Presentazione del Programma della Festa del Mandorlo In Fiore

mandorlara 2018 agrigento festa del mandorlo in fiore

Lunedì 22 gennaio alle ore 10,30 sarà presentato il programma ufficiale della 73 edizione della Festa del Mandorlo a Casa San Filippo dal Direttore del Parco Giuseppe Parello e dal Sindaco Lillo Firetto.

mandorlara 2018 agrigento festa del mandorlo in fioreContestualmente il presidente del Consorzio Valle dei Templi Emanuele Farruggia e Salvatore Collura presenteranno 11ª edizione di Mandorlara Sagra del Mandorlo a Tavola, manifestazione che ormai ha consolidato il rapporto tra la mandorla e la ristorazione di eccellenza del nostro territorio, e che si presenta con grandi novità quest’anno per raggiungere veri e propri obbiettivi d’incoming verso la nostra città ed un’illustre testimonial che farà da giudice nei concorsi Mandorlara 2018.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

La Valle Dei Templi In Onda Su Rai Due Nel Programma “Detto Fatto”

Agrigento torna a far parlare di sé (in bene).

Dopo il grande successo della puntata del nuovo programma di Alberto Angela intitolato “Meraviglie”, andata in onda la settimana scorsa, in cui si è parlato della Valle dei Templi inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità redatta dall’Unesco, la città è andata nuovamente in onda ma questa volta nella puntata del 10 gennaio scorso (al minuto 01:26:33) del programma pomeridiano di Rai Due “Detto Fatto” condotto da Caterina Balivo.

Galeotto, in questo caso, è stato un piatto tipico della zona di Agrigento, ovvero “La cupoletta dal cuor leggero”, una ricetta a base di pesce che prevede un nasello con un cuore di macco di fave. Il piatto agrigentino è stato presentato dallo chef palermitano Fabio Potenzano, dopo che la conduttrice napoletana ha esordito dichiarando candidamente di non essere mai stata ad Agrigento.

Durante la preparazione della ricetta Caterina Balivo ha mandato in onda le immagini della Valle dei Templi presenti nel famoso videoclip della canzone “Lontano dagli occhi” della cantautrice senese Gianna Nannini, cover dell’omonimo brano di Sergio Endrigo; video che presenta come location anche Punta Bianca e Scala dei Turchi.

Così la conduttrice ha invitato il pubblico “ad andare a vedere la Scala dei Turchi e la Valle dei Templi in cui si tengono concerti meravigliosi” e ha raccontato che Agrigento è al primo posto nella classifica delle città d’Italia con più single.

Nel corso della trasmissione la presentatrice ha anche dato delle notizie riguardanti la Festa del Mandorlo in Fiore, mostrandosi molto interessata all’evento e cercando di saperne di più dallo chef palermitano.

Alla fine ha perfino chiesto al Sindaco di Agrigento di mettersi in contatto con la redazione di “Detto Fatto” in modo da farle avere maggiori notizie al riguardo e consentirle così di potere essere presente alla manifestazione.

 

E la risposta del Sindaco Calogero Firetto non si è fatta attendere, infatti, a distanza di un giorno, il Primo cittadino di Agrigento si è messo in contatto con il programma e con Caterina Balivo invitandola a soggiornare in città durante la Festa del Mandorlo in Fiore che si terrà dal 3 all’11 marzo.

 

denise inguanta

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

La cuccia, una tradizione millenaria tra Sicilia e Grecia

kokkeia panspermiaLa tradizione cristiana, ricordata oggi, 13 dicembre, giorno dedicato alla protomartire siracusana Santa Lucia e celebrato con un piatto a base di chicchi di frumento, conditi con zucchero, latte o ricotta e cioccolato, in realtà ha profonde radici nella religiosità magnogreca.

l termini kokkeion e panspermia indicavano nella religione dell’antica Grecia e quindi anche per gli antichi abitanti della nostra isola, delle pietanze a base di vari cereali e semi, condite con frutta e mosto.

 

Questi piatti potevano anche essere salati e a volte costituivano delle vere zuppe, altamente nutrienti, consumate in onore di particolari divinità: Demetra, la dea delle messi, la figlia Persefone, associata con la madre al melograno,
Dioniso dio del vino e Hermes, protettore dei viandanti.

 

Il grano, la cui spiga recisa simboleggia la morte e i cui semi sono fonte di vita, protagonista di queste pietanze, era caro sia a Demetra che a Dioniso, la cui nascita era celebrata proprio con la recisione di una spiga.

