Un nuovo e interessante Paper sulla Festa su Academia.edu

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Ho recentemente ricevuto nella mia casella di posta un avviso da Academia.edu riguardante un nuovo studio scientifico riguardante la bella Festa del Mandorlo in Fiore; ovviamente mi sono fiondato a leggerlo per vedere se potesse interessare i lettori del sito.

Ritengo che la risposta possa essere affermativa e, così, sono qui a parlarvene 🙂 .

Iniziamo con i riferimenti biliografici: potrete trovare il paper in oggetto a questo indirizzo (previa registrazione gratuita al sito); potrete anche scaricarlo, come ho fatto io, per leggerlo con calma.

Il titolo dello studio è: Dal Folklore all’Arte. “Impressioni sulla Sagra del Mandorlo in fiore” nella pittura del Novecento ed è stato realizzato dal Prof. Giuseppe Cipolla.

Nello studio si analizza, con buon dovizia di particolari, la storia di un premio internazionale di pittura agrigentino che ci permette di apprezzare a tutt’oggi alcune opere che ritraggono la Festa del Mandorlo in Fiore.

Premetto che io sono esclusivamente un appassionato della cultura siciliana (e, quindi, non ho le competenze culturali necessarie ad una lettura approfondita delle opere) ma il vedere le riproduzioni delle opere mi ha fatto un enorme piacere, specie considerando che sono ben due anni che la Festa non si svolge in forma compiuta per ben note cause.

È vietata la riproduzione delle opere ma vi consiglio sicuramente di scaricare il paper e guardare coi vostri stessi occhi l’opera di Gianbecchina dedicata a quella che allora era la Sagra del Mandorlo in Fiore (è stata cambiata la denominazione alcuni anni fa) o quella di Fritz Itzinger: entrambe raccontano (ognuna a modo loro) uno scorcio di vita che è almeno ancora parzialmente vivo qui ad Agrigento.

Nello studio sono presenti anche raffigurazioni di altre opere che non sono da meno; ma le due sopracitate sono quelle che ho apprezzato di più.

Sono giunto al termine e posso solo raccomandarvi di scaricare il paper e di leggerlo da voi.

La Sagra del Mandorlo in Fiore ricordata da Lello Casesa

vista davanti la chiesa di san calogero

Appartengo alla generazione di quelli che hanno vissuto, in prima persona, la Sagra del Mandorlo in Fiore dai primi anni 80, insieme a mio padre Gigi ed al Gruppo Folkloristico Val d’Akragas.

Ricordo, come fosse adesso, quella settimana di Febbraio di ogni anno, il piu’ delle volte fredda e asciutta con le interminabili sfilate del mercoledì per la Fiaccolata con spettacolo allo Stadio Comunale e la sfilata conclusiva domenicale fino alla Via Manzoni (zona Esseneto) in attesa dell’esibizione davanti al maestoso Tempio della Concordia.

Sono gli anni intensi di Giuggiu’ Gallo (Lider maximo, attaccato fino a tarda sera alla cornetta del telefono d’ufficio per portare il meglio del folklore del mondo), Ermogene La Foreste, Nicola Fiore, Corrado Catania, Andrea Carisi, Michele Guardì, Giulio Viola e poi ancora Lillo Salsedo, Pippo Agozzino, Mario Gaziano, Aurelio Patti, Benedetto Adragna, Giovanni Sardone, Franco Caponnetto, Mimmo Canino, Enzo Abate, Franco Catalano, Pippo Calandrino, Giovanni Parisi, Lillo Inguanta e tantissimi altri appassionati alla Festa piu’ bella degli agrigentini.

riunione in sala stampa

Quell’idea di Sagra, concepita e organizzata all’EPT (Ente Provinciale Turismo) al Viale della Vittoria civico 255, non esiste piu’ !! Rimane solamente un ricordo ed un monito per tutti noi.

E’ necessario oggi proiettare la Sagra del futuro partendo dal passato ed imprimere allo spirito popolare e sociale della Festa un significato economico turistico ed una valenza internazionale.

manifesto sagra del mandorlo- n fiore

Ammetto che l’idea dello “spacchettamento” della Sagra ha prodotto risultati positivi all’economia complessiva e bisognerebbe andare in questa direzione ma bisogna rafforzare questa impostazione pianificando in largo anticipo gli eventi utilizzando la potente forza dei social, per vendere turisticamente “ il Mandorlo in Fiore ” nei settori e nei mercati di riferimento.

