo. Cosa pensi della Festa del Mandorlo in Fiore?

Un appuntamento importante per la città che dovrebbe essere un evento di richiamo per viaggiatori da tutto il mondo con una promozione efficace e per tempo. Un suggerimento? Potenzierei le attività family friendly (sono di parte?)

Cell: 3478405712

eMail: ladanile@gmail.com

Profilo Facebook: https://www.facebook.com/agrigentofamilytour/

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

Un viaggio nell’Agrigento sotterranea: l’ipogeo Kolymbethra-Porta V

A cura di “Associazione Agrigento Sotterranea Onlus

 

dentro ipogeo agrigentinoLa città di Agrigento, grazie alla sua millenaria storia, presenta un patrimonio sotterraneo di notevolissimo interesse e costituito da cavità artificiali localmente conosciute come gli “Ipogei di Agrigento”.

 

Questi ipogei sono essenzialmente strutture cunicolari scavate dall’uomo, in periodi diversi, nella stessa roccia con la quale sono stati edificati i monumenti della città e buona parte del suo centro storico: cavità meandriformi, pozzi e grandi cameroni scavati nella calcarenite giallastra al di sotto dell’antica acropoli di Akragas e sotto lo splendido paesaggio della sua area sacra, la Valle dei Templi.

 

Le fonti storiche fanno risalire al 480 a.C. il periodo in cui vennero iniziati i lavori di realizzazione di queste strutture ipogee.

 

È l’anno decisivo dello scontro greco-punico in Sicilia conclusosi con la vittoriosa battaglia di Imera che segnò l’apice della grandezza politico-economica dell’antica Akragas e la sua sfera d’influenza.

 

In quella occasione, un elevatissimo numero di schiavi cartaginesi giunsero in città e furono impiegati nei lavori più massacranti quali appunto il taglio delle pietre e la costruzione dei condotti sotterranei e dei maestosi templi della Valle.

Alcuni ipogei, come quelli presenti nella zona del cd. Santuario Rupestre alla Rupe Atenea (probabilmente datati al VII sec. a. C) ed altri ancora presenti nel centro storico, si pensa siano stati realizzati in epoche addirittura precedenti.

La maggior parte di queste cavità, per tipologia, ubicazione e sviluppo planimetrico, furono realizzate per assolvere all’atavico fabbisogno di acqua, tipico delle nostre terre.

Altre cavità, caratterizzate dalla forma spiccatamente tronco-conica, vennero sfruttate per immagazzinare derrate alimentari mentre altre come vere e proprie cave sotterranee di conci di calcarenite.

A questa ultima tipologia è assimilabile la più imponente cavità presente nel sottosuolo agrigentino, l’”ipogeo del Purgatorio” o “Labirinto”, così chiamato per le particolari geometrie che caratterizzano questo sistema che consta di ambienti scavati secondo il sistema “a camere e pilastri”.

Molti sono i casi in cui da una originaria tipologia si passava, con ulteriori riadattamenti, ad una tipologia diversa in periodi successivi.

Queste cavità vennero massicciamente rivalutate durante il periodo bellico della prima e seconda guerra mondiale, quando durante i bombardamenti vennero sfruttate come rifugi, soprattutto durante le incursioni aeree.

 

dentro ipogeo agrigentinoUna delle strutture ipogee presenti ad Agrigento, nel cuore della Valle dei Templi, è l’ipogeo della Kolymbetra-Porta V; un percorso sotterraneo, scavato interamente dall’uomo, risalente al V sec. a.C. (probabilmente il 480) e aperto alla fruizione del pubblico dall’aprile 2017 grazie alla sinergia tra l’associazione Agrigento Sotterranea Onlus e il Fondo Ambiente Italiano (FAI).

 

Questo ipogeo rientra tra i cd. “canali drenanti” (o “acquedotti feacei” dal nome dell’ architetto Feace al quale, secondo le fonti, fu affidata la progettazione) per la captazione e la dirottazione dell’acqua nel grande bacino idrico (a scopo religioso e civile) che era la Kolymbethra.
È caratterizzato da una sezione rettangolare a volta piana (larghezza 50/70 cm circa e altezza a partire da 1,70 metri) e uno sviluppo planimetrico di circa 185 metri (di cui i primi 100 circa paralleli al banco Sud-Est della Kolymbethra, mentre il restante ramo taglia la terrazza sacra occidentale della Valle).