 

kokkeiaGrosse pentole (chytra) venivano lasciate agli angoli delle strade nei giorni in cui si credeva che i defunti tornassero sulla terra e servivano anche per rifocillare i viaggiatori.

 

Questa usanza passerà dai greci ai romani, per poi arrivare ai monaci cristiani che distribuivano pentole di cibarie ai poveri.

Morte e resurrezione si celebrano quindi oggi, gustosamente, da millenni.
Buona kokkeia/cuccia a tutti!

 

Alessandra Conti – Progetto Archeo Cuisine, Associazione Culturale The Phoenicians, Agrigento

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Mandorlara continua a Casa Sanfilippo

Un folto gruppo di ristoratori che abbraccia tutta la provincia (ed anche oltre), ha aderito anche quest’anno a Mandorlara, o la sagra della mandorla a tavola.

Tra i protagonisti di questo nuovo appuntamento ci saranno: Alessandro Ravana’ di Aguglia Persa, Alfonso Lattuca e Salvino la Mendola di Akropolis, Carmelo Roccaro e la (lady) chef Mareme di Ginger-people & food, Giuseppe Patti e Francesco Frumento di Sarda Salata a Licata, Fabrizio La Gaipa e Bardhok Lleshi di Il Grecale, guidati dallo chef executive Salvatore Gambuzza dell’hotel Villa Athena .

Questa importante collaborazione tra i ristoratori, che operano sul territorio, segna l’inizio di un ambizioso progetto per la valorizzazione e la promozione della cucina di qualità della provincia di Agrigento.

Tra i relatori dott. Pietro Fanara nutrizionista, Maurizio Artusi critico enogastronomo, Francesco Baldacchino delegato Ais ad Agrigento e lo chef executive Salvatore Gambuzza, e Totò Collura moderatore della manifestazione.

Il team di cuochi durante lo showcooking e i relatori del convegno saranno coordinati dai ragazzi e insegnanti dell’istituto alberghiero Ambrosini di Favara, con il quale il consorzio turistico Valle dei templi ha attivato una convenzione per tutte le collaborazioni della filiera turistica.

Grazie allo sponsor dell’azienda Principe di Corleone, la degustazione dei vini, guidata dai sommelier della delegazione di Agrigento, accompagnerà i piatti preparati dal team dei cuochi, nella parte esterna della location, adibita per l’occasione alla esibizione culinaria di maestranze locali; resa possibile dall’altro importante azienda Electrolux professional Sagrim, già sponsor Mandorlara da alcuni anni e che ha messo a disposizione le proprie attrezzature professionali d’avanguardia.

Sono tutti invitati al convegno sulla dieta mediterranea, allo showcooking, ed alla degustazione finale, il 18 marzo a Casa Sanfilippo, sede del parco Valle dei Templi di Agrigento, ore 11:00.

Ufficio Stampa Mandorlara

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

MANDORLARA contagia PALERMO

mandorlara a palermo 2017

Si è tenuta ieri, 26 febbraio, a Palermo, al Mercato San Lorenzo un’eccezionale anteprima della Festa del Mandorlo in Fiore 2017 e l’inaugurazione della X° ed. della Sagra del Mandorlo a tavola: MANDORLARA 2017, coordinata dal Consorzio Turistico Valle dei Templi (promotrice) e da Salvatore Collura (ideatore dell’evento).

Durante l’anteprima al Mercato San Lorenzo a rappresentare Mandorlara saranno cinque espositori: CVA Viticultori Associati di Canicattì’, Lazzara Sicilia, Pasticceria Di Stefano, Oleificio Val Paradiso e Premiata Pizzeria Sarda Salata che proporrà uno show cooking dedicato alla regina della manifestazione: la mandorla nostrana.

mandorlara a palermo 2017Il maestro pizzaiolo Gianluca Graci (della pizzeria licatese) ha cucinato in loco, grazie a libero point un sistema di cottura mobile, versatile e compatto disegnato per contenere apparecchiature elettriche top per cuocere e servire velocemente del cibo senza necessità di avere una cucina alle spalle, e con l’innovativo triplo filtro anti odori, offerta dallo sponsor di Mandorlara 2017: Sagrim-Electrolux; preparando la pizza fritta a base di una miscela di farina segreta, di loro produzione; a crudo alcuni semplici ingredienti: mozzarella di bufala ragusana, pomodori datterino, mentuccia, aglio, colatura di alici con ovviamente la mandorla in granella sul finale.

A rallegrare la giornata le esibizioni dei “Tammura di Girgenti”, storico gruppo di musicisti che da sempre accompagna le celebrazioni della festa di San Calogero, guidati dal giovane Biagio Licata in alcuni live show veramente coinvolgenti.

Sul palco (al mattino) la giornalista Irene Melisenda e la responsabile della comunicazione del Mercato San Lorenzo di Palermo hanno moderato le interviste, al commissario dell’Ente Parco Archeologico (a cui quest’anno è affidata la organizzazione della 72° sagra del Mandorlo in Fiore) Bernardo Campo, e all’ideatore della Sagra del mandorlo a tavola: Salvatore Collura, anche in veste di rappresentante del Consorzio Valle dei Templi di Agrigento da alcuni anni.

“Mi scuso per la mia assenza dovuta ad impegni di lavoro purtroppo ineludibili. Desidero ringraziare il San Lorenzo Mercato per l’opportunità che ci ha voluto offrire di essere stati presenti in questo posto meraviglioso, che sa essere il contenitore del meglio che la nostra terra sa offrire. Per questo, insieme al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, abbiamo abbracciato con entusiasmo l’idea di proporre qui un’anteprima della Festa del Mandorlo in Fiore.

Colgo quindi l’occasione per formulare l’invito a tutti i palermitani di venire a scoprire e riscoprire il Mandorlo in Fiore, una festa splendida e carica di significato, che quest’anno vedrà una delle proprie edizioni più belle di sempre”

ha dichiarato il presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi di Agrigento, Fabrizio La Gaipa, promotore della Sagra- Mandorlara 2017.

L’appuntamento di domenica si è concluso con una eccezionale dimostrazione di pasticceria ad opera del pluripremiato e recordman del settore, il Mastro pasticcere Giovanni Mangione con un team di pasticceri e cake designers, provenienti da tutta la provincia, fra i quali: i Maestri fratelli Rosciglione, il Maestro cioccolatiere Gaspare Martinez, il Mastro decoratore Francesco Palumbo, il Cavaliere della pasticceria Lillo De Fraia ed il Maestro pasticcere Salvatore Palumbo; che hanno dato vita ad una torta monumentale di oltre trecento chili dedicata alla X edizione di Mandorlara.

Al successivo taglio della torta era presente una moltitudine di persone, piccoli e grandi, ugualmente curiosi di guardare la preparazione e di gustarne poi il “dolce” risultato, “mai visto, così tanti pasticceri contemporaneamente! -qualcuno, tra il pubblico trepidante, ha detto, – le decorazioni, poi, vere e proprie opere d’arte!”

Uff.Stampa Mandorlara 2017
Elisa Carlisi

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Mandorlara Sbarca a Palermo

Si terrà a Palermo domenica 26 febbraio al Mercato San Lorenzo un’eccezionale anteprima della Festa del Mandorlo in Fiore 2017 che si svolgerà ad Agrigento dal 4 al 12 marzo e l’inaugurazione della X° ed. della Sagra del Mandorlo a tavola: MANDORLARA 2017.

Iniziato dunque il conto alla rovescia in vista di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi in Sicilia. La macchina organizzativa, coordinata Consorzio Turistico Valle dei Templi (promotrice) e da Salvatore Collura (ideatore dell’evento), lavora a ritmo serrato per definire il programma che sarà ufficializzato con un’apposita cerimonia di apertura: domenica 26 presso il Mercato San Lorenzo di Palermo.

Il tema conduttore dell’edizione 2017 del Mandorlo in Fiore sarà quello delle Eredità Immateriali dell’Umanità. La gran parte dei gruppi folk partecipanti. Saranno presenti i “Tammurinara di Girgenti”, storico gruppo di musicisti che da sempre accompagna le celebrazioni della festa di San Calogero, il santo nero di Agrigento oggetto di eccezionale devozione popolare. I “Tammurinara di Girgenti” anch’essi nel novero delle eredità dell’Unesco e daranno vita ad un live show veramente coinvolgente.

Per la parte culinaria la Festa seguirà invece il filone della Dieta Mediterranea, anch’essa dal 2010 patrimonio dell’Umanità e verrà sviluppata dal Consorzio Turistico Valle dei Templi che darà vita alla decima edizione della “Mandorlara – Sagra del Mandorlo a Tavola”, evento collaterale della Festa del Mandorlo che ne connoterà i momenti più salienti attraverso dei menù speciali proposti dai ristoratori di Agrigento, degustazioni all’interno dei luoghi più suggestivi della Valle dei Templi, un convegno internazionale sulla Dieta Mediterranea e, per finire, il concorso di cucina in cui si sfideranno i migliori chef del territorio.

Durante l’anteprima al Mercato San Lorenzo a rappresentare Mandorlara saranno cinque espositori: CVA Viticultori Associati di Canicattì’, Lazzara Sicilia, Pasticceria Di Stefano, Oleificio Val Paradiso e Premiata Pizzeria Sarda Salata che proporrà uno show cooking dedicato alla regina della manifestazione: la mandorla nostrana. Inoltre, l’appuntamento di domenica ospiterà un’eccezionale dimostrazione di pasticceria ad opera del pluripremiato e recordman del settore, il Mastro pasticcere Giovanni Mangione con un team di pasticceri e cake designers, provenienti da tutta la provincia, fra i quali: i Maestri fratelli Rosciglione, il Maestro cioccolatiere Gaspare Martinez, il Mastro decoratore Francesco Palumbo, il Cavaliere della pasticceria Lillo De Fraia ed il Maestro pasticcere Salvatore Palumbo; che daranno vita ad una torta monumentale di oltre trecento chili dedicata alla X edizione di Mandorlara.

Grande la soddisfazione dell’organizzatore Salvatore Collura, che sottolinea: “Di anno cresce sempre più il numero delle adesioni al concorso e la qualità delle proposte che ci sottopongono gli chefs al punto da rendere la scelta davvero complicata.

Ad ogni modo ringrazio il Consorzio Turistico Valle dei Templi di Agrigento, con Fabrizio La Gaipa presidente, l’Ente Parco Valle dei Templi (che è l’organizzatore della 72° festa del Mandorlo in Fiore e che ci ha inserito tra gli eventi anche quest’anno), gli sponsor: Sagrim Srl: Elettrolux professional, e le altre collaborazioni Thalass, Feder Alberghi di Ag, l’azienda vitivinicola Principe di Corleone, l’istituto alberghiero Ambrosini di Favara (che si occuperà dell’accoglienza e dell’organizzazione di alcune giornate), non ultimi i ristoratori aderenti e gli chefs per la preziosa collaborazione consentendoci di condividere con tutti voi la bellezza di una secolare tradizione, ricca di valori e significati storico – culturali”.

Uff.Stampa Mandorlara 2017
Elisa Carlisi

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Cassata alla Siciliana

La cassata è un prodotto tipico della pasticceria siciliana; è una torta a base di ricotta di pecora zuccherata, pan di Spagna, pasta reale e frutta candita.

La parola “cassata” deriva dall’arabo qas’at che significa scodella o dal latino caseum cioè formaggio.

Questa torta tradizionale era nata per celebrare la Pasqua dopo i sacrifici quaresimali, ma è diventata presto un dolce consumato tutto l’anno.

Un proverbio siciliano recita “Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua” che significa “Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua”.

La cassata risale dunque al periodo della dominazione araba in Sicilia, fu poi arricchita nel periodo normanno in cui venne creata la pasta reale; agli Spagnoli si deve invece l’introduzione del cioccolato e nel periodo Barocco si aggiungono i canditi. L’introduzione della glassa di zucchero sembrerebbe ricondurre invece il nome all’inglese glass, vetro, da cui glassata, cassata.
La preparazione della cassata richiede molta abilità, soprattutto per realizzare le ricche decorazioni
da cui è caratterizzata.

Inoltre ne esistono diverse varianti, a seconda della parte della Sicilia in cui viene preparata.

La cassata è il dolce siciliano più coreografico e prepararlo contribuisce a diffondere in casa l’aria di festa. Personalmente ogni volta che faccio la cassata mi diletto a creare decorazioni particolarissime.

 

Tempo di preparazione: 70 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti
Tempo totale: 100 minuti

 

Ingredienti

Per il Pan di Spagna:
5 uova fresche
220 g di zucchero
220 g di farina
1 bustina di vanillina

Per la farcitura:
700 g di ricotta di pecora
300 g di zucchero a velo
30 g di canditi misti
aroma vaniglia

Per la glassa/ghiaccia:
175 g di zucchero a velo
20 g di albume di uova extra fresche Granarolo
25 g di succo di limone

Per la decorazione:
70 g di gelatina di albicocche
400 g di pasta di mandorle
colorante alimentare verde
20 g di zucchero a velo
35 g di canditi misti

 

Preparazione

Per il pan di Spagna: montate il più possibile le uova con lo zucchero fino ad ottenere una battuta gonfia e spumosa. Aggiungete la vanillina.

Setacciate sulla battuta la farina amalgamandola, poi versate il composto in uno stampo rettangolare, imburrato e infarinato e infornate a 180° per 25/30 minuti.

Sfornate il pan di Spagna, sformatelo e lasciatelo raffreddare su una griglia.
Foderate lo stampo per cassata con pellicola e coprite il fondo con un disco di pan di Spagna tagliato a misura. Tagliate anche delle fette alte circa 5 cm e con i lati leggermente a trapezio per foderare il bordo dello stampo.

Passate nel setaccio la ricotta, aggiungete lo zucchero a velo e l’aroma, poi sbattete fino a renderla cremosa. Aggiungete i canditi. Riempite il guscio di pan di Spagna con la farcitura livellandola.

Coprite con un secondo disco di pan di Spagna tagliato a misura e appoggiatevi sopra un piatto premendo leggermente. Mettete in frigo per 8 ore.

Sformate la cassata ponendola su un disco rigido di diametro leggermente inferiore.

Spennellate la cassata con la gelatina di albicocche calda.

Su un foglio di carta da forno spolverato con zucchero a velo stendete la pasta di mandorle già colorata con una puntina di colorante verde a uno spessore di 3/4 mm.

Fasciate il bordo del dolce lasciando qualche millimetro di abbondanza.

Spennellate con un pennello intinto in poco liquore bianco.

Preparate la glassa sbattendo gli ingredienti indicati, trattenetene da parte 100 g e versate il resto sulla superficie della cassata ricoprendola. Aggiungete alla glassa avanzata 20 g di zucchero a velo e con un sac à poche apponete i puntini sul bordo e il decoro sulla fascia verde.

Riponete di nuovo in frigo per alcune ore e, prima di servire, completate il centro del dolce con una guarnizione di canditi. Infine mangiate con moderazione!

 

denise inguanta

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

Cubaita Di Mandorle E Giuggiulena Di Sesamo

La “cubaita” o “cubbaita” di mandorle è un dolce tipico della tradizione dolciaria siciliana, le cui origini risalgono ai dominatori saraceni in Sicilia, infatti mandorlato in arabo si dice “qubbiat”.

Ricorda lontanamente un torrone e ne esiste una variante, chiamata “giuggiulena”, il cui ingrediente principale è il sesamo e le cui origini sono sempre arabe.

È possibile preparare anche una versione di cubaita maggiormente arricchita con mandorle e sesamo insieme (che è quella che preferisco in quanto legata ad una cara zia 🙂 ).

Di solito, comunque, questo dolce viene chiamato “cubbaita” nella Sicilia Occidentale e “giuggiulena” nella Sicilia Orientale.

La cubaita è il dolce tipico delle feste, infatti solitamente si prepara per Natale, per la Festa dei Morti e per San Giuseppe.

Ma, in realtà, in Sicilia ogni momento è buono per prepararla e gustarla perché quando in cucina si spande l’odore dello zucchero, del miele e delle mandorle tostate si diffonde già l’aria di festa.

È una delle ricette tipiche siciliane che va assolutamente tramandata.

La tradizione della cubaita è talmente radicata in Sicilia che esiste perfino un proverbio che la riguarda: “scrusciu di carta senza cubbaita” che significa “tutta apparenza e poca sostanza”.

Tempo di preparazione: 5 minuti
Tempo di cottura: 5 minuti
Tempo totale: 10 minuti

Ingredienti

  • 500 grammi di zucchero semolato
  • 100 grammi di acqua
  • 150 grammi di miele
  • 200 grammi di mandorle tostate oppure di sesamo
  • Cannella in polvere
  • Scorza di un’arancia
  • Olio di semi o di mandorle
  • Una confezione di codette o confettini colorati a piacere

 

Preparazione

Mettete in una casseruola a fondo spesso, su fuoco basso, lo zucchero e l’acqua.