Fino a quando non avremo tutti questa capacità di programmare, pianificare e disegnare il progetto, continueremo a straparlare di Sagra da gennaio a marzo senza concludere nulla.

Lello Casesa

Naro, Agrigento e il Mandorlo in Fiore: acceso il tripode dell’amicizia 2021

accensione del tripode della pace alla festa del mandorlo in fiore di naro 2021

Tra chiusure, aperture, Italia divisa a zone, è già passato un anno da quando il Coronavirus è entrato a far parte della nostra quotidianità. Tutto è cambiato. Stop a sagre e feste popolari. Stop alla Festa del Mandorlo in fiore. La grande festa di primavera che si svolge ad Agrigento, tra gruppi folk che arrivano da ogni parte del mondo, musica, colori e tradizioni.

Ma se non riusciamo ad abbracciarci, se dobbiamo stare distanziati, se non si possono creare assembramenti ecco allora che l’unico mezzo che ci permette di stare tutti uniti anche se lontani è la tecnologia, è l’utilizzo di uno smartphone, di un tablet, che ci permettono di collegarci tutti contemporaneamente.

Ed è proprio l’idea geniale che ha avuto il team di giovani che si occupa di comunicazione presso il Comune di Naro. Si è pensato ad una versione virtuale del Mandorlo in Fiore. Non solo racconti e foto inedite della storia della festa di primavera mandata in diretta streaming sui canali social, ma anche un momento simbolico, un momento che sancisce l’unione dei popoli.

“Il momento riparte da Naro. Avrei voluto vedere la piazza piena, avrei voluto sentire i canti e i balli della tradizionale, ma dobbiamo necessariamente aspettare tempi migliori che ci auguriamo tornare presto. Attendiamo la grande Festa di primavera del 2022 e nel frattempo ci godiamo questo momento in diretta streaming”

Ha dichiarato la Sindaca Maria Grazia Brandara.

Di fatti mentre in una piazza semideserta, i Sindaci di Naro e Agrigento, rispettivamente Maria Grazia Brandara e Franco Miccichè, in una sorta di gemellaggio, davanti il sacrato della Chiesa di San Francesco accendevano il tripode dell’amicizia, rievocando il tradizionale momento che si svolge ai piedi del Tempio della Concordia, tante le condivisioni e tante le persone che in diretta hanno seguito il momento.

“È stata un’idea geniale. Naro e Agrigento unite dal Mandorlo in fiore come in una sorta di gemellaggio, che possa essere il momento per pensare ad un futuro migliore”

A dichiararlo il Sindaco di Agrigento Franco Miccichè.

Piccole emozioni; momenti che ci danno la spinta per andare avanti … per rinascere.

A Naro il Mandorlo in Fiore in versione virtuale 2021

logo ufficiale mandorlo in fiore 2021

A causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus salta per il secondo anno la festa del Mandorlo in Fiore. Il Parco Archeologico Valle dei Templi sta lavorando per delineare il programma del 2022 che possa essere davvero una grande festa di primavera.

La festa del Mandorlo in fiore nasce a Naro, paese ad una ventina di chilometri da Agrigento, per volere del conte Alfonso Gaetani, con lo scopo di fare conoscere a tutti i prodotti tipici siciliani. Ufficialmente diventa Sagra del Mandorlo in Fiore solo a partire dal 1937 quando si trasferisce ad Agrigento e viene chiamata così proprio dagli agrigentini. Nel tempo la sagra è diventata un inno alla bellezza e all’amore, ma anche alla tolleranza tra culture diverse.

Ed è proprio a Naro che l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Grazia Brandara ha pensato per questo anno ad un festival diverso.

“Quest’anno il Mandorlo in Fiore torna e lo fa quasi del tutto virtualmente. Una festa antica che sa adattarsi a tutte le condizioni temporali e che ci lascia senza fiato. Insieme al Sindaco di Agrigento accenderemo la fiamma sul tripode per questa edizione 2021 un po’ sottotono”.