Per buona parte del suo andamento, si presenta “fossile”, ovvero senza presenza d’acqua, anche se nel tratto finale si ritrovano concrezionamenti attivi e lame di carbonato di calcio che rivestono le pareti calcarenitiche e testimoniano presenza di acqua e la lenta trasformazione in un paesaggio tipico di grotta dalla bellezza straordinaria.

 

Questo percorso ha un agevole accesso all’interno del Giardino della Kolymbethra con una uscita in prossimità della Porta V, nelle vicinanze del Tempio di Castore e Polluce.

 

Lo sviluppo dell’Ipogeo, semplice e facilmente percorribile, è intervallato da due pozzi verticali, uno nei pressi della biglietteria della Kolymbethra (da cui possibile entrare e uscire e la sua funzione in antico era quello di avviare uno dei fronti di scavo dell’ipogeo) ed un secondo sul pianoro calcarenitico su cui è stato edificato il Tempio dei Dioscuri, costituito da un pozzo (idrico in antico e funzionale all’altare rinvenuto nelle vicinanze) verticale a sezione rettangolare e profondo circa 10 metri.

Si possono osservare tracce lasciate sulle pareti durante l’antico scavo e come veniva illuminato, ovvero mediante nicchiette scavate a intervalli regolari lungo la volta nelle quali si ponevano le lucerne.

All’interno dell’ipogeo l’ambiente è fresco e asciutto.

La visita è aperta a tutti, grandi e bambini, purché equipaggiati di grande curiosità ed interesse e pronti ad intraprendere un viaggio magico e misterioso all’interno di una valle che non ci si aspetta ma che rapirà per sempre il cuore.

Per maggiori informazioni e prenotazioni basta visitare il sito internet dell’associazione www.agrigentosotterranea.it.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

15ª Mezza Maratona Della Concordia Città Di Agrigento, Appuntamento Domenica 4 Marzo

locandina mezza maratona della concordia 2018

Giunge ormai alla 15 ª edizione la Mezza Maratona della Concordia Città di Agrigento che si terrà domenica 4 marzo in concomitanza con la Festa del Mandorlo in Fiore.

L’evento sportivo è organizzato dal GS Valle dei Templi con il supporto del Comune di Agrigento, dal Lions International Club Agrigento Host, dal Comitato Regionale Sicilia ACSI e dal Parco della Valle dei Templi di Agrigento.

 

Per l’occasione sarà consegnato anche l’11° Trofeo dedicato a Mimmo Gareffa.

medaglia mezza maratona della concordia 2018I trofei e la medaglia verranno realizzati quest’anno dall’Accademia delle Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

La partenza della mezza maratona è prevista per le ore 9.30 dal lungomare Falcone e Borsellino di San Leone. L’arrivo è fissato nello stesso punto dal quale verrà data la partenza.

La Mezza Maratona della Concordia si svilupperà, su di un unico giro, all’interno di un circuito di Km. 21,097, per gran parte cittadino e interdetto al traffico veicolare, ed interesserà le seguenti vie del centro abitato: (partenza) viale Falcone Borsellino (San Leone, piazzale antistante il porticciolo) direzione Dune, via Nettuno, viale delle Dune, giro di boa all’altezza della 4ª traversa, viale delle Dune, via Nettuno, viale Falcone Borsellino, viale Viareggio, viale Emporium, Posto di Ristoro, via Sacra, Tempio di Giunone, giro di boa, via Sacra, Posto di Ristoro, viale Emporium, viale Viareggio, viale Falcone e Borsellino, via Nettuno, viale delle Dune, giro di boa alla 4 ª traversa, viale delle Dune, via Nettuno, viale Falcone Borsellino (arrivo).