Quando lo zucchero si scioglie e diventa dorato, aggiungete il miele, il sesamo o le mandorle, la scorza grattugiata di un’arancia e una spolverata di cannella e fate amalgamare ancora per qualche minuto, a questo punto versate il composto su un piano di marmo, già oliato.

Spalmate il composto, aiutandovi con un coltello o una spatola ben oliata, ad uno spessore di circa un centimetro. Con il coltello oliato praticate dei tagli sulla superficie del composto in modo da formare dei rombi o dei quadrati.

Attendete che la cubaita si raffreddi e si solidifichi.

Aggiungete, a piacere, codette o confettini colorati.

Togliete i pezzetti così ottenuti dal marmo e servite.

Assaporate lentamente per meglio gustare la straordinaria bontà di questo dolce!

denise inguanta

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

Carciofi alla siciliana o ripieni

Questa ricetta è antica, ed è anche una alla quale sono più affezionata.

Questo deriva dal ricordo olfattivo particolarmente tipico emanato dalla pentola che borbotta nei mesi invernali, e sparge calore e il tipico odore rinfrescante del carciofo.

 

Il ricordo è particolarmente piacevole anche per il modo particolare di mangiare questa antichissima verdura, che è una delle più ricche di vitamine calcio e fibre, insomma come diceva la nonna “mangia che ti fa bene” e in questo caso è proprio vero.

Il mangiare carciofi è un rito e lo si compie con le mani: ognuno riceve sul suo piatto una di queste multifoglie che sembra floreale, si comincia a mangiare staccando dall’esterno fino al cuore ogni foglia e rosicchiandola con i denti dalla base fino a che non si incontra la parte più dura.

A metà la struttura del carciofo smette di reggere, e allora si prende delicatamente il ripieno e lo si mette da parte, perché si lascia per ultimo.

Si continua con le foglie tenerelle al centro del carciofo e poi si mangia il cuore: dolcissimo e profumatissimo.

Infine si mangia il ripieno, saporitissimo ed in contrasto col dolce del cuore: un’esplosione di sapori.

Così mi hanno insegnato a mangiarlo da bambina e così lo si mangia ancora a casa mia, dove siamo tutti un po’ bambini.

 

Tempo di preparazione: 40 Minuti
Tempo di cottura: 60 minuti
Tempo totale: 100 minuti

 

Ingredienti per 4 persone

  • 8 Carciofi
  • Il succo di 2 limoni
  • 250 Grammi di pangrattato
  • 50 Grammi di pecorino grattugiato
  • Una manciata di prezzemolo tritato
  • 50 Grammi di pinoli
  • 1 Uovo
  • Olio extravergine d’oliva, sale e pepe quanto basta

 

Preparazione

Pulite i carciofi, levando le prime foglie e tagliando ogni gambo in modo che ogni carciofo possa star dritto nel tegame. Togliere le punte spinose tagliando il carciofo fino a trequarti. Lavate i carciofi e metteteli a bagno in acqua e limone.

In una ciotola mescolare bene il pangrattato con il formaggio grattugiato (in alternativa potete usare il parmigiano), i pinoli e con un trito di prezzemolo e aglio.

Aggiungere il sale e il pepe ed irrorare con un filo d’olio; aggiungere l’uovo mescolando il tutto.

Scolate i carciofi dal bagno nell’acqua diventata ormai acidula e aprirteli al centro spingendoli o con le mani o aiutandovi con l’angolo di un tavolo in modo da allargare le foglie centrali.

Riempire i carciofi, foglia per foglia, con il composto.

Metterli l’uno accanto all’altro, ben stretti, in un tegame con un po’ di acqua.

Mi raccomando i carciofi non devono essere completamente ricoperti di acqua, quindi l’acqua va aggiunta dopo aver posizionato i carciofi belli stretti (per riempire il vuoto si usano spesso patate e o uova), quindi bisogna versare acqua fino ai trequarti delle foglie esterne.

Insaporite l’acqua con del sale e un po’ d’olio.

Anche sulla testa dei carciofi ripieni mettete un bel filo di olio.

Chiudete la pentola è metteteli sul fuoco per circa un ora.

Vi accorgete che i carciofi sono pronti quando le foglie esterne diventano più morbide e quindi si staccano più facilmente dalla base (ma non fate troppi assagini 😉 ).

Scrivere e vivere di cibo, di Sicilia, di arte, di libri e di emozioni. Scrivere per condividere le passioni che da 34 anni mi porto addosso.