Laura Danile, Tra Archeologia E Turismo Ecco “Agrigento Family Tour”

laura danile al tempio di zeus ad agrigento

Laura Danile, agrigentina, è un archeologo e guida turistica.

Attività al tempio della concordia di Laura Danile Family Tour
Attività al tempio della concordia di Laura Danile Family Tour

Dopo tanti anni di studio in biblioteca, di ricerca e di scavi sia in Italia che in Grecia, è tornata ad Agrigento e adesso si occupa di organizzare family tour; così, grazie a questo lavoro, condivide la sua passione per la storia e l’amore per i luoghi in cui è nata con le famiglie e, in particolare, con i bambini.

L’abbiamo intervistata per saperne di più circa il suo affascinante lavoro.

 

Laura, potresti spiegare nello specifico ai nostri lettori in cosa consiste “Agrigento Family Tour”?

E’ un servizio rivolto alle famiglie che possono progettare insieme a me il loro itinerario ad Agrigento e trasformare la visita alla valle dei templi e al museo archeologico in un momento di apprendimento ludico, per giocare e imparare allo stesso tempo. Ogni percorso è una esperienza interattiva in cui tutti siamo protagonisti e attori. In relazione all’età dei bambini è possibile scegliere diversi tipi di itinerari, legati ad aspetti che possono coinvolgere e affascinare maggiormente bambini o adolescenti. Inoltre spesso mi chiedono consigli su dove andare, dove dormire e come organizzare la loro permanenza in città a misura di famiglia e io sono ben lieta di aiutarli.

 

Trovi che siano più curiosi e interessati i bambini o i genitori che li accompagnano?

Entrambi in modo diverso e complementare. I bambini perché qualsiasi cosa è una nuova scoperta e amano esplorare posti nuovi e conoscere nuove storie, soprattutto se in compagnia dei genitori e di un vero archeologo. Gli adulti perché possono divertirsi in compagnia dei loro figli e allo stesso tempo conoscere lo straordinario patrimonio archeologico di Agrigento che lascia tutti senza fiato.

 

Come reagiscono i bambini alla vista dei Templi?

Ne sono affascinati perché sono grandi e imponenti e fanno tante domande, le più disparate e impensabili soprattutto quando arriviamo al tempio di Zeus con i suoi giganti di pietra.

 

Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro?

La possibilità di condividere le mie conoscenze con viaggiatori di ogni età e in particolar modo con i più piccoli e di avere l’impressione di costruire un passato tra il presente e il passato, restituendo all’antichità colori, odori, suoni.

 

Laura Danile Family Tour al Tempio della Concordia
Laura Danile Family Tour al Tempio della Concordia

Qual è l’esperienza legata ad Agrigento Family Tour che ricordi con maggiore piacere?

Ogni family tour è un ricordo piacevole che contribuisce a darmi la carica per andare avanti in questo lavoro e mi sprona a migliorarmi sempre.

 

Quanto conta la preparazione e quanto, invece, conta la passione e l’amore per la propria terra nel tuo lavoro?

Direi che la preparazione è quello che può fare la differenza. Un archeologo ha alle spalle tanti anni di studio, di viaggi e visite a musei e siti archeologici ma soprattutto ha acquisito un metodo di ricerca rigoroso. Cerco di essere costantemente aggiornata e di aggiungere sempre nuovi tasselli riguardo alla comunicazione, alla pedagogia del patrimonio, all’archeologia pubblica perché lavorare con i bambini è un lavoro serissimo, che richiede una progettazione accurata e dettagliata. La passione per la mia terra e per la sua storia è certamente alla base di tutto ed è quello che mi spinge a migliorare sempre e a trovare nuovi modi per valorizzare questa bellissima isola.

 

Sei stata per diverso tempo fuori da Agrigento. Che cosa ti ha spinto a ritornare qui?

La voglia di poter mettere a frutto la mia esperienza nella mia città, per contribuire in piccola parte alla sua crescita. Agrigento ha un enorme patrimonio archeologico e mi sembrava impossibile non poter lavorare qui e dover andar lontano per svolgere la mia professione. Onestamente a quel tempo immaginavo che avrei lavorato sul campo, a scavi, studio e ricerca e invece pian piano ho intrapreso anche questa strada parallela che oggi rappresenta la parte principale del mio lavoro e che mi piace moltissimo. Lavorare con i bambini mi dà molta soddisfazione e mi fa sentire parte attiva della società.