Alla gara possono partecipare tutti i maggiorenni in possesso di tessera FIDAL o Runcard Fidal o EPS in regola con il tesseramento 2018.

Le iscrizioni per la Mezza Maratona dovranno pervenire entro e non oltre mercoledì 28 febbraio 2018, tramite e-mail all’indirizzo valledeitempli@tds-live.com o via fax al numero 095 2937008.

Per ulteriori informazioni riguardanti la gara, le iscrizioni e il regolamento è possibile visitare i siti:

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

Mototurismo in Sicilia: scopriamola con Valentina Bertelli!

valentina bertelli in sicilia

mototurismo in sicilia con valentina bertelliGirare la Sicilia in moto è, per ogni biker che si rispetti, un must.

 

Separata dal “continente” non solo geograficamente, la Sicilia è una terra meravigliosa e eterogenea che passa dalle località balneari ai panorami appenninici alle città barocche.

 

Arrivare in Sicilia non è semplice, se si soffre il mal di mare!

 

Le possibilità per imbarcarsi non mancano e Napoli, per chi viene dal centronord o dall’altra costa, resta un porto relativamente comodo, specialmente se si vuole approdare immediatamente a Palermo, com’era nei miei piani.

 

Palermo: Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput!

 

Oltre la città, sede tra l’altro di meraviglie quali il Palazzo dei Normanni che ospita il Parlamento Siciliano o i Quattro Canti o, ovviamente, la sua Cattedrale, questa città si distingue anche per l’hinterland. D’obbligo una gita a Mondello ma anche sui monti che cingono città. Il Pellegrino, ad esempio, o il Grifone: e le curve, si sa, sono il pane quotidiano degli amanti delle due ruote.

valentina bertelli mangia una arancina in siciliaDa un punto di vista puramente gastronomico Palermo si distingue dal resto dell’isola per la “arancina”, contendendosene la paternità, specialmente, con Catania, il cui derby non si ferma solo a questo né, tantomeno, alla querelle lessicale e geometrica di tale prelibatezza: femminile e tonda, nel primo caso; maschile (arancino) e conico – che si mangia con la punta rivolta in giù – nel secondo.

 

E se di curve si vuole parlare, non c’è spunto migliore che rivolgersi a est, proprio verso Catania; la si può raggiungere percorrendo l’autostrada e, da buoni motociclisti che si dica, la prima tappa orientale è fuori discussione!

 

Quindi via verso l’Etna, la cui anima sobbolle ancora.

 

Ricordando Pindaro: « …l’Etna nevoso, colonna del cielo / d’acuto gelo perenne nutrice / lo comprime. / Sgorgano da segrete caverne / fonti purissime d’orrido fuoco, / fiumi nel giorno riversano / corrente di livido fumo / e nella notte rotola / con bagliori di sangue / rocce portando alla discesa / profonda del mare, con fragore».

 

Meta degli avventori è, decisamente, il Rifugio Sapienza dove poter sostare e godere un momento di relax.

 

Da qui ci si può voltare e raggiungere facilmente i Crateri Silvestri:  due coni piroclastici alle pendici del vulcano.

 

Per chi cerca una visione più completa della zona, è consigliabile ridiscendere il massiccio dal versante opposto, passando per il Parco Naturale dell’Etna e imbattendosi in Zafferana.

 

Continuando il percorso sulla costa orientale della Sicilia non si può non voler raggiungere la splendida Taormina: città collinare nota per il teatro greco-romano sito archeologico di spessore e “teatro” di eventi poliedrici e interessanti.

 

La bellezza della città e il panorama che offre l’hanno eletta, un tempo, meta importante del “Grand Tour”.

Oggi resta una meta affascinante anche per il mondo cinematografico, che l’ha utilizzata spesso per le proprie riprese.

Restando sul litorale, godendo delle immense bellezze che si incrociano, è possibile proseguire su una strada panoramica che porta, facilmente, ad un’altra perla: l’Isola Bella.

Che, nei momenti di basse maree, rivela la sottile lingua di terra che la unisce alla spiaggia rendendola, di fatto, una penisola.