Dichiara la sindaca Brandara
La locandina dell’evento

In diretta streaming nella giornata di sabato 6 Marzo due gli eventi in programma: alle ore 19.30 il Sindaco di Naro Maria Grazia Brandara e il Sindaco di Agrigento Franco Miccichè accenderanno il tripode della Sagra del Mandorlo in Fiore 2021; successivamente alle 20.15 in diretta il professore Milco Dalacchi racconterà le origini del Mandorlo con video e foto inedite del tempo.

Durante la serata in piazza sarà collocato un grande ramo di mandorlo in fiore che rimarrà per tutto il mese di marzo come segno di speranza e di rinascita.

Irene Milisenda

Il Covid stoppa la Festa del Mandorlo in fiore

Per il secondo anno consecutivo, viene sospeso il festival del folklore ad Agrigento. Già lo scorso anno a pochi giorni dalla diffusione della pandemia, l’evento fu annullato per volontà del sindaco di allora, Lillo Firetto che aveva capito in anticipo la gravità della situazione.
Un evento unico nel suo genere, con vari gruppi di varie nazionalità che giungono ad Agrigento, nella Valle dei Templi tra canti, balli e un’esplosione di gioia e colori. Ma il Covid ancora una volta sta facendo la sua parte, ci impedisce di stare vicini, ci vieta gli assembramenti, ci vieta gli spostamenti, virus che ha cambiato il nostro modo di vivere. Ci vuole tempo per organizzare un grande evento come la Festa del Mandorlo in fiore, serve una grossa macchina organizzativa per fissare tutti gli eventi. Ecco perché dal Parco Valle dei Templi arriva a malincuore la decisione di sospendere la kermesse.

“Abbiamo posticipato la festa al 2022, dice Roberto Sciarratta direttore Parco Valle dei Templi. Negli ultimi anni si sono raggiunti ottimi risultati sia dal punto di vista economico che culturale, ma ad oggi, non possiamo parlare di festa; anzi, in questi mesi, cercheremo di iniziare a programmare gli eventi, vedremo quante risorse avremo a disposizione, perche la prossima Sagra, continua il Direttore, dovrà essere una vera e propria Festa di Primavera che possa coinvolgere tanti giovani, e si possa prolungare per tutti i mesi della primavera”.

Qualcuno in questi giorni stava pensando se posticiparla, magari a ridosso della stagione estiva. Ma con l’incertezza che regna sovrana appare inverosimile.

“Ha fatto bene il direttore Sciarratta a sospendere l’evento, dichiara l’attore agrigentino Gaetano Aronica. Questo terribile momento porterà tante idee, la festa della primavera, altre feste, altri momenti in cui celebreremo non più il Risveglio, ma il “Ritorno dell’umanità.” Noi artisti, organizzatori, gente che vive di cultura e per la cultura, dobbiamo guardare avanti con coraggio, indicare strade, dare motivazioni che vadano al di là del quotidiano, perché la politica ha bisogno della cultura, la società ne ha bisogno. La Sicilia ha bisogno di mostrare i suoi fiori per crescere e distribuire benessere“.

Covid, Valle dei Templi e speranza di aprire in primavera

gruppo folkloristico agrigentino gergent

La pandemia del Coronavirus ha costretto i cittadini di tutto il mondo a cambiare le proprie abitudini, ci ha obbligati a rimanere a casa per contenere la diffusione del virus e ci ha imposto di rivedere tutto. Si è bloccato tutto, si è fermata l’economia del Paese, uno tsunami che si è abbattuto con particolare gravità sull’intero settore della cultura. Le filiere della cultura e dello spettacolo subiscono in questi giorni danni provenienti contemporaneamente da diverse direzioni; dalle chiusure precauzionali, ai timori diffusi di trovarsi in luoghi pubblici, alla sostanziale paralisi del turismo interno oltre che quello internazionale, deriva il rischio di piegare un comparto essenziale non solo per nostra economia ma per la nostra stessa qualità della vita.

Agrigento è una di quelle città che sta attraverso un periodo buio di questa situazione. Agrigento è sole, mare, profumi, storia, tradizioni, folklore. Agrigento è turismo con i suoi tesori archeologici, culturali e paesaggistici, definita da Pindaro “la più bella città dei mortali”.  La Valle dei Templi, con i suoi circa 1300 ettari, dieci templi, tre santuari e una necropoli, ha dovuto chiudere per la seconda volta i cancelli. Dopo la riapertura a fine maggio, e le prime domeniche con ingresso gratuito, tra gel igienizzante, mascherine, scaglionamenti di persone, tutto organizzato in massima sicurezza, si sperava in una vera e propria rinascita culturale e soprattutto economica. Apprezzata da turisti che arrivano da tutte le parti del mondo, la Valle dei Templi è uno scrigno da scoprire. Facendo ingresso nella Via Sacra il primo tempio che s’incontra è il Tempio di Giunone, proseguendo si arriva al maestoso Tempio della Concordia, uno dei templi conservati a meglio e che rappresenta il simbolo della città. In perfetto stile dorico, con una struttura che ricorda quella del Partenone di Atene, ai suoi piedi lo scultore polacco Igor Mitoraj ha realizzato la gigantesca statua in bronzo del mitologico “Icaro caduto sulla terra”.  A seguire i resti del Tempio di Ercole, il più antico tra quelli costruiti ad Akragas e, attraversando il ponte, si raggiunge il Tempio del Giove Olimpico con la copia del Telamone o Gigante. Proseguendo poco più avanti, si raggiunge il Tempio di Castore e Polluce, detto anche dei Dioscuri e sull’estremo versante ovest della collina, si trova il Tempio di Vulcano da dove è possibile raggiungere il giardino degli Dei, il giardino della Kolymbetra, famoso per la presenza di antichi ipogei, chiamati anche Acquedotti Feaci, risalenti al lontano V secolo a.C., che avevano il compito di alimentare l’antico bacino del giardino. Già in testi antichissimi come quelli di Diodoro Siculo se ne trova traccia, raccontandoci come il tiranno Terone commissionò all’architetto Feace la progettazione di un sistema idrico per l’antica città di Agrigento. Le acque convergevano in una grande vasca, detta Kolymbetra, ovvero in greco “piscina”. Questo luogo, utilizzato anche per l’allevamento dei pesci di acqua dolce e di altri animali acquatici, ad oggi è un bene affidato al Fai, Fondo Ambiente Italiano.

Dalla presenza massiccia di alberi d’ulivo, anche secolari, il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento ha affidato all’azienda Val Paradiso la cura degli alberi e la promozione e commercializzazione dell’olio ottenuto a marchio “Diodoros”, circa 5.000 bottiglie all’anno che racchiudono l’olio EVO delle drupe nate sotto le fronde di tanta bellezza, riportando nel Parco l’etica del fare e la laboriosità dell’uomo che si relaziona con la terra. Nocellara del Belice, Cerasuola, Biancolilla e Coratina costituiscono la biodiversità endemica dell’areale nel quale nasce più di 40 anni fa l’etichetta Val Paradiso. Dietro una realtà così strutturata c’è la passione di Massimo Carlino e dei suoi fratelli, tutti coinvolti nell’attività di famiglia che, solo dopo aver chiuso lo studio d’ingegneria (altro mestiere di famiglia nel quale fare squadra fa la differenza), vestono i panni dei produttori con l’impegno che si manifesta anche nelle scelte, senza scorciatoie e semplificazioni, di aderire ai disciplinari dell’agricoltura biologica in assoluto rispetto dell’ambiente, in campo nessuna sostanza chimica, diserbanti o insetticidi, ma esclusivo uso di prodotti naturali e sostanze organiche.

La Valle è anche scoperta…. Quella che senza dubbio ha lasciato senza fiato tutti è stata la scoperta del teatro ellenistico. Si tratta di una struttura importante, un teatro che occupa un luogo strategico nella pianta urbana, a margine dell’agorà espressione dell’importante fioritura dell’architettura pubblica nella Sicilia di fine III-inizi II sec. a. C. che porta alla realizzazione di complessi monumentali dove intrattenimento collettivo, funzioni politiche e rappresentazione del potere si fondono in un paesaggio costruito altamente scenografico. La vista verso la Valle ne alimenta la relazione con il passato di una città che aveva nel suo imponente paesaggio sacro un fulcro identitario. La vista oltre la città apre ad un orizzonte marino carico di suggestioni. Il teatro, come ha spiegato l’archeologa Parello, conta di una cavea di circa 90 metri, ad oggi però non possiamo ancora dire nulla su orchestra e scena. I primi sedili rinvenuti, relativi alla parte alta della cavea, erano scivolati in basso rispetto alla loro posizione originale probabilmente a causa della pesante spoliazione subita dal monumento, e dunque anche sulla cavea abbiamo ancora da lavorare. Certamente l’imponenza del sistema delle fondazioni rinvenute nella parte alta del teatro e delle sostruzioni che sostenevano l’edificio sul lato di sud-ovest lasciano supporre un edificio dalle dimensioni monumentali. Ma non è l’unica scoperta. Da reperti emersi dagli ultimi scavi archeologici condotti nella Valle dei Templi di Agrigento sono venute alla luce nuovi fasi architettoniche, storiche e archeologiche del Santuario e del Tempio D. Sulla collina meridionale sono stati trovati materiali in ceramica, tra cui un frammento attribuibile con certezza all’officina di Corinto del Silhouette Goat Painter I, databile intorno al 580-570 a.C.,  e frammenti di produzione attica e ionica inquadrabili cronologicamente nella prima generazione della colonia che, secondo le fonti letterarie, sarebbe stata fondata intorno al 580 a.C.. Evidenze, queste, che indicano come subito dopo la fondazione quest’area della città, forse già con una destinazione culturale, fosse frequentata dai coloni. Valle dei Templi come uno scrigno: trovata ceramica e frammenti di produzione attica e ionica. Sono state trovate numerose statuette votive deposte ritualmente insieme a ceramica e ossa combuste, questi ex-voto, insieme a cospicui frammenti di tegole in terracotta, sono chiari indizi di un culto e di un possibile edificio sacro di età tardo-arcaica.  Sono stati aggiudicati gli interventi di musealizzazione e restauro archeologico del tempio di Zeus Olimpio, ma anche il restauro e la ricollocazione dei blocchi del Santuario rupestre.

Agrigento è anche folkore. È proprio ad Agrigento e nella Valle dei Templi che si svolge la Festa del Mandorlo. Nasce a Naro, paese ad una ventina di chilometri da Agrigento, per volere del conte Alfonso Gaetani, con lo scopo di fare conoscere a tutti i prodotti tipici siciliani. Ufficialmente diventa Sagra del Mandorlo in Fiore solo a partire dal 1937 quando si trasferisce ad Agrigento e viene chiamata così proprio dagli agrigentini. Nel tempo la sagra è diventata un inno alla bellezza e all’amore, ma anche alla tolleranza tra culture diverse. Da qui la nascita del “Festival Internazionale del Folklore” che mescola, sapientemente, razze, culture e tradizioni di persone provenienti da tutto il mondo, come in un caleidoscopio che cambia e contemporaneamente amalgama il tutto. Ad aggiungere colore alla kermesse anche il Festival dei Bambini del Mondo. L’anima di questo evento è stato per numerosi anni Claudio Criscenzo, la prima edizione risale al 2001 e a seguirla adesso è Luca Criscenzo.  Sin da subito questa iniziativa, che si innestava sotto una veste giovane e autentica all’interno della Sagra del Mandorlo in Fiore, ha arricchito di ulteriori significati i messaggi di pace, concordia e fratellanza tra i popoli, questo perché i bambini, provenienti da ogni parte del mondo, grazie alla loro genuinità e sensibilità, sono certamente i migliori ambasciatori per veicolare questi nobili sentimenti, per alimentare il desiderio di amicizia, tolleranza e integrazione tra le diverse etnie e culture. Sono tanti gli appuntamenti e gli eventi che animano le strade della città nel corso del Mandorlo in fiore, dall’accensione del tripode dell’amicizia e la fiaccolata per le vie della città, oltre alla sfilata collettiva a conclusione del festival  con la presenza dei carretti siciliani, e la grande festa ai piedi del tempio della Concordia, nel corso della quale viene assegnato il tempio d’oro al gruppo folk che si è distinto maggiormente nel rappresentare e valorizzare il patrimonio Immateriale Dell’Unesco. Tanti gli eventi collaterali come Mandorlara, l’evento che mette al centro la mandorla e tutte le gustose ricette che con essa è possibile preparare, con cooking show di chef rinomati che offrono assaggi di piatti e con la collaborazione di vari ristoranti di Agrigento che durante la settimana del mandorlo in fiore dedicano il menù proprio alla mandorla.

L’edizione 2020 è stata annullata. Era già tutto organizzato, i manifesti della kermesse affissi sui muri da settimane, mille attività collaterali già preparate nei dettagli, ma, la prudenza ha prevalso e visti la diffusione del coronavirus, arrivato anche in Sicilia a fine febbraio, si è deciso proprio di annullarla. Una decisione sofferta ma di buonsenso, la salute delle persone.

Vogliamo sperare che l’anticipo della primavera e il fiorire dei mandorli possa essere d’auspicio per ritornare alla vita dopo il lungo torpore provocato dal coronavirus.

Allerta coronavirus: annullata la Festa del Mandorlo in Fiore 2020

Temple_of_Hera_-_Agrigento_-_Italy_2015

Era già tutto organizzato, i manifesti della kermesse affissi sui muri da settimane, mille attività collaterali già preparate nei dettagli, ma, come in molti auspicavano e come è giusto, la prudenza ha prevalso: gli ultimi sviluppi della diffusione del coronavirus, arrivato anche in Italia negli ultimi giorni, hanno spinto ad annullare la Festa del Mandorlo in Fiore 2020, o forse a posticiparla a data da destinarsi; quel che è certo è che la sagra del mandorlo ad Agrigento non si svolgerà come previsto dal 28 febbraio all’8 marzo.

È stata una decisione sofferta ma di buonsenso: così l’ha definita il sindaco Lillo Firetto, che ha dichiarato “Nessuno al momento è in grado di sapere come e in quanto tempo sarà possibile contenere il contagio. La salute delle persone va salvaguardata sopra ogni altro interesse”.

La decisione è arrivata nel vertice che si è tenuto in prefettura, riunione presieduta dal prefetto Dario Caputo, insieme ai massimi rappresentanti dell’Asp, al sindaco e i comandanti delle forze dell’ordine.

Dispiace molto che nei prossimi giorni non vedremo sfilare i gruppi folk, ma comprendiamo le ragioni che hanno portato a questa decisione, e condividiamo la saggia volontà di far prevalere la prudenza e la tutela di cittadini, ospiti e turisti.

Mandorlara 2020, tornano le delizie della mandorla con la Festa del mandorlo in fiore

mandorle in un vasetto

La festa del mandorlo in fiore è indissolubilmente legata al Festival internazionale del Folklore: le prime immagini che ci vengono in mente, parlando della kermesse che quest’anno giunge alla sua settantecinquesima edizione, sono dunque i gruppi folk provenienti da ogni parte del mondo che girano per le vie della città portando le loro danze e musiche, la fiaccolata e l’ambito premio del Tempio d’oro.

Ma la sagra del mandorlo, che quest’anno si tiene dal 28 febbraio all’8 marzo ad Agrigento, non è solo folklore, musica, danza, spettacolo e cultura. È anche celebrazione della buona cucina e dei piatti tipici del territorio, preparati con quella delizia che è la mandorla, scelta dal festival per rappresentare la primavera e la rinascita, del sole e della primavera, e, metaforicamente, della solidarietà e della fratellanza, valori di cui la festa del mandorlo in fiore si fa da sempre ambasciatrice.

Mandorlara è ormai da anni una delle iniziative collegate al mandorlo più apprezzate dagli agrigentini e dai turisti internazionali. È un’occasione per conoscere, per chi arriva da lontano, o per riscoprire, quel tesoro di gusto e salute che è la mandorla. Annoverata nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, questo seme prodotto dal poetico albero del mandorlo non è solo la base di pregiate e gustose ricette di genere sia dolce che salato, ma fa anche bene alla salute: è uno scrigno di preziose vitamine, sali minerali, omega 3, proteine e fibre vegetali, aiuta a mantenere in buona salute e a proteggere il cuore, le arterie e le ossa.

Mandorlara 2020 giunge alla sua 13 edizione, e anche quest’anno offre tanti eventi e gustosi percorsi culinari. Testimonial dell’evento è lo chef Natale Giunta, diventato popolare come protagonista della trasmissione di Raiuno La prova del cuoco, e titolare di un celebre ristorante che porta il suo nome a Palermo.

Tutti gli eventi di Mandorlara 2020

Come ogni anno, a farla da padrone sono gli show cooking che offrono a chi partecipa la possibilità di scoprire la bontà della mandorla.

L’appuntamento è al Monastero Santo Spirito a partire dal 2 marzo, con lo show drink insieme a Salvatore Siracusa e i soci della Professional Bartenders di Agrigento e gli studenti “Ambrosini”. Martedì 3 marzo lo show cooking vede protagonisti, oltre agli studenti “Ambrosini”, anche gli chef Carmelo Tondo, dell’Hotel Della Valle, e Peppe Moscato, direttamente dal Rarané Osteria del Pesce. Giovedì 5 marzo agli studenti “Ambrosini” si affiancano l’Associazione Chef Agrigento con le Lady Chef e Mareme Cisse, fresca della vittoria a “Cuochi d’Italia: campionato del mondo”, e il Torronificio Sandro Nitro. Venerdì 6 marzo arriva per la prima volta lo show cooking delle Suore del Monastero di Santo Spirito, e a seguire è la volta del testimonial chef Natale Giunta con gli studenti “Ambrosini”.

L’happy hour è ormai una tradizione per giovani e meno giovani: Mandorlara 2020 da appuntamento con i suoi speciali happy hour a partire dalle 19.30. Il 3 marzo teatro dell’evento sarà ‘Nzolia in Piazzetta San Calogero; il 5 marzo è il turno di Enotria in via Atenea; il 6 marzo l’evento si svolge a Dacanto in via Atenea, mentre il 7 marzo l’appuntamento è in piazza San Francesco da Ciaula & Mojo.

La Festa del Mandorlo in fiore è anche un’occasione per spezzare la routine, stare all’aria aperta e pranzare o cenare fuori: Mandorlara 2020 rinnova la partnership con alcuni ristoranti del territorio, che offriranno gli esclusivi piatti a base di mandorla. Il menù promozionale a 30€ (escluse bevande) è disponibile ad Agrigento a “Il Grecale” (Hotel Costazzurra, solo per gruppi), al “Kokalos”, al “Raranè Osteria del Pesce” e alla “Trattoria dei Templi”. Il menù promozionale a 50€ (escluso bevande) vi aspetta a “La terrazza degli dei” (Hotel Villa Athena – solo su prenotazione).

La sagra non vuole essere confinata alla sola Agrigento: anche Porto Empedocle, con “Kenia”, offre il menù a 30 euro.

In occasione di Mandorlara 2020 e dei 2600 anni dalla fondazione di Akragas, inoltre, l’hotel Costazzurra offre, su prenotazione, la visita della Collezione La Gaipa, un’emozionante scoperta tra i reperti storici dell’antichità.

Mandorlara 2020 vi aspetta ad Agrigento per svelarvi tutte le delizie della mandorla!

Festa del Mandorlo in Fiore 2020, si rinnova la premiazione con il Tempio d’oro

articolo le tradizioni popolari ed il il mondo giovanile

La festa del mandorlo in fiore 2020 si terrà dal 28 febbraio all’8 marzo. Come ogni anno, la città di Agrigento e le zone vicine saranno interessate dalle sfilate dei gruppi folk provenienti da vari paesi del mondo, dal festival i bambini del mondo e dalle tante iniziative collaterali collegate alla kermesse, che quest’anno arriva alla sua 75° edizione.

Anche quest’anno ci sarà la Mandorlara, che vedrà protagonista la mandorla con gustosi piatti offerti nei cooking show e nei ristoranti della città dei templi. Si terrà una mostra fotografica che ripercorre la storia della festa del mandorlo in fiore fin dagli albori, si allestirà un open bar in piazza Pirandello, teatri e musei si animeranno con spettacoli e mostre, e non mancheranno i momenti più emozionanti del festival agrigentino, come la fiaccolata dell’amicizia con la sfilata di tutti i gruppi folk internazionali e locali, l’accensione del Tripode dell’amicizia davanti al tempio della Concordia e la giornata conclusiva con sfilata, spettacolo davanti ai templi e assegnazione del tempio d’oro al gruppo folk vincitore dell’edizione di questo anno del Festival Internazionale del Folklore.

Il festival del mandorlo in fiore è musica, danza, spettacolo, occasione unica per conoscere culture diverse dalla nostra, promozione dei valori di solidarietà, amicizia, fratellanza tra i popoli, ma è anche gara e competizione, sempre nello spirito festoso che caratterizza da sempre la kermesse.

La competizione nella festa del mandorlo

Nel corso degli anni, in occasione della manifestazione, sono stati premiati i gruppi con i migliori costumi, le migliori coreografie, ma anche le vetrine più belle a tema mandorlo in fiore dei negozi cittadini, la più bella della sagra con la fascia di Miss mandorlo in fiore, e sono stati consegnati premi speciali.

Senza dubbio i gruppi che arrivano da ogni parte del mondo (quest’anno giungono da ben quattro continenti) partecipano con l’obiettivo di far conoscere la loro terra attraverso costumi, strumenti musicali e danze, e di portare la loro allegria ad Agrigento, ricevendone in cambio il sole e l’accoglienza calorosa degli agrigentini. Non è difficile immaginare, comunque, che per ognuno dei gruppi sarebbe una bella soddisfazione aggiudicarsi il tempio d’oro, assegnato da una giuria internazionale al gruppo giudicato più coinvolgente e capace della performance più emozionante.

Siamo tutti curiosi di sapere chi si aggiudicherà il tempio d’oro alla festa del mandorlo in fiore 2020, a cui manca sempre meno. Nell’attesa, possiamo dare un’occhiata ai vincitori delle ultime edizioni; magari capire da quali aspetti è colpita la giuria ci aiuterà a fare un pronostico per questa edizione.

I vincitori del tempio d’oro

L’anno scorso a colpire la giuria è stato il gruppo della Bolivia, con i suoi ritmi e le sue danze Pujllay e Ayarichi, che sono state dichiarate patrimonio immateriale dall’Unesco, testimonianza ed espressione della cultura Yampara boliviana. Questi due tipi di danze si completano l’un l’altra e diventano una sola: la Pujllay è legata alla stagione delle piogge, l’Ayarichi alla stagione secca. Secondo la cultura Yampara, questo rito simbolizza un modo per entrare in contatto diretto con la natura. Particolari i costumi del gruppo, che combinano il nero con i colori pastello.

I vincitori del Festival del Folklore nel 2018 sono stati i Georgian polyphonic singing, provenienti dalla Georgia, con 634 voti e il 26,5% delle preferenze. È stato il primo gruppo a vincere anche grazie al voto della giuria popolare, che è stato introdotto proprio nella sagra del mandorlo 2018. La Georgia ha conquistato anche il premio speciale Consorzio Universitario di Agrigento.

L’anno prima, nel 2017, prima edizione organizzata dall’Ente Parco Archeologico Valle dei Templi, attraverso il tempio d’oro è stato lanciato un messaggio di pace particolarmente importante e incisivo: a guadagnarsi il premio sono stati ex aequo i gruppi di Israele e Palestina. Mentre i rappresentanti dei due paesi alzavano il premio mano nella mano, il volo delle colombe bianche ha fatto da cornice al palco allestito davanti il tempio della Concordia. I due gruppi hanno ricevuto anche il premio “Ugo Re Capriata”, da parte della sezione provinciale dell’Assostampa di Agrigento, per il valore simbolico a livello internazionale della loro presenza insieme.
Presenti come ogni anno le autorità e il sindaco di Agrigento, che ha il compito di consegnare il tempio d’oro ai rappresentanti del gruppo vincitore.

Chi saranno i vincitori del tempio d’oro festa del mandorlo in fiore 2020?

Quest’anno nuove emozioni, nuova musica, nuova suspence.
Chi sarà il vincitore del tempio d’oro della festa del mandorlo in fiore 2020? Venite ad Agrigento per scoprirlo!

Se volete saperne di più sul programma della sagra del mandorlo, sui nomi dei gruppi partecipanti e sulle iniziative collaterali organizzate, potete proseguire la lettura con questo articolo