Covid, Valle dei Templi e speranza di aprire in primavera

gruppo folkloristico agrigentino gergent

La pandemia del Coronavirus ha costretto i cittadini di tutto il mondo a cambiare le proprie abitudini, ci ha obbligati a rimanere a casa per contenere la diffusione del virus e ci ha imposto di rivedere tutto. Si è bloccato tutto, si è fermata l’economia del Paese, uno tsunami che si è abbattuto con particolare gravità sull’intero settore della cultura. Le filiere della cultura e dello spettacolo subiscono in questi giorni danni provenienti contemporaneamente da diverse direzioni; dalle chiusure precauzionali, ai timori diffusi di trovarsi in luoghi pubblici, alla sostanziale paralisi del turismo interno oltre che quello internazionale, deriva il rischio di piegare un comparto essenziale non solo per nostra economia ma per la nostra stessa qualità della vita.

Agrigento è una di quelle città che sta attraverso un periodo buio di questa situazione. Agrigento è sole, mare, profumi, storia, tradizioni, folklore. Agrigento è turismo con i suoi tesori archeologici, culturali e paesaggistici, definita da Pindaro “la più bella città dei mortali”.  La Valle dei Templi, con i suoi circa 1300 ettari, dieci templi, tre santuari e una necropoli, ha dovuto chiudere per la seconda volta i cancelli. Dopo la riapertura a fine maggio, e le prime domeniche con ingresso gratuito, tra gel igienizzante, mascherine, scaglionamenti di persone, tutto organizzato in massima sicurezza, si sperava in una vera e propria rinascita culturale e soprattutto economica. Apprezzata da turisti che arrivano da tutte le parti del mondo, la Valle dei Templi è uno scrigno da scoprire. Facendo ingresso nella Via Sacra il primo tempio che s’incontra è il Tempio di Giunone, proseguendo si arriva al maestoso Tempio della Concordia, uno dei templi conservati a meglio e che rappresenta il simbolo della città. In perfetto stile dorico, con una struttura che ricorda quella del Partenone di Atene, ai suoi piedi lo scultore polacco Igor Mitoraj ha realizzato la gigantesca statua in bronzo del mitologico “Icaro caduto sulla terra”.  A seguire i resti del Tempio di Ercole, il più antico tra quelli costruiti ad Akragas e, attraversando il ponte, si raggiunge il Tempio del Giove Olimpico con la copia del Telamone o Gigante. Proseguendo poco più avanti, si raggiunge il Tempio di Castore e Polluce, detto anche dei Dioscuri e sull’estremo versante ovest della collina, si trova il Tempio di Vulcano da dove è possibile raggiungere il giardino degli Dei, il giardino della Kolymbetra, famoso per la presenza di antichi ipogei, chiamati anche Acquedotti Feaci, risalenti al lontano V secolo a.C., che avevano il compito di alimentare l’antico bacino del giardino. Già in testi antichissimi come quelli di Diodoro Siculo se ne trova traccia, raccontandoci come il tiranno Terone commissionò all’architetto Feace la progettazione di un sistema idrico per l’antica città di Agrigento. Le acque convergevano in una grande vasca, detta Kolymbetra, ovvero in greco “piscina”. Questo luogo, utilizzato anche per l’allevamento dei pesci di acqua dolce e di altri animali acquatici, ad oggi è un bene affidato al Fai, Fondo Ambiente Italiano.

Dalla presenza massiccia di alberi d’ulivo, anche secolari, il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento ha affidato all’azienda Val Paradiso la cura degli alberi e la promozione e commercializzazione dell’olio ottenuto a marchio “Diodoros”, circa 5.000 bottiglie all’anno che racchiudono l’olio EVO delle drupe nate sotto le fronde di tanta bellezza, riportando nel Parco l’etica del fare e la laboriosità dell’uomo che si relaziona con la terra. Nocellara del Belice, Cerasuola, Biancolilla e Coratina costituiscono la biodiversità endemica dell’areale nel quale nasce più di 40 anni fa l’etichetta Val Paradiso. Dietro una realtà così strutturata c’è la passione di Massimo Carlino e dei suoi fratelli, tutti coinvolti nell’attività di famiglia che, solo dopo aver chiuso lo studio d’ingegneria (altro mestiere di famiglia nel quale fare squadra fa la differenza), vestono i panni dei produttori con l’impegno che si manifesta anche nelle scelte, senza scorciatoie e semplificazioni, di aderire ai disciplinari dell’agricoltura biologica in assoluto rispetto dell’ambiente, in campo nessuna sostanza chimica, diserbanti o insetticidi, ma esclusivo uso di prodotti naturali e sostanze organiche.

La Valle è anche scoperta…. Quella che senza dubbio ha lasciato senza fiato tutti è stata la scoperta del teatro ellenistico. Si tratta di una struttura importante, un teatro che occupa un luogo strategico nella pianta urbana, a margine dell’agorà espressione dell’importante fioritura dell’architettura pubblica nella Sicilia di fine III-inizi II sec. a. C. che porta alla realizzazione di complessi monumentali dove intrattenimento collettivo, funzioni politiche e rappresentazione del potere si fondono in un paesaggio costruito altamente scenografico. La vista verso la Valle ne alimenta la relazione con il passato di una città che aveva nel suo imponente paesaggio sacro un fulcro identitario. La vista oltre la città apre ad un orizzonte marino carico di suggestioni. Il teatro, come ha spiegato l’archeologa Parello, conta di una cavea di circa 90 metri, ad oggi però non possiamo ancora dire nulla su orchestra e scena. I primi sedili rinvenuti, relativi alla parte alta della cavea, erano scivolati in basso rispetto alla loro posizione originale probabilmente a causa della pesante spoliazione subita dal monumento, e dunque anche sulla cavea abbiamo ancora da lavorare. Certamente l’imponenza del sistema delle fondazioni rinvenute nella parte alta del teatro e delle sostruzioni che sostenevano l’edificio sul lato di sud-ovest lasciano supporre un edificio dalle dimensioni monumentali. Ma non è l’unica scoperta. Da reperti emersi dagli ultimi scavi archeologici condotti nella Valle dei Templi di Agrigento sono venute alla luce nuovi fasi architettoniche, storiche e archeologiche del Santuario e del Tempio D. Sulla collina meridionale sono stati trovati materiali in ceramica, tra cui un frammento attribuibile con certezza all’officina di Corinto del Silhouette Goat Painter I, databile intorno al 580-570 a.C.,  e frammenti di produzione attica e ionica inquadrabili cronologicamente nella prima generazione della colonia che, secondo le fonti letterarie, sarebbe stata fondata intorno al 580 a.C.. Evidenze, queste, che indicano come subito dopo la fondazione quest’area della città, forse già con una destinazione culturale, fosse frequentata dai coloni. Valle dei Templi come uno scrigno: trovata ceramica e frammenti di produzione attica e ionica. Sono state trovate numerose statuette votive deposte ritualmente insieme a ceramica e ossa combuste, questi ex-voto, insieme a cospicui frammenti di tegole in terracotta, sono chiari indizi di un culto e di un possibile edificio sacro di età tardo-arcaica.  Sono stati aggiudicati gli interventi di musealizzazione e restauro archeologico del tempio di Zeus Olimpio, ma anche il restauro e la ricollocazione dei blocchi del Santuario rupestre.

Agrigento è anche folkore. È proprio ad Agrigento e nella Valle dei Templi che si svolge la Festa del Mandorlo. Nasce a Naro, paese ad una ventina di chilometri da Agrigento, per volere del conte Alfonso Gaetani, con lo scopo di fare conoscere a tutti i prodotti tipici siciliani. Ufficialmente diventa Sagra del Mandorlo in Fiore solo a partire dal 1937 quando si trasferisce ad Agrigento e viene chiamata così proprio dagli agrigentini. Nel tempo la sagra è diventata un inno alla bellezza e all’amore, ma anche alla tolleranza tra culture diverse. Da qui la nascita del “Festival Internazionale del Folklore” che mescola, sapientemente, razze, culture e tradizioni di persone provenienti da tutto il mondo, come in un caleidoscopio che cambia e contemporaneamente amalgama il tutto. Ad aggiungere colore alla kermesse anche il Festival dei Bambini del Mondo. L’anima di questo evento è stato per numerosi anni Claudio Criscenzo, la prima edizione risale al 2001 e a seguirla adesso è Luca Criscenzo.  Sin da subito questa iniziativa, che si innestava sotto una veste giovane e autentica all’interno della Sagra del Mandorlo in Fiore, ha arricchito di ulteriori significati i messaggi di pace, concordia e fratellanza tra i popoli, questo perché i bambini, provenienti da ogni parte del mondo, grazie alla loro genuinità e sensibilità, sono certamente i migliori ambasciatori per veicolare questi nobili sentimenti, per alimentare il desiderio di amicizia, tolleranza e integrazione tra le diverse etnie e culture. Sono tanti gli appuntamenti e gli eventi che animano le strade della città nel corso del Mandorlo in fiore, dall’accensione del tripode dell’amicizia e la fiaccolata per le vie della città, oltre alla sfilata collettiva a conclusione del festival  con la presenza dei carretti siciliani, e la grande festa ai piedi del tempio della Concordia, nel corso della quale viene assegnato il tempio d’oro al gruppo folk che si è distinto maggiormente nel rappresentare e valorizzare il patrimonio Immateriale Dell’Unesco. Tanti gli eventi collaterali come Mandorlara, l’evento che mette al centro la mandorla e tutte le gustose ricette che con essa è possibile preparare, con cooking show di chef rinomati che offrono assaggi di piatti e con la collaborazione di vari ristoranti di Agrigento che durante la settimana del mandorlo in fiore dedicano il menù proprio alla mandorla.

L’edizione 2020 è stata annullata. Era già tutto organizzato, i manifesti della kermesse affissi sui muri da settimane, mille attività collaterali già preparate nei dettagli, ma, la prudenza ha prevalso e visti la diffusione del coronavirus, arrivato anche in Sicilia a fine febbraio, si è deciso proprio di annullarla. Una decisione sofferta ma di buonsenso, la salute delle persone.

Vogliamo sperare che l’anticipo della primavera e il fiorire dei mandorli possa essere d’auspicio per ritornare alla vita dopo il lungo torpore provocato dal coronavirus.

Allerta coronavirus: annullata la Festa del Mandorlo in Fiore 2020

Temple_of_Hera_-_Agrigento_-_Italy_2015

Era già tutto organizzato, i manifesti della kermesse affissi sui muri da settimane, mille attività collaterali già preparate nei dettagli, ma, come in molti auspicavano e come è giusto, la prudenza ha prevalso: gli ultimi sviluppi della diffusione del coronavirus, arrivato anche in Italia negli ultimi giorni, hanno spinto ad annullare la Festa del Mandorlo in Fiore 2020, o forse a posticiparla a data da destinarsi; quel che è certo è che la sagra del mandorlo ad Agrigento non si svolgerà come previsto dal 28 febbraio all’8 marzo.

È stata una decisione sofferta ma di buonsenso: così l’ha definita il sindaco Lillo Firetto, che ha dichiarato “Nessuno al momento è in grado di sapere come e in quanto tempo sarà possibile contenere il contagio. La salute delle persone va salvaguardata sopra ogni altro interesse”.

La decisione è arrivata nel vertice che si è tenuto in prefettura, riunione presieduta dal prefetto Dario Caputo, insieme ai massimi rappresentanti dell’Asp, al sindaco e i comandanti delle forze dell’ordine.

Dispiace molto che nei prossimi giorni non vedremo sfilare i gruppi folk, ma comprendiamo le ragioni che hanno portato a questa decisione, e condividiamo la saggia volontà di far prevalere la prudenza e la tutela di cittadini, ospiti e turisti.

Mandorlara 2020, tornano le delizie della mandorla con la Festa del mandorlo in fiore

mandorle in un vasetto

La festa del mandorlo in fiore è indissolubilmente legata al Festival internazionale del Folklore: le prime immagini che ci vengono in mente, parlando della kermesse che quest’anno giunge alla sua settantecinquesima edizione, sono dunque i gruppi folk provenienti da ogni parte del mondo che girano per le vie della città portando le loro danze e musiche, la fiaccolata e l’ambito premio del Tempio d’oro.

Ma la sagra del mandorlo, che quest’anno si tiene dal 28 febbraio all’8 marzo ad Agrigento, non è solo folklore, musica, danza, spettacolo e cultura. È anche celebrazione della buona cucina e dei piatti tipici del territorio, preparati con quella delizia che è la mandorla, scelta dal festival per rappresentare la primavera e la rinascita, del sole e della primavera, e, metaforicamente, della solidarietà e della fratellanza, valori di cui la festa del mandorlo in fiore si fa da sempre ambasciatrice.

Mandorlara è ormai da anni una delle iniziative collegate al mandorlo più apprezzate dagli agrigentini e dai turisti internazionali. È un’occasione per conoscere, per chi arriva da lontano, o per riscoprire, quel tesoro di gusto e salute che è la mandorla. Annoverata nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, questo seme prodotto dal poetico albero del mandorlo non è solo la base di pregiate e gustose ricette di genere sia dolce che salato, ma fa anche bene alla salute: è uno scrigno di preziose vitamine, sali minerali, omega 3, proteine e fibre vegetali, aiuta a mantenere in buona salute e a proteggere il cuore, le arterie e le ossa.

Mandorlara 2020 giunge alla sua 13 edizione, e anche quest’anno offre tanti eventi e gustosi percorsi culinari. Testimonial dell’evento è lo chef Natale Giunta, diventato popolare come protagonista della trasmissione di Raiuno La prova del cuoco, e titolare di un celebre ristorante che porta il suo nome a Palermo.

Tutti gli eventi di Mandorlara 2020

Come ogni anno, a farla da padrone sono gli show cooking che offrono a chi partecipa la possibilità di scoprire la bontà della mandorla.

L’appuntamento è al Monastero Santo Spirito a partire dal 2 marzo, con lo show drink insieme a Salvatore Siracusa e i soci della Professional Bartenders di Agrigento e gli studenti “Ambrosini”. Martedì 3 marzo lo show cooking vede protagonisti, oltre agli studenti “Ambrosini”, anche gli chef Carmelo Tondo, dell’Hotel Della Valle, e Peppe Moscato, direttamente dal Rarané Osteria del Pesce. Giovedì 5 marzo agli studenti “Ambrosini” si affiancano l’Associazione Chef Agrigento con le Lady Chef e Mareme Cisse, fresca della vittoria a “Cuochi d’Italia: campionato del mondo”, e il Torronificio Sandro Nitro. Venerdì 6 marzo arriva per la prima volta lo show cooking delle Suore del Monastero di Santo Spirito, e a seguire è la volta del testimonial chef Natale Giunta con gli studenti “Ambrosini”.

L’happy hour è ormai una tradizione per giovani e meno giovani: Mandorlara 2020 da appuntamento con i suoi speciali happy hour a partire dalle 19.30. Il 3 marzo teatro dell’evento sarà ‘Nzolia in Piazzetta San Calogero; il 5 marzo è il turno di Enotria in via Atenea; il 6 marzo l’evento si svolge a Dacanto in via Atenea, mentre il 7 marzo l’appuntamento è in piazza San Francesco da Ciaula & Mojo.

La Festa del Mandorlo in fiore è anche un’occasione per spezzare la routine, stare all’aria aperta e pranzare o cenare fuori: Mandorlara 2020 rinnova la partnership con alcuni ristoranti del territorio, che offriranno gli esclusivi piatti a base di mandorla. Il menù promozionale a 30€ (escluse bevande) è disponibile ad Agrigento a “Il Grecale” (Hotel Costazzurra, solo per gruppi), al “Kokalos”, al “Raranè Osteria del Pesce” e alla “Trattoria dei Templi”. Il menù promozionale a 50€ (escluso bevande) vi aspetta a “La terrazza degli dei” (Hotel Villa Athena – solo su prenotazione).

La sagra non vuole essere confinata alla sola Agrigento: anche Porto Empedocle, con “Kenia”, offre il menù a 30 euro.

In occasione di Mandorlara 2020 e dei 2600 anni dalla fondazione di Akragas, inoltre, l’hotel Costazzurra offre, su prenotazione, la visita della Collezione La Gaipa, un’emozionante scoperta tra i reperti storici dell’antichità.

Mandorlara 2020 vi aspetta ad Agrigento per svelarvi tutte le delizie della mandorla!

Festa del Mandorlo in Fiore 2020, si rinnova la premiazione con il Tempio d’oro

articolo le tradizioni popolari ed il il mondo giovanile

La festa del mandorlo in fiore 2020 si terrà dal 28 febbraio all’8 marzo. Come ogni anno, la città di Agrigento e le zone vicine saranno interessate dalle sfilate dei gruppi folk provenienti da vari paesi del mondo, dal festival i bambini del mondo e dalle tante iniziative collaterali collegate alla kermesse, che quest’anno arriva alla sua 75° edizione.

Anche quest’anno ci sarà la Mandorlara, che vedrà protagonista la mandorla con gustosi piatti offerti nei cooking show e nei ristoranti della città dei templi. Si terrà una mostra fotografica che ripercorre la storia della festa del mandorlo in fiore fin dagli albori, si allestirà un open bar in piazza Pirandello, teatri e musei si animeranno con spettacoli e mostre, e non mancheranno i momenti più emozionanti del festival agrigentino, come la fiaccolata dell’amicizia con la sfilata di tutti i gruppi folk internazionali e locali, l’accensione del Tripode dell’amicizia davanti al tempio della Concordia e la giornata conclusiva con sfilata, spettacolo davanti ai templi e assegnazione del tempio d’oro al gruppo folk vincitore dell’edizione di questo anno del Festival Internazionale del Folklore.

Il festival del mandorlo in fiore è musica, danza, spettacolo, occasione unica per conoscere culture diverse dalla nostra, promozione dei valori di solidarietà, amicizia, fratellanza tra i popoli, ma è anche gara e competizione, sempre nello spirito festoso che caratterizza da sempre la kermesse.

La competizione nella festa del mandorlo

Nel corso degli anni, in occasione della manifestazione, sono stati premiati i gruppi con i migliori costumi, le migliori coreografie, ma anche le vetrine più belle a tema mandorlo in fiore dei negozi cittadini, la più bella della sagra con la fascia di Miss mandorlo in fiore, e sono stati consegnati premi speciali.

Senza dubbio i gruppi che arrivano da ogni parte del mondo (quest’anno giungono da ben quattro continenti) partecipano con l’obiettivo di far conoscere la loro terra attraverso costumi, strumenti musicali e danze, e di portare la loro allegria ad Agrigento, ricevendone in cambio il sole e l’accoglienza calorosa degli agrigentini. Non è difficile immaginare, comunque, che per ognuno dei gruppi sarebbe una bella soddisfazione aggiudicarsi il tempio d’oro, assegnato da una giuria internazionale al gruppo giudicato più coinvolgente e capace della performance più emozionante.

Siamo tutti curiosi di sapere chi si aggiudicherà il tempio d’oro alla festa del mandorlo in fiore 2020, a cui manca sempre meno. Nell’attesa, possiamo dare un’occhiata ai vincitori delle ultime edizioni; magari capire da quali aspetti è colpita la giuria ci aiuterà a fare un pronostico per questa edizione.

I vincitori del tempio d’oro

L’anno scorso a colpire la giuria è stato il gruppo della Bolivia, con i suoi ritmi e le sue danze Pujllay e Ayarichi, che sono state dichiarate patrimonio immateriale dall’Unesco, testimonianza ed espressione della cultura Yampara boliviana. Questi due tipi di danze si completano l’un l’altra e diventano una sola: la Pujllay è legata alla stagione delle piogge, l’Ayarichi alla stagione secca. Secondo la cultura Yampara, questo rito simbolizza un modo per entrare in contatto diretto con la natura. Particolari i costumi del gruppo, che combinano il nero con i colori pastello.

I vincitori del Festival del Folklore nel 2018 sono stati i Georgian polyphonic singing, provenienti dalla Georgia, con 634 voti e il 26,5% delle preferenze. È stato il primo gruppo a vincere anche grazie al voto della giuria popolare, che è stato introdotto proprio nella sagra del mandorlo 2018. La Georgia ha conquistato anche il premio speciale Consorzio Universitario di Agrigento.

L’anno prima, nel 2017, prima edizione organizzata dall’Ente Parco Archeologico Valle dei Templi, attraverso il tempio d’oro è stato lanciato un messaggio di pace particolarmente importante e incisivo: a guadagnarsi il premio sono stati ex aequo i gruppi di Israele e Palestina. Mentre i rappresentanti dei due paesi alzavano il premio mano nella mano, il volo delle colombe bianche ha fatto da cornice al palco allestito davanti il tempio della Concordia. I due gruppi hanno ricevuto anche il premio “Ugo Re Capriata”, da parte della sezione provinciale dell’Assostampa di Agrigento, per il valore simbolico a livello internazionale della loro presenza insieme.
Presenti come ogni anno le autorità e il sindaco di Agrigento, che ha il compito di consegnare il tempio d’oro ai rappresentanti del gruppo vincitore.

Chi saranno i vincitori del tempio d’oro festa del mandorlo in fiore 2020?

Quest’anno nuove emozioni, nuova musica, nuova suspence.
Chi sarà il vincitore del tempio d’oro della festa del mandorlo in fiore 2020? Venite ad Agrigento per scoprirlo!

Se volete saperne di più sul programma della sagra del mandorlo, sui nomi dei gruppi partecipanti e sulle iniziative collaterali organizzate, potete proseguire la lettura con questo articolo

Festa del Mandorlo in Fiore 2020: tra tradizione e novità

sfilata in via atenea

Sta per tornare uno degli appuntamenti più caratteristici della città di Agrigento: la festa del mandorlo in fiore, celebrazione della primavera e della fratellanza tra i popoli.

La festa del mandorlo in fiore 2020 si terrà dal 28 febbraio all’8 marzo.

Quest’anno l’evento sarà ancora più carico di significato: gli episodi di razzismo e intolleranza dovrebbero essere entrati a far parte del passato, ma purtroppo così non è; nel mondo spirano venti di guerra, tanto che quest’anno si è aperto con la minaccia di una terza guerra mondiale che rimbalzava tra titoli di giornale, hashtag su Twitter e post su Facebook.

In questo contesto il messaggio di solidarietà, pace e fratellanza promosso dall’evento è ancora più importante.

Ancora una volta le strade di Agrigento si animeranno dei gruppi folkloristici provenienti da ogni parte del mondo e dalle bande musicali, che daranno vita alla festa con le loro musiche tradizionali, la coloreranno con i colori dei loro costumi tipici e la arricchiranno con le danze dei loro paesi, così come il mondo è arricchito dalle diverse tradizioni.

Il fascino del festival del mandorlo in fiore, per gli agrigentini, è sempre stato quello di portare scorci di mondo fin dentro casa, lasciando una scia di musiche e colori di paesi che magari ci si ripromette un giorno di visitare, di lasciare impressi nella memoria sorrisi di popoli che alcuni non avrebbero altrimenti conosciuto.

Anche quest’anno sono tanti gli appuntamenti e gli eventi che animeranno le strade della città nel corso del Mandorlo in fiore

Nel mandorlo in fiore 2020 non mancheranno i classici momenti più emozionanti della festa, come l’accensione del tripode dell’amicizia e la fiaccolata per le vie della città, oltre alla sfilata collettiva a conclusione del festival , con la presenza dei carretti siciliani, e la grande festa alla valle dei Templi, patrimonio dell’Unesco, davanti al tempio della Concordia, nel corso della quale verrà assegnato il tempio d’oro al gruppo folk vincitore, insieme ad altri riconoscimenti.

tempio della concordia con mandorli fioriti

Il 2020 sarà l’anno del 75° Mandorlo in fiore, del 65° Festival Internazionale del Folklore e del 20° Festival internazionale “I bambini del mondo”. Inoltre, proprio quest’anno si celebrano i 2600 anni dalla fondazione di quella che il poeta greco Pindaro definì “la più bella città dei mortali”.


Il mandorlo in fiore è, come abbiamo accennato, celebrazione della bellezza e della diversità del mondo. Rappresenta anche, in questa cornice internazionale, una festa in onore della città di Agrigento: turisti da ogni parte del mondo, ma anche cittadini che la vivono ogni giorno, possono scoprire o riscoprire angoli di bellezza non ancora conosciuti o dati per scontati, come la distesa di mandorli fioriti nella valle, l’eleganza maestosa del teatro Pirandello, la ricchezza e delizia della cucina tipica.

Anche quest’anno, infatti, sarà presente la Mandorlara, l’evento che mette al centro la mandorla e tutte le gustose ricette che con essa è possibile preparare: il Palacongressi ospiterà cooking show di chef rinomati che offriranno assaggi di piatti come il cous-cous dolce con mandorle e arancia, e tanti altri. La partnership con vari ristoranti di Agrigento si rinnoverà anche stavolta e permetterà di poter degustare particolari piatti pregiati a base di mandorla a pranzo o a cena.

Chi ama fotografare sarà poi contento di sapere che anche in questa edizione non manca il concorso fotografico che premierà gli scatti che meglio hanno saputo cogliere lo spirito e l’emozione della festa del mandorlo in fiore. A raccontare le tradizioni della Sicilia non mancheranno i gruppi folk del festival regionale del folklore.

gruppo val d'akragas in costume tipico siciliano


Il 75° festival del Mandorlo in fiore si arricchisce, inoltre, della mostra iconografica che racconta la storia della kermesse tra passato e presente, attingendo all’archivio fotografico storico della sagra del mandorlo in fiore, messo a disposizione dalle autorità del libero consorzio comunale di Agrigento. Si chiamerà Il mandorlo in fiore agli albori, immagini e parole, e avrà luogo presso lo Spazio Temenos.

Piazza San Francesco diventerà teatro di scambio culturale con la Sala Bar dell’amicizia, allestita all’aperto, con lo scopo di offrire un punto di incontro ai cittadini e agli ospiti che possa anche valorizzare quest’angolo della città, dal momento che la festa del mandorlo si propone di coinvolgere tutta la città, e non solo. Ci saranno eventi esterni che, con le sfilate dei vari gruppi folkloristici, porteranno la magia simboleggiata dal mandorlo fiorito anche per le vie di San Leone, Villaseta, Villaggio Mosè, Fontanelle, Villaggio Peruzzo, Giardina Gallotti, Montaperto, Monserrato, il quartiere Stadio Esseneto, oltre al viale della Vittoria, Piazza Cavour, Villa Bonfiglio, il centro di Girgenti, e ovviamente la Valle dei Templi, con il tempio di Giunone, Decumano, la via Sacra, il tempio della Concordia. Le location utilizzate comprendono il Teatro Pirandello, il Palacongressi, l’Auditorium Livatino, il museo archeologico Pietro Griffo, il palazzo ex collegio dei Filippini.

Come nelle passate edizioni, anche in questa la tradizione verrà rispettata e le scuole di ogni ordine e grado saranno coinvolte nella magia della festa della primavera e della pace, attraverso incontri e iniziative: ci sarà spazio per il divertimento e l’arte offerti dai gruppi folk, ma anche per l’approfondimento e la sensibilizzazione su temi importanti e sempre attuali come la pace e l’incontro con le diverse culture del mondo.

Una preziosa occasione per i bambini e i ragazzi, che avranno modo di confrontarsi con coetanei di diverse nazionalità e di scoprire il fascino delle tradizioni e delle culture differenti dalla nostra. Un bagaglio culturale davvero prezioso che è indispensabile portare sempre con sé anche da adulti. La festa del mandorlo in fiore offre anche a bambini e adolescenti, ma non solo, che per i più svariati motivi non possono viaggiare, un’occasione davvero unica e vibrante per confrontarsi con persone appartenenti a culture diverse e per rendersi conto con meraviglia della sfavillante e ampia diversità che offre il mondo. Una diversità che è ricchezza e declinazione di bellezza e non motivo di diffidenza, di arroccamento sulle proprie posizioni o di scontro.

Per i più piccoli, e non solo, si terranno spettacoli del teatro dell’ opera dei pupi, dichiarata patrimonio immateriale dell’Unesco, per la sua creatività e il peso della tradizione che si porta dietro.

Proprio i beni immateriali dell’Unesco hanno un posto speciale in questa edizione del festival del mandorlo in fiore, con vari eventi specificatamente dedicati.
Il patrimonio immateriale fa riferimento a tutto ciò che è di importanza primaria nel mantenimento della diversità culturale in un contesto in cui la globalizzazione la fa da padrone, e nell’incoraggiare il dialogo tra i popoli e il rispetto delle diversità. L’Unesco si è proposto di tutelare questo, nelle sue varie declinazioni, così come il patrimonio materiale.

Il mondo si riunisce ad Agrigento per celebrare la bellezza delle tradizioni e la fratellanza tra i popoli

Quest’anno i gruppi folk partecipanti al mandorlo in fiore provengono da ben quattro continenti.

Oltre ai gruppi folkloristici agrigentini, le nazioni partecipanti sono, in ordine alfabetico:

  • Algeria
  • Brasile
  • Bulgaria
  • Cina
  • Colombia
  • Corea
  • Croazia
  • Egitto
  • Emirati Arabi Uniti
  • Francia
  • Georgia
  • Grecia
  • Honduras
  • Indonesia
  • Italia
  • Lettonia
  • Macedonia
  • Messico
  • Romania
  • Russia
  • San Salvador
  • Senegal
  • Serbia
  • Spagna
  • Turchia
  • Ucraina
  • Ungheria
  • USA

Per il festival internazionale “I bambini del mondo”, le nazioni partecipanti sono:

  • Costarica
  • India
  • Indonesia
  • Macedonia
  • Messico
  • Polonia
  • Rep. Adigeya
  • Russia
  • Taiwan
  • Ucraina
  • Italia (Agrigento) Oratorio Don Guanella; I piccoli del Val d’Akragas; Gergent; I fiori del mandorlo

Le bande musicali presenti saranno:

  • Banda Intercomunale di Agrigento “V. Bellini”
  • Fanfara dei bersaglieri di Palermo “Col. Giacomo Alfano”
  • Corpo bandistico città di Canicattini Bagni
  • Banda Civica Filarmonica di Modica

Spettacolo e grandi nomi ad Agrigento per il mandorlo in fiore daranno un tocco in più alla festa

Madrina dell’evento per il mandorlo 2020 sarà Anna Falchi, attrice, conduttrice televisiva ed ex modella, che sarà tra i conduttori dello spettacolo della sagra del mandorlo in fiore insieme a Sasà Salvaggio e al duo de I soldi spicci. Anna Falchi ha partecipato a programmi televisivi come Miss Italia, il Festival di Sanremo, Domenica In, Ballando con le stelle, e ha recitato al cinema e in teatro. Sasà Salvaggio è comico, attore teatrale, conduttore televisivo, speaker e imitatore. Porterà la sua verve comica che tutti ben conosciamo sul palco del festival del mandorlo in fiore, insieme a I Soldi Spicci, che di sicuro saranno un richiamo, in particolare, per i più giovani. Il duo comico, formato da Annandrea Vitrano e Claudio Casisa, è diventato famoso con i suoi video comici su YouTube. In breve tempo la loro popolarità è cresciuta, tanto da arrivare ad essere protagonisti sul grande schermo, per la prima volta con il film La fuitina sbagliata, del 2018, diretto da Mimmo Esposito. Non è la loro prima volta ad Agrigento in occasione della festa del mandorlo: erano già stati protagonisti di uno spettacolo nell’edizione 2016.

Nella nostra pagina Facebook, che trovate a questo link, è possibile visionare il programma dettagliato del mandorlo 2020, con tutti gli eventi e gli appuntamenti che avranno luogo dal 28 febbraio all’8 marzo, oltre alla conferenza stampa dell’evento, che si è tenuta il 17 gennaio presso il palazzo dei Filippini in via Atenea.

Mandorlo in Fiore 2019 tra patrimoni culturali e comunità

conferenza ad agrigento del mandorlo in fiore 2019

Agrigento si prepara ad accogliere la festa del Mandorlo in Fiore giunta alla 74° edizione. A partire dal 1° Marzo e fino al 10 Marzo 2019 la più bella città dei mortali come venne definita da Pindaro sarà attraversata da un’ondata di colori, suoni e tradizioni popolari. La Festa del Mandorlo in fiore, prima chiamata Sagra del Mandorlo in Fiore, nasce dapprima a Naro nel 1937 per iniziativa del conte Alfonso Gaetani, successivamente diventa una festa solo agrigentina, legata alla fioritura del mandorlo in primavera.

programma del mandorlo in fiore 2019

Da qualche anno ad occuparsi dell’organizzazione della Festa del Mandorlo è il Parco archeologico Valle dei Templi che, conclusasi l’edizione 2018 ha pensato da subito di organizzare l’edizione 2019, avviando una procedura selettiva, concorrenziale per trovare sponsor e media partner.  Non a caso, lo scorso aprile, a Roma nella sala stampa dell’Associazione Stampa Estera, il direttore del Parco Giuseppe Parello, insieme al Presidente del Consiglio del Parco Bernardo Campo e il Sindaco di Agrigento Calogero Firetto, hanno presentato ai Paesi esteri il grande festival Internazionale del Folkore che vede coinvolti non solo i gruppi folk siciliani, ma gruppi provenienti da varie parti del mondo, che in un’atmosfera di scambio tra tradizioni e cultura, hanno un unico obiettivo: tutelare e valorizzare il patrimonio immateriale e trasmetterlo alle nuove generazioni.

“Già nelle edizioni 2017 e 2018, i numeri hanno premiato, ha commentato il direttore del Parco Giuseppe Parello. Nell’ultima edizione, gli spettacoli del festival internazionale del folclore hanno registrato un incremento di pubblico del 73,6 per cento rispetto all’anno precedente, e le presenze dei visitatori nella Valle dei Templi nel corso della festa, sempre rispetto al 2017, aumentarono del 38,92 per cento. Ci aspettiamo che anche quest’anno, i numeri possono continuare a crescere, e speriamo di regalare agli agrigentini una bella festa, che porti non solo turismo, ma soprattutto crescita dal punto di vista culturale ed economico” ha concluso Parello.


l’Arch. Giuseppe Parello

Il programma ufficiale è stato presentato nella giornata del 4 Gennaio ad Agrigento, in conferenza stampa, presso Casa San Filippo, la sede dell’Ente Parco Valle dei Templi, alla presenza del direttore Giuseppe Parello, del presidente del Consiglio del Parco Bernardo Campo, del sindaco di Agrigento Lillo Firetto e dell’assessore Gabriella Battaglia. Sulla scia della vecchia edizione dalla Valle dei Templi gli spettacoli arriveranno nel centro storico di Girgenti in un incrocio tra culture, musiche e arti in generali che dalla Sicilia abbracciano il bacino del Mediterraneo. 

Un pacchetto completo, con varie iniziative che coinvolgerà grandi e piccini. Si parte con il record battuto, rispetto agli scorsi anni, che vedrà la presenza di ben 22 gruppi internazionali riconosciuti come patrimoni immateriali dell’Unesco, che arriveranno dalla  Bielorussia, dalla Bolivia, dalla Colombia, dall’Ecuador, dall’Egitto, dagli Emirati Arabi, dal Kazakistan, dal Kenia, dalla Korea,dall’ India, dall’Indonesia, dall’Italia con la partecipazione dei pastori sardi e del loro canto armonizzato, dalla Lettonia, dal Libano, dalla Macedonia, dal  Messico, dalla  Moldavia, da Montenegro e dal Perù.

Come tradizione vuole ad aprire la “sagra” sarà il Festival dei Bambini del Mondo, giunto alla 19° edizione, ideato da Claudio Criscenzo, scomparso prematuramente e la cui organizzazione adesso è curata dal figlio Luca presidente dell’Aifa (Associazione International Folk Agrigento), in programma dall’1 al 5 marzo 2019, che da quest’anno oltre ad aver ricevuto il riconoscimento da parte dell’Unicef e dall’Unesco, entra a far parte del registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). Dalle sfilate dei gruppi, momento cardine sarà l’Accensione del Tripode,  il 5 Marzo, quando i 22 patrimoni immateriali dell’Unesco si schiereranno intorno al Tripode e accenderanno la scintilla del Mandorlo in Fiore 2019; e poi  il momento tanto atteso della Fiaccolata dell’amicizia, il 6 Marzo, che prenderà avvio dalla piazza Pirandello con il saluto delle autorità, proseguirà lungo la via Atenea, e proseguirà fino a Piazza Stazione, con una vera e propria festa insieme a tutti i performer internazionali. Tra le novità di quest’anno, dopo la fiaccolata la città verrà animata dai gruppi che al termine dell’appuntamento, si distribuiranno lungo le vie e le piazze, ballando e cantando con il pubblico per l’intera notte e dando vita alla “Notte dei Patrimoni”.  Altro importante momento lo spettacolo conclusivo il 10 marzo con la consegna del Tempio d’Oro ai piedi del Tempio della Concordia che verrà assegnato dalla giuria popolare al gruppo che saprà rappresentare al meglio il proprio patrimonio. A condurre l’evento sarà l’attore agrigentino Gianfranco Jannuzzo

L’intera manifestazione è costellata di spettacoli collaterali che si svolgeranno presso la Casa Circondariale di Agrigento, al Palacongressi con perfomance dedicate ai disabili, ci sarà un momento dedicato al tema dell’accoglienza organizzato da CoopCulture dove attraverso gli oggetti del museo e la magia della Valle dei Templi, i  giovani migranti minori non accompagnati, ospiti delle comunità di accoglienza e i  giovani delle scuole superiori saranno introdotti in un programma che gli farà scoprire le loro radici; e per finire all’interno del contenitore “Mandorlo for all” il “Dance Well” finalizzato a promuovere la pratica della danza, e a trasmettere i valori del mandorlo e la gioia della festa ai malati che vivono il morbo di Parkison e verrà ospitato nel salone del Museo Archeologico Pietro Griffo. E ancora ci saranno i laboratori “Pitrè Lab”, laboratori di Fiabe siciliane a cura di Giovanni Moscato, giochi di strada a cura di Figest, meditazione Sahaja Yoga a cura dell’associazione Sahaja Yoga Sicilia. È stato confermato il raduno delle bande siciliane a cura di Ambima, la 16° edizione della Mezza Maratona della Concordia che si svolgerà il 3 marzo, laboratori di architettura per bambini in collaborazione con la Farm Cultural Park di Favara. Si continuerà con la musica con l’iniziativa “Word Music” cioè spettacoli che vedrà artisti provenienti da ogni parte del mondo, infatti ci sarà un concerto di musica classica indiana, un concerto multietnico che vedrà l’esibizione di Eugenio Bennato, Mario Incudine e Alfio Antico, e ospiti internazionali la Us Navy Topside Brass Band.

Certamente la festa del Mandorlo in fiore non è solo musica, canti e balli, ma è anche cucina. Infatti la parte centrale della kermesse sarà dedicata alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico con due importanti collaborazioni: la prima “Mandorlara”, la sagra del mandorlo in tavola giunta al 12esimo anno, organizzata dal Consorzio Turistico Valle dei Templi in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi,  che,  attraverso degustazioni, showcooking e incontri tra chef e il  concorso finale “Il piatto dell’eccellenza” ha l’obiettivo di promuovere e stimolare la qualità dell’offerta dei ristoratori, promuovere i piatti  della cucina agrigentina e siciliana. Ad esso si associa la novità rappresentata da iniziative promosse da chef stellati come Pino Cuttaia e rivolte all’educazione alimentare e alla sostenibilità nella preparazione dei cibi. 

“Quest’anno le ‘Soste di Ulisse’ – ha detto lo chef Cuttaia – parteciperanno agli eventi del Mandorlo in Fiore svolgendo un laboratorio rivolto ai bambini e al tema dello spreco alimentare, che è un aspetto prettamente culturale. Loro, i bambini, sono a volte i primi a darci gli esempi ed è quindi essenziale partire dai più piccoli per invertire una tendenza”.

Dunque, una Festa ricca di colori, di musica, di tradizione, attenta alla qualità e al coinvolgimento massimo della città e di tutte le sue espressioni culturali e socioeconomiche.

Festa del Mandorlo in Fiore 2019: si lavora al programma, prevista la partecipazione attiva dei gruppi locali

i costumi femminili del gruppo folkloristico gergent

Siamo ancora a Novembre, ma già trapelano le prime notizie certe riguardanti l’edizione 2019 della Festa del Mandorlo in Fiore, la kermesse più attesa dagli agrigentini.

La settantaquattresima edizione avrà inizio il prossimo 2° marzo e si svolgerà fino al 10 marzo. Si lavora ancora al programma, che però è quasi pronto e che prevede già un punto fisso e insindacabile: la partecipazione attiva alla kermesse dei gruppi folkloristici locali.

 

Dopo le polemiche dell’anno scorso, che avevano visto in una prima fase alcuni gruppi locali tradizionalmente legati alla kermesse fare un passo indietro, tanto da rendere noto un comunicato stampa in base al quale professavano di non volere partecipare all’evento per via del poco spazio concesso loro nell’ambito della manifestazione, per questa nuova edizione tutto sembra essere già stato messo in chiaro. Da poco, infatti, è già stato reso noto dal Parco Archeologico della Valle dei Templi, che si occupa dell’organizzazione dell’evento, che i gruppi folkloristici agrigentini sono i padroni di casa e dunque svolgeranno una parte attiva nell’edizione 2019. Per questo è stata inviata una nota ufficiale di invito a tutti i gruppi folkloristici locali, in cui viene sottolineato il loro importante ruolo nell’ambito della manifestazione, che quest’anno, peraltro, è inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana.

Il loro ruolo consisterà non solo nella partecipazione alle sfilate e nell’esibizione in performance tradizionali, ma anche nel fare da padrini ai tanti ospiti noti che saranno presenti durante l’evento. Nello specifico dovranno farsi portavoce di un messaggio di arte, cultura e tradizione, esprimendo il grande valore storico della kermesse. Inoltre, in misura maggiore rispetto al passato, potranno presiedere a particolari eventi collaterali di festa, formazione e aggregazione, divulgando il loro grande patrimonio musicale, coreutico e canoro. Previsto, inoltre, il rafforzamento dei momenti destinati alle loro esibizioni.

Sempre nella stessa nota, il Direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello ha espresso l’augurio che tutti i gruppi folkloristici locali possano dare l’adesione al programma della Festa del Mandorlo in Fiore 2019, in modo da arricchire la kermesse restituendole il suo naturale patrimonio tradizionale da sempre tutelato dai gruppi agrigentini.

Intanto si continua a lavorare al programma, che prevede la tradizionale apertura della kermesse con il Festival Bambini del Mondo, previsto da giorno 1 marzo fino al 5 marzo, e il proseguo con il Festival Internazionale del Folklore, che si aprirà sempre il 5 marzo con la consueta Accensione del Tripode e terminerà domenica 10 marzo con lo spettacolo finale e la premiazione.

Anche quest’anno il Palacongressi Empedocle sarà il cuore pulsante della manifestazione, nella struttura del Villaggio Mosè si terranno infatti le esibizioni dei gruppi e i Pomeriggi del Mandorlo con l’accoglienza dei gruppi, i laboratori creativi per bambini, i laboratori interculturali, i laboratori del gusto, le mostre e i concerti. Previsti anche momenti di spettacolo e laboratori per ragazzi al Teatro della Posta Vecchia e a Girgenti con l’iniziativa denominata Pomeriggi giurgintani che include focus su danze, laboratori e attività volte alla riscoperta del patrimonio culturale promosso dalla kermesse.

Palmarum Insula: ISOLA DELLE PALME

gruppo folkloristico palmarum insula

L’Associazione Culturale Folk-Popolare “Palmarum Insula” nasce alla fine del 2017 grazie alla creatività e alla passione del dott. Giuseppe Mazziotta, supportato dal quartetto folk “I Cumpari” (costituito quest’ultimo nel 1996 per iniziativa di quattro amatori del folklore siciliano).

Il quartetto folk I CUMPARI nasce nel 1996 quasi per gioco in seguito alla richiesta di un noto ristorante di Augusta (SR), di allietare i clienti durante il pranzo domenicale tipico siciliano. Dal successo ottenuto fin dalle prime apparizioni si decise quindi di portare avanti l’iniziativa, divulgando e mantenendo inalterata nel tempo l’arte folklorica e popolare siciliana.

Gruppo Folkloristico I CumpariI Cumpari sono rigorosamente impegnati nella continua ricerca ed elaborazione di testi e brani, che costituiscono il patrimonio della nostra memoria, avendo come principale obiettivo quello di tramandarli inalterati nei testi e nelle musiche, riproponendo inoltre gli stessi usi e costumi di un tempo ormai passato ma sempre tanto cari alla nostra gente.

Le musiche e i canti vengono curati personalmente dal dottor Giuseppe Mazziotta e dal maestro Vincenzo Di Maria, i quali volutamente, per rimanere fedeli il più possibile alla tradizione folklorica e popolare, hanno fatto interpretare i canti a un cantante con una voce non studiata per il canto, ma intonata e che volutamente conservi delle naturali imperfezioni e dissonanze tipiche siciliane: Salvatore Gallo. La ritmica è affidata a Giovanni Coco.

I Cumpari sono stati tra i primi a riproporre le tipiche serenate del passato, commissionate dal fidanzato per la propria donna e svolte sotto i balconi come tradizione vuole la sera prima del matrimonio.

 

Il quartetto vanta un bagaglio di esperienza inestimabile, che mette a disposizione di chi abbia il piacere di condividere momenti dedicati alla tradizione tipica siciliana mantenendo forti elementi quali l’amicizia e la passione per un genere musicale di altissima levatura culturale: il folklore.

Ritornando ai Palmarum Insula, la loro denominazione rappresenta l’antico nome latino della città di Augusta, in passato conosciuta come “L’isola delle Palme”, per la sua fiorente vegetazione di arecaceae.

Con la costituzione dell’Associazione Culturale Folk-Popolare Palmarum Insula, si concretizza l’esigenza di mantenere inalterata nel tempo e promuovere, soprattutto nel mondo dei giovani, la tradizione musicale folk-popolare siciliana!

 

gruppo palmarum insulaAd oggi il gruppo vanta circa quaranta elementi, numero destinato a crescere in virtù delle continue richieste di adesione.

I costumi sono stati realizzati rispettando i colori folkloristici siciliani ma con, altresì, attenti richiami alla tradizione tipica augustana e che prevede lunghe gonne di vario colore, che si rifanno ai tipici colori dei nostri agrumi: rosso, giallo, verde, blu, ricoperte da bianchi grembiuli orlati da qualitativi merletti e per finire comode camicie chiare arricchite anch’esse da merletti, sulle quali venivano posti corpetti in velluto nero.

Il gruppo si avvale di strumenti tipici siciliani quali la fisarmonica, “ u friscalettu”, il flauto, la chitarra, “u tambureddu”, le percussioni e “a zotta”. Non possono di certo mancare altri due strumenti musicali: “a quartara” ed il “marranzanu”.

“A Quartara” ha delle antiche origini contadine infatti non è altro che un recipiente in terracotta di medie dimensioni e fornito di due grossi manici nella parte superiore; è usato da millenni in Sicilia per trasportare e conservare, mantenendo una fresca temperatura, acqua o vino, hanno diverse dimensioni e tendenzialmente quelle di forma più piccola venivano utilizzate con più facilità durante i trasporti per tenere e rinfrescare l’acqua da bere.

Le quartare vengono oggi acquistate a scopo decorativo dell’arredamento di rustici e ville di campagna. Ma oggi se ne fa un uso particolare, infatti, in occasioni di feste popolari venivano e vengono usate come strumento musicale: grazie alla loro particolare forma panciuta e che funge da cassa di risonanza può facilmente assimilarsi a uno strumento musicale a fiato dal caratteristico suono, pertanto soffiando dentro, con una particolare inclinazione, il vaso emette un suono cupo molto simile a quello di un basso tuba e che consente di essere utilizzato come accompagnamento musicale nella musica folklorica siciliana.

Il “Marranzano” invece, detto anche scacciapensieri, è uno strumento musicale idiofono costruito da una struttura di metallo ripiegata su sé stessa a forma di ferro di cavallo. Nel dialetto siciliano, conosciuto anche come mariolu, marauni , marranzanu (o marranzano) ‘ngannaladruni (“inganna ladroni”), perché era uno strumento suonato da gente che veniva appositamente collocata ai confini dei possedimenti affinchè durante la notte lo suonassero; l’origine del suono veniva distorta non permettendo di capire da dove potesse arrivare e quindi, avendo la funzione di segnalatore per allontanare eventuali malintenzionati li dissuadeva dal compiere dei furti. Da qui divenne purtroppo, il poi più noto segnale in ambito mafioso, proprio perché in molti film, avente come trama la mafia, veniva adoperato per avvisare l’imminenza di un pericolo o di un regolamento di conti. Tale strumento è spesso utilizzato nella musica siciliana per accompagnare canzoni e tarantelle.

L’Associazione accoglie in seno persone altamente selezionate dotate di spirito di gruppo e, soprattutto, di passione per la tradizione folk-popolare siciliana. L’obiettivo prefissato dall’Associazione è quello di rivisitare, riscoprire e salvaguardare il vasto patrimonio culturale folk-popolare siciliano attraverso la rappresentazione inalterata di musica e balli, brani cantati e recitati, nonché usi e costumi appartenenti alla tradizione siciliana. In particolare si fa riferimento alla scuola folkloristica Catanese e popolare Siracusana, dalle quali il dottor Mazziotta e il maestro Di Maria hanno attinto nel tempo, accrescendo la loro esperienza e bagaglio culturale, onorandosi di aver lavorato a fianco di esponenti della canzone siciliana quali, fra tutti, Felice Ventura, Riccardo Maglia, Lucia Siringo, Tano Fiorito e altri ancora.

Il gruppo, inoltre, fa riferimento e ne trae notevole ispirazione da colei che da sempre è stata designata come la capostipite della musica popolare siciliana: Rosa Balistreri. I Palmarum Insula sono soliti, durante i loro spettacoli, renderle omaggio riproponendo alcuni dei suoi brani più celebri, oltre ad un considerevole repertorio musicale dove vengono eseguiti brani più complessi ed elaborati che richiedono il supporto di più voci.

L’Associazione non ha scopo di lucro. Grande interesse è rivolto ai valori sociali solidaristici che rivisitano non solo la vecchia tradizione musicale ma anche quella degli usi, dei costumi e della morale. Ed è proprio a questa morale che i “Palmarum Insula” si ispirano, devolvendo di volta in volta al prossimo più svantaggiato e meritevole il proprio ricavato.

L’Associazione si trova anche coinvolta nelle varie occasioni e feste organizzate durante gli anni scolastici dagli Istituti Scolastici che decidono di presentare e rappresentare delle performance tipicamente siciliane svolte dai propri alunni. Questi ultimi infatti vengono accompagnati e supportati durante l’esecuzione dal gruppo “Palmarum Insula” , così sostenendo e tramandando le antiche tradizioni della nostra Sicilia e gli antichi valori di un tempo a studenti di diversa età. Grazie al corpo docenti che con passione e volontà accompagnano gli alunni in questa bellissima iniziativa, ai Dirigenti Scolastici, e soprattutto ai bambini, protagonisti della scena, i quali si rivelano sempre davvero strepitosi ed entusiasti, rendendo queste giornate allegre e piene di gioia!

I Palmarum Insula, spesso, aggiungono al loro repertorio la presentazione dei famosi Pupi Siciliani, sono marionette alte circa un metro, riccamente decorate, che rievocano le epiche gesta cavalleresche di paladini.
Aspetto della tradizione e della cultura siciliana, che ha l’odore della cultura di un tempo, di uomini antichi e anche di tradizioni, con colori e storie che possono affascinare i più anziani ma evidentemente non solo loro, infatti la passione e la tradizione coinvolge anche i più giovani e i più piccini, che desiderano immergersi nel folklore siciliano.

Considerevole è l’importanza di non far perdere il nostro dialetto e le nostre radici quali origine della nostra identità, così come è fondamentale e di notevole importanza la figura dei nonni, che possiedono un bagaglio di vita quotidiana ricchissima di esperienza, che hanno tanto da insegnarci soprattutto per tradizione orale visto che non abbiamo testi scritti che ci rimandano al passato; di fatto i racconti dei nonni sono un tesoro raro e inestimabile a cui bisognerebbe attingere, ascoltandoli, facendone tesoro e custodirli.

L’Associazione culturale folk-popolare “Palmarum Insula” di Augusta, supportati dal quartetto folk “I Cumpari”, in occasione del Natale e delle festività natalizie propone un concerto di