Scenografico visitarla al tramonto, specialmente risalendo sulla strada maestra e osservandola da lontano, se fortunati al chiaro di luna.

E se la luna regala un po’ di magia, viene naturale ricordare il mito che avvolge la zona!

Se l’Etna era considerato la Fucina degli dei, dove Efesto con i Ciclopi forgiava armi, monili e accessori preziosi, non può mancare una visita ad Aci Trezza dove proprio uno di cotesti Ciclopi, Polifemo, scagliò i famosi “sassi” contro “Nessuno” – Ulisse – regalandoci uno dei più bei scenari marittimi: i faraglioni antistanti la città.

 

Città che anche il Verga ha omaggiato nel celeberrimo romanzo I Malavoglia e che tutti ricorderanno con gratitudine poiché è proprio qui che, il cuoco Francesco Procopio dei Coltelli, pare abbia inventato il gelato.

Descrivere le emozioni che si provano girovagando per questa stupenda terra è difficile.

 

Anzi: impossibile. Le sue peculiarità e le sue contraddizioni, la sua posizione, crocevia di culture la rendono lontana ma vicina a tutto.

Il Mediterraneo che la avvolge offre vedute, profumi e odori che rasentano esperienze extrasensoriali mistiche e irripetibili.

Esuberante! Produco entusiasmo e adrenalina da venderne… Viaggiatrice e poliglotta. Anima vagabonda, cuore “bicilindrico” e grafomane sfrenata.

Come Non Perdersi Nel Centro Storico Di Agrigento

porta di ponte ad agrigento

Il centro storico di Agrigento, con i suoi caratteristici vicoli stretti, i cortili, le scalinate e le piazzette, ha una struttura urbana tipicamente araba fra le meglio conservate in Sicilia, anche se le più antiche emergenze architettoniche risalgono al periodo normanno.

 

Esso si sviluppa sulla sommità occidentale della collina dell’antica Girgenti e risale all’età medioevale; molti edifici (chiese, monasteri, conventi e palazzi nobiliari) risalenti a questo periodo sono ancora ben conservati.

 

È sorto per necessità difensive, logistiche e commerciali, grazie alla vicinanza del porto.

 

Infatti, gli abitanti dell’antica Akragas, minacciati dall’invasione musulmana e a causa dell’eccessiva vicinanza delle antiche mura troppo estese e quasi vicine al mare, si trasferirono sul colle occidentale dell’acropoli, dove costruirono un castello e delle mura attorno alla città medioevale che poi prese il nome di Girgenti, creando, quindi, una fortezza.

 

Il centro storico di Agrigento occupa un’area molto estesa e ricca di edifici da vedere; ma in questo labirinto urbano di arte e cultura per il turista, nuovo del luogo, potrebbe risultare facile perdersi, soprattutto se non possiede delle mappe dettagliate e precise.

Per questo, in questo caso, è consigliabile avere con sé la guida completa delle mappe di Google, strumento utile che consente di non perdersi nulla di questo suggestivo luogo.

 

Per non smarrirsi occorre anche focalizzare bene quali sono gli edifici assolutamente da vedere, in modo da dedicare particolare attenzione a quelle significative testimonianze dell’arte arabo-normanna che sono ancora in ottimo stato.

 

Una tappa fondamentale è rappresentata sicuramente dalla cattedrale di San Gerlando, che si trova nella parte alta della città ed è stata fondata alla fine dell’ XI sec. da San Gerlando che fu il primo vescovo dopo la dominazione musulmana e patrono della città.

Inizialmente consacrata alla Madonna Assunta, presenta una perfetta fusione di vari stili poiché ha subito numerosi rimaneggiamenti in periodi diversi.

È preceduta da un’ampia scalinata e presenta un massiccio campanile del 1470 costruito dal canonico Giovanni Montaperto.

Essendo sorta su una zona a rischio frane, per scongiurare possibili ulteriori pericoli non vi si celebra più messa.

Accanto alla Cattedrale vi è la settecentesca Biblioteca Lucchesiana che custodisce numerosissimi e pregiati volumi. Pregevoli sono anche il Palazzo Steri, sede del seminario, e il palazzo vescovile.