 

Da guida turistica hai certamente il polso della situazione per ciò che riguarda il turismo nel nostro territorio. Cosa puoi dirci al riguardo? Che margini di miglioramento ci sono in questo ambito che dovrebbe essere fondamentale per l’economia di Agrigento e provincia?

Credo che ci siano buone prospettive di crescita e che il trend sia positivo grazie al lavoro di tanti professionisti che negli ultimi anni stanno trasformando Agrigento in una destinazione importante, fatta di incontri con la gente del posto e di un lento viaggio per scoprirne la bellezza dalla costa all’interno. Ci sono ampi margini di miglioramento in termini di promozione turistica, di accoglienza e di servizi ai viaggiatori e credo che dovremmo puntare tutti su questo settore a vari livelli perché la vera ricchezza del nostro territorio è nella sua storia millenaria e nel suo territorio ricco di tanti aspetti che attendono di essere valorizzati.

 

Per motivi di studio e lavoro sei stata anche in Grecia a fare scavi archeologici. Cosa pensi che abbia in più o in meno la Valle dei Templi di Agrigento rispetto alla realtà archeologica e turistica greca?

Amo la Grecia e la considero la mia seconda casa e per un archeologo classico è come il paese delle meraviglie ma Agrigento certamente non ha nulla da invidiare ad altri importanti siti archeologici della madrepatria, è un sito molto ricco, immerso in un paesaggio rigoglioso costellato di ulivi secolari, mandorli, pistacchi e dalla storia millenaria.

 

Agrigento ospita ogni anno il Festival Internazionale del Folclore e il Festival Internazionale I Bambini del Mondo, che senza dubbio rappresentano un’attrattiva di fondamentale importanza per il nostro turismo. Cosa pensi della Festa del Mandorlo in Fiore?

Un appuntamento importante per la città che dovrebbe essere un evento di richiamo per viaggiatori da tutto il mondo con una promozione efficace e per tempo. Un suggerimento? Potenzierei le attività family friendly (sono di parte?)

Cell: 3478405712

eMail: ladanile@gmail.com

Profilo Facebook: https://www.facebook.com/agrigentofamilytour/

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

La Valle dei Templi di Agrigento

valle dei templi agrigento tempio della concordia

Agrigento è una cittadina nota per i suoi numerosi siti archeologici e per la Valle dei Templi, diventata patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO.

Gli appassionati di archeologia e di storia non potranno evitare di andare a visitare la bella Agrigento, che sa anche offrire il fascino degli innumerevoli templi, con una storia tutta da scoprire.

 

La Valle dei Templi, ad ogni modo, è una tappa obbligata.

 

Uno tra i più famosi della Valle è il Tempio di Giunone, conosciuto allo stesso modo anche come tempio di Hera Lacinia, ed è considerato uno dei templi più importanti appartenenti alla storia del mondo greco.

Si nota immediatamente l’assenza del tetto, che ha una ragione storica: Quinto Fulvio Flacco volle ‘scoperchiare’ il Tempio di Hera Lacinia lasciandolo sprovvisto di una qualunque copertura.

Di pari importanza il Tempio della Concordia, considerato un luogo sacro dal mondo greco.

Una particolarità che gli appassionati non possono trascurare è il fatto che sia perfettamente allineato con il sole durante l’equinozio di primavera: tutto questo offre uno spettacolo davvero emozionante, che i turisti di sicuro non possono perdersi.

All’interno così come all’esterno del Tempio della Concordia possiamo trovare fosse scavate per le sepolture, ovviamente già presenti nel momento della costruzione del tempio.

Per coloro che non vogliono rinunciare all’attività fisica ma neppure restare a correre sul tappeto elettrico nell’hotel senza godersi pienamente la vacanza, il Tempio di Zeus Olimpio potrà essere la soluzione adeguata, in quanto più complicato da raggiungere.

Per arrivarci sarà necessario fare una scarpinata. La sua storia è legata alla vittoria sui cartaginesi, e venne perciò eretto in segno celebrativo; tuttavia, quello che vediamo al giorno d’oggi è solo una parte parziale del tempio, ben diverso da quello originariamente costruito, dato che venne quasi completamente raso al suolo da un forte terremoto nel 1401.

Sono numerosi i templi dai quali è costituita la Valle dei Templi. Tra questi anche il Tempio di Eracle, chiamato anche di Ercole.

Il nome è legato al fatto che all’interno del tempio possiamo trovare una statua di Ercole, per giunta in una sua versione piuttosto famosa e conosciuta. Molto probabilmente questo tempio è anche quello raccontato da Polieno, teorico militare.

L’ennesimo tempio è quello dei Dioscuri (oppure di Castore e Polluce), situato a pochi metri dal meno noto Tempio L. Il Tempio dei Dioscuri non è molto visitato dai turisti ma ha la particolarità di essere riprodotto sotto forma di souvenir e di essere utilizzato dai turisti che, generalmente, si scattano fotografie davanti al tempio.

Un altro tempio tra i più importanti è quello di Atena Lindia e Zeus Atabyrios, che ha ospitato per lungo tempo separatamente (ed in seguito l’ha inglobata) la chiesetta medievale di Santa Maria dei Greci. Di sicuro questo tempio è tra i più suggestivi in assoluto.

La Valle dei Templi, a dispetto del nome, non ospita solo templi ma anche numerosi e affascinanti santuari che tutti i turisti devono visitare quando soggiornano ad Agrigento. Tra questi il Santuario rupestre di Demetra e Zeus, numerosi edifici pubblici ed anche necropoli.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Cosa vedere ad Agrigento

Agrigento è un comune situato in Sicilia che conta circa 60.000 abitanti.

Può vantare un grande valore storico ed anche di ospitare un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, la Valle dei Templi, ormai considerata appunto un patrimonio dal 1997.

Numerose sono comunque le attrazioni turistiche di ogni tipo, capaci di far innamorare turisti di ogni tipo e con ogni esigenza.

Non si può tra le prime cose dimenticare di visitare la casa di Luigi Pirandello, dove è nato.

Sarà un’attrazione turistica culturale che ci consentirà di conoscere molto bene la storia di Pirandello: è uno dei primi itinerari che bisogna tenere in considerazione quando si vuole visitare una città ricca di storia come Agrigento…

Ovviamente è impossibile non tenere in considerazione la succitata Valle dei Templi, proprio perché è una ‘tappa obbligata’, una delle prime di Agrigento. Si può usufruire della visita guidata della durata di due ore, considerata una vera e propria escursione.

E’ un’opzione suggerita per coloro che non rinunciano al fitness e all’attività fisica anche in vacanza; magari con l’ausilio di un orologio contapassi da polso, potremo esplorare un luogo riconosciuto come patrimonio dell’umanità senza rinunciare alla nostra giusta dose di movimento giornaliera.

Un altro luogo in cui ci servirà utilizzarlo è la Riserva Naturale di Punta Bianca, dove potremo osservare una bellissima spiaggia dorata con un mare dal colore azzurro profondo tipico delle località di Agrigento e dintorni, ma dove potremo anche fare un’escursione nel circuito apposito divertendoci ed immergendoci nella natura.

Il panorama sul mare è sempre molto apprezzato da tutti i turisti che trovano la vista che si raggiunge solo mediante l’escursione davvero mozzafiato: è assolutamente necessario andare a conoscere anche il lato naturale di Agrigento, quello legato alle bellezze della natura, perché quando si va a visitare questa città non bisogna limitarsi solo all’immenso lato storico, che comunque non dev’essere assolutamente mai trascurato.

Il Duomo di Agrigento è un’altra attrazione turistica che può essere raggiunta soltanto affrontando le piccole e suggestive stradine che si snodano lungo una piccola collina.

La scalinata per raggiungere il campanile e l’interno, molto ben decorato, del Duomo sono in grado di affascinare davvero anche i turisti più esigenti.

Le guide turistiche potranno migliorare di molto la nostra esperienza nel visitare questa struttura, parlandoci anche dei motivi per i quali è stata costruita e della sua bellissima storia passata.

Il Santuario di San Calogero è un’altra importante attrazione della quale non bisogna dimenticarsi: sia che volessimo farlo per una questione religiosa sia per una questione unicamente turistica, il Santuario di San Calogero è un qualcosa di spettacolare anche dal punto di vista festivo, perché nel mese di luglio si riempirà di un calore e di una bellezza davvero mai viste prima.

Se andiamo in vacanza durante il mese di luglio non possiamo evitare di visitare il Santuario.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Visitare la Riserva Naturale Macalube di Aragona

Situata nel territorio di Aragona, a 15 chilometri da Agrigento con un’estensione di 256,45 ettari, nasce la Riserva naturale Macalube, area condivisa dai comuni di Joppolo Giancaxio e di Aragona. Gestite da Legambiente, le Macalube, sono costituite principalmente da depositi argillosi, attraversati da una rete molto fitta di valloni. Esse testimoniano la presenza dei vulcanelli di fango freddi in Sicilia, fenomeni naturali che spesso trovano spazio nella letteratura scientifica dei viaggiatori stranieri passati sull’isola tra il 1700 e il 1800.

Se siete amanti dei viaggi particolari, allora non potete perdervi il territorio della Riserva, diviso principalmente in due aree, A, B e B1 con caratteristiche ambientali distinte:

  • zona A – l’estensione che caratterizza questa superficie è misurabile in circa 93 ettari. Si tratta dell’area dove avvengono i fenomeni di eruzione dei vulcanelli di fango e in cui sono presenti numerosi esemplari di flora peculiari della zona agrigentina.
  • zone B e B1 – estese su una superficie di 163,45 ettari, preservano le aree circoscritte e massimizzano la sicurezza della Riserva.

In seguito alla Legge Regionale 98/81, la Riserva naturale Macalube di Aragona è stata inserita nel progetto istituito dalla Regione LIFE-Natura per la conservazione degli habitat prioritari di specie vegetali e animali di elevato interesse scientifico.

Il sito è particolarmente interessante per le sue peculiarità di tipo naturalistico: il suo valore geomorfologico attira da sempre studiosi non solo italiani ma di tutta Europa, soprattutto perché la Riserva naturale Macalube di Aragona è conosciuta anche come sorgente idrofangosa dove avvengono emissioni di metano e di anidride carbonica.
Contraddistinguono il paesaggio della Riserva di Aragona vasti affioramenti di natura argillosa-marnosa.

È l’altipiano conosciuto come il Vallone Macalube a delimitare la ‘collina dei vulcanelli’, luogo in cui si può assistere alla formazione del fenomeno chiamato vulcanesimo sedimentario.

Quest’ultimo si manifesta quando il gas sottoposto a una certa pressione, trascina dal sottosuolo, portando via con sé, sedimenti costituiti da argilla e acqua. Sobbalzando in superficie, fanno spazio all’emissione di gas dai crateri. Sulla collinetta è dunque frequente scorgere forti eruzioni esplosive con zampilli, contenenti gas e acqua, in grado di raggiungere anche notevoli altezze.

Lacus Agrigentinus, lago agrigentino, o ager agrigentinus, è il termine antico coniato dagli scrittori latini, arabi e greci per indicare la località in cui è possibile trovare il machaluba. L’arabo maqlùb, che significa ‘rivoltato’, è il sostantivo giusto per capire quali particolari manifestazioni avvengono nel suolo della Riserva naturale Macalube di Aragona.

Tutt’attorno alla vivace superficie in fermento, si adatta la vegetazione spontanea composta da garigasteppa, in cui fanno capolino la Salsola agrigentina e il Lygeum spartum; nell’area è possibile trovare anche l’Aster sorrentinii e la Lavateria agrigentina. In primavera si può assistere al rifiorire generale della natura caratterizzato dalla presenza di vaste distese di orchidee selvatiche e, dall’arrivo negli stagni, di piccoli anfibi come la rana verde e il discoglosso dipinto.

La Riserva naturale Macalube di Aragona è ambita anche da alcuni rapaci: il falco della palude e il gheppio, volatili che sorvolano la zona in cerca di prede da cacciare durante la bella stagione.

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

La Fiaccolata dell’Amicizia: Le Nostre Foto

 

Da sempre appassionato di tecnologia non ho mai smesso di credere nell’open-source e nella condivisione della conoscenza. Laureato in ingegneria civile per un errore di gioventù ed utilizzatore di Linux dal 1998 (la prima distrubuzione era una Slackware… e la prima non si scorda mai 🙂 )

Oroscopo del Mandorlo in Fiore

ARIETE plutone si è dato disperso e benché non si trovi nella mappa, visto il clima mite di queste giornate e la bellezza del mandorlo in fiore sono sicuro che ci saranno giornate di grande tenerezza per il vostro segno. e come dice il saggio “Pigghiala bedda e pigghiala pri nienti, ca di la bedda ti nnì fai cuntento”

TORO Le stelle non mi parlano del vostro segno caro toro, ma sono certo che sarete più affascinanti del solito in questo giorno di festa grazie alla voglia di divertimento che vi sopraffarà. e come dicono i saggi “Scarpi e cappeddu fannu l’omu beddu”

GEMELLI due facce e due bocche, e ben 4 orecchie, state certi quindi di sentire tuta l’allegria della festa in questa settimana e di mangiare abbastanza leccornie da riempire due ventri. e come dice il saggio “ ‘n saccu vacanti non po’ stari addritta”

CANCRO se il mare sembra ancora essere lontano per il vostro segno, così come per gli altri del resto, posso immaginare che saprete però godere del sole di questa settimana e che vi immergerete letteralmente nei prati sovrastati dai mandorli in fiore. e come dice il saggio:” Soccu ora si schifia veni lu tempu chi si addisia”

LEONE il fuoco che arde in voi è degno di un falò di ferragosto, ma questa settimana dovrete accontentarvi di farlo bruciare al fuoco delle fiaccole del martedì. e mi raccomando di essere amichevoli! e come dice il saggio “Megliu oi l’ovu ca dumani a gaddrina”

VERGINE Mia cara vergine a discapito di qualunque cosa possano dire le stelle questa settimana, vi auguriamo di gioire del tempo della festa del mandorlo in fiore e che possiate essere delicate come le mandorle e piene di gusto come il loro frutto. e per citare le parole del saggio “A biddizza e’ menza doti”

BILANCIA Miei cari amici della bilancia questa settimana prevedo un forte disequilibrio fra il vostro segno e la quantità di cibo che ingerirete. Potete però arginare il danno con una buona dose di ballo al suon di bande. e come dice il saggio “Na botta a la utti e na botta a lu timpagnu”

SCORPIONE Mio caro scorpione per questa settimana del mandorlo in fiore vi consigliamo di mettere da parte il vostro pungiglione e di cominciare a ballare in buona compagnia. potrebbe essere la settimana giusta 8 come tutte del resto) per trovare l’anima gemella. E come dice il saggio “Signuri scansatiminni di fimmini varvuti e di masculi svarvati”

SAGITTARIO Caro sagittario, per la tua passione dei viaggi questa settimana ti consigliamo Agrigento, dove in un solo luogo potrai trovare il mondo intero, mi raccomando però di non farti abbindolare: come dice il saggio ” mugghieri e buoi, dei paiti toi”

CAPRICORNO questa settimana il cielo è pieno di sole, ed è l’unica stella che per te voglio prevedere mio caro. Una settimana piena di sole con luminose giornate e brillanti serate all’insegna della ebrezza e ricorda le parole del saggio “Pani e vinu rinforza lu schinu”

ACQUARIO in queste giornate assolate e profumate miei cari amici dell’acquario speriamo per voi che la luna non provochi basse maree e non rischi di prosciugarvi. Il consiglio è quindi quello di riempiervi di vino per ovviare la mancanza di acque e ricordate le parole del saggio “Si t’ha ‘mbriacari ‘mbriacati di vinu bonu”

PESCI miei cari amici dei pesci attenti a non finire in padella e questa settimana nelle quali nettuno non si sa dove sia finito vi consigliamo di fare abbondanti docce per stare in compagnia e come dice il saggio ricordate ” u pesci fiti da testa”

Scrivere e vivere di cibo, di Sicilia, di arte, di libri e di emozioni. Scrivere per condividere le passioni che da 34 anni mi porto addosso.

Come piante aeree

Cosa vuol dire tramandare? Perché sentiamo il bisogno di custodire le nostre radici, le nostre tradizioni? Perché quando siamo all’estero, lontano dal nostro Paese, sentiamo e percepiamo forte il bisogno di “appartenenza”, di “stare insieme”, di confrontarci con i nostri connazionali? Che valore hanno le nostre tradizioni?

Queste sono alcune delle domande che ci si può porre quando ci si trova lontani dalla propria “Terra di Origine”.

Si può partire dall’etimologia del termine “Tradizione” . La parola deriva dal latino “Traditionem” e dal termine “Tradere” che significa consegnare, trasmettere.

A sua volta trasmettere trae le sue radici dal verbo latino “Trans-mittere”, verbo composto da Trans (al di là) e Mittere (mandare).

Si può tradurre il verbo con l’espressione “far passare da una persona all’altra, da una generazione all’altra” (Voc. Treccani). Ma da dove proviene questa spinta a “trasmettere”?

L’azione di trasmettere è legata al concetto di “appartenenza”. Già Aristotele nel IV sec. A.C. definiva l’uomo “un animale politico” (politicom zoon). In quanto tale è portato ad unirsi ai propri simili per formare delle comunità. L’uomo non può esistere, non può creare la propria identità, se non attraverso l’appartenenza ad un gruppo, ad una società, ad un paese (“Non ci si può separare se prima non si è stati insieme”).

La psicologia sociale, come la sociologia, da sempre hanno studiato il bisogno di appartenenza, di avere radici comuni. Per citare qualche autore si può ricordare Abraham H. Maslow, psicologo sociale, che inserisce tale bisogno all’interno della sua concettualizzazione della “Piramide dei bisogni”.

Il bisogno di appartenenza lo si ritrova insieme al bisogno di affetto e viene definito come “la tendenza dell’uomo a stare insieme, dentro a gruppi organizzati che sostengono e contengono, soprattutto emotivamente (A.H.Maslow, 2010).

Più recentemente Zygmunt Bauman, uno dei più noti e influenti pensatori al mondo di recente scomparso, ha definito il concetto di “modernità liquida”. Una società caratterizzata da confini e strutture incerti e vacillanti, che producono un senso di “spaesamento” e di incertezza. Di fronte ad una società di questo tipo il bisogno di appartenenza diviene sempre più emergente (ed urgente aggiungerei).

L’autore parla di un passaggio da un senso di “indipendenza” generalizzato dettato da una società consumistica, che crea una finta sensazione di libertà, ad un bisogno di “interdipendenza”(si rimanda alle opere dell’Autore per ulteriori approfondimenti).

Oggi, in una società postmoderna con tali caratteristiche, molti giovani siciliani (e non) decidono di lasciare il loro paese per diverse motivazioni (lavorative, economiche, emotive,ect.). Proprio questi giovani percepiscono ancora più forte il “bisogno di appartenenza” e di “radicarsi”. Pagine Facebook nascono come funghi (es. Italiani in Germania, ect.), ed è in questo nuovo canale (internet) che può essere colto questo bisogno emergente.

Alla vecchia visione dell’individuo che, spostandosi da un luogo ad un altro, si “sradica” per poi mettere nuovamente radici, è stata sostituita dalla metafora di una nave. Nel primo caso lo “sradicarsi” e “radicarsi” nuovamente comporterebbe una perdita di energia e contenuti, di affetti e di tradizioni, nel caso della nave, questa approda in un porto mettendo l’ancora, per poi ritirarla una volta conclusa l’esperienza.

A mio avviso tale metafora appare meno traumatica della prima, ma ne vorrei proporre un’altra che si ricollega al titolo di questo articolo: “come piante aeree”.

Portiamo con noi le nostre radici e prendiamo nutrimento dall’atmosfera/ambiente in cui ci troviamo. Non occorre perdere le proprie radici e le tradizioni, ma si possono custodire nella loro unicità e nello stesso tempo assimilare dal nuovo, dall’Altro, per dare vita a nuove esperienze.
Con l’augurio di portare sempre con voi le vostre radici.

BIBLIOGRAFIA
Aristotele, Libro I “La politica”, IV sec. a.C.
Bauman Zygmunt, “Vita Liquida”, Editore Laterza, 2008
Bauman Zygmunt, “L’arte della vita”, Editore Laterza, 2009
Maslow Abraham H., “Motivazione e personalità”, Armando Editore, 2010
Treccani Vocabolario , www.treccani.it

Mi chiamo Maria Sorce, ma tutti mi chiamano Maryjo, sono una psicologa italiana e psicoterapeuta in formazione. Da poco emigrata in Germania, svolgo attività libero-professionale a Monaco di Baviera e mi occupo principalmente di Italiani emigrati all’estero. Il mio motto? “Praticate gentilezza a casaccio, e atti di bellezza privi di senso”.