Poco distante si trova la Chiesa di Santa Maria dei Greci, così chiamata perché originariamente di rito greco-cattolico.

Venne costruita sulle rovine del Tempio di Atena, risalenti al VI sec. a. C.: in un tratto del passaggio sotterraneo sono visibili i resti del basamento, mentre parte del colonnato è inglobato dalle mura della chiesa.

Altro edificio imperdibile è il Monastero di Santo Spirito che fu fondato dalla famiglia Chiaramonte alla fine del XIII secolo.

All’interno della chiesa è possibile ammirare gli stucchi dello scultore palermitano Giacomo Serpotta, sul chiostro quadrangolare dell’adiacente monastero vi sono eleganti finestre e portali chiaramontani. Inoltre, le suore dell’abazia sono note per la produzione e la vendita di dolci tipici, soprattutto il cous cous dolce, una specialità a base di pistacchio.

Da visitare anche il convento dei Domenicani che si trova in Piazza Municipio, accanto al Palazzo dei Montaperto, e che fu adibito a Municipio nel 1869. Esso fu il primo convento dei frati Domenicani, dopo il trasferimento da un altro convento del quartiere del Rabato.

Di fronte al palazzo del Municipio si trova l’ex Convento dei Padri Agostiniani, oggi ristrutturato e adibito a Museo Civico.

Un altro pregevole esempio di architettura religiosa è quello del Convento Chiaramontano dei Francescani Minori che è annesso alla monumentale Basilica dell’Immacolata o di S. Francesco d’Assisi; notevole è il portale dell’Aula Capitolare affiancato da due eleganti bifore.

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

La Valle dei Templi di Agrigento

valle dei templi agrigento tempio della concordia

Agrigento è una cittadina nota per i suoi numerosi siti archeologici e per la Valle dei Templi, diventata patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO.

Gli appassionati di archeologia e di storia non potranno evitare di andare a visitare la bella Agrigento, che sa anche offrire il fascino degli innumerevoli templi, con una storia tutta da scoprire.

 

La Valle dei Templi, ad ogni modo, è una tappa obbligata.

 

Uno tra i più famosi della Valle è il Tempio di Giunone, conosciuto allo stesso modo anche come tempio di Hera Lacinia, ed è considerato uno dei templi più importanti appartenenti alla storia del mondo greco.

Si nota immediatamente l’assenza del tetto, che ha una ragione storica: Quinto Fulvio Flacco volle ‘scoperchiare’ il Tempio di Hera Lacinia lasciandolo sprovvisto di una qualunque copertura.

Di pari importanza il Tempio della Concordia, considerato un luogo sacro dal mondo greco.

Una particolarità che gli appassionati non possono trascurare è il fatto che sia perfettamente allineato con il sole durante l’equinozio di primavera: tutto questo offre uno spettacolo davvero emozionante, che i turisti di sicuro non possono perdersi.

All’interno così come all’esterno del Tempio della Concordia possiamo trovare fosse scavate per le sepolture, ovviamente già presenti nel momento della costruzione del tempio.

Per coloro che non vogliono rinunciare all’attività fisica ma neppure restare a correre sul tappeto elettrico nell’hotel senza godersi pienamente la vacanza, il Tempio di Zeus Olimpio potrà essere la soluzione adeguata, in quanto più complicato da raggiungere.

Per arrivarci sarà necessario fare una scarpinata. La sua storia è legata alla vittoria sui cartaginesi, e venne perciò eretto in segno celebrativo; tuttavia, quello che vediamo al giorno d’oggi è solo una parte parziale del tempio, ben diverso da quello originariamente costruito, dato che venne quasi completamente raso al suolo da un forte terremoto nel 1401.

Sono numerosi i templi dai quali è costituita la Valle dei Templi. Tra questi anche il Tempio di Eracle, chiamato anche di Ercole.

Il nome è legato al fatto che all’interno del tempio possiamo trovare una statua di Ercole, per giunta in una sua versione piuttosto famosa e conosciuta. Molto probabilmente questo tempio è anche quello raccontato da Polieno, teorico militare.

L’ennesimo tempio è quello dei Dioscuri (oppure di Castore e Polluce), situato a pochi metri dal meno noto Tempio L. Il Tempio dei Dioscuri non è molto visitato dai turisti ma ha la particolarità di essere riprodotto sotto forma di souvenir e di essere utilizzato dai turisti che, generalmente, si scattano fotografie davanti al tempio.

Un altro tempio tra i più importanti è quello di Atena Lindia e Zeus Atabyrios, che ha ospitato per lungo tempo separatamente (ed in seguito l’ha inglobata) la chiesetta medievale di Santa Maria dei Greci. Di sicuro questo tempio è tra i più suggestivi in assoluto.

La Valle dei Templi, a dispetto del nome, non ospita solo templi ma anche numerosi e affascinanti santuari che tutti i turisti devono visitare quando soggiornano ad Agrigento. Tra questi il Santuario rupestre di Demetra e Zeus, numerosi edifici pubblici ed anche necropoli.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Cosa vedere ad Agrigento

Agrigento è un comune situato in Sicilia che conta circa 60.000 abitanti.

Può vantare un grande valore storico ed anche di ospitare un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, la Valle dei Templi, ormai considerata appunto un patrimonio dal 1997.

Numerose sono comunque le attrazioni turistiche di ogni tipo, capaci di far innamorare turisti di ogni tipo e con ogni esigenza.

Non si può tra le prime cose dimenticare di visitare la casa di Luigi Pirandello, dove è nato.

Sarà un’attrazione turistica culturale che ci consentirà di conoscere molto bene la storia di Pirandello: è uno dei primi itinerari che bisogna tenere in considerazione quando si vuole visitare una città ricca di storia come Agrigento…

Ovviamente è impossibile non tenere in considerazione la succitata Valle dei Templi, proprio perché è una ‘tappa obbligata’, una delle prime di Agrigento. Si può usufruire della visita guidata della durata di due ore, considerata una vera e propria escursione.

E’ un’opzione suggerita per coloro che non rinunciano al fitness e all’attività fisica anche in vacanza; magari con l’ausilio di un orologio contapassi da polso, potremo esplorare un luogo riconosciuto come patrimonio dell’umanità senza rinunciare alla nostra giusta dose di movimento giornaliera.

Un altro luogo in cui ci servirà utilizzarlo è la Riserva Naturale di Punta Bianca, dove potremo osservare una bellissima spiaggia dorata con un mare dal colore azzurro profondo tipico delle località di Agrigento e dintorni, ma dove potremo anche fare un’escursione nel circuito apposito divertendoci ed immergendoci nella natura.

Il panorama sul mare è sempre molto apprezzato da tutti i turisti che trovano la vista che si raggiunge solo mediante l’escursione davvero mozzafiato: è assolutamente necessario andare a conoscere anche il lato naturale di Agrigento, quello legato alle bellezze della natura, perché quando si va a visitare questa città non bisogna limitarsi solo all’immenso lato storico, che comunque non dev’essere assolutamente mai trascurato.

Il Duomo di Agrigento è un’altra attrazione turistica che può essere raggiunta soltanto affrontando le piccole e suggestive stradine che si snodano lungo una piccola collina.

La scalinata per raggiungere il campanile e l’interno, molto ben decorato, del Duomo sono in grado di affascinare davvero anche i turisti più esigenti.

Le guide turistiche potranno migliorare di molto la nostra esperienza nel visitare questa struttura, parlandoci anche dei motivi per i quali è stata costruita e della sua bellissima storia passata.

Il Santuario di San Calogero è un’altra importante attrazione della quale non bisogna dimenticarsi: sia che volessimo farlo per una questione religiosa sia per una questione unicamente turistica, il Santuario di San Calogero è un qualcosa di spettacolare anche dal punto di vista festivo, perché nel mese di luglio si riempirà di un calore e di una bellezza davvero mai viste prima.

Se andiamo in vacanza durante il mese di luglio non possiamo evitare di visitare il Santuario.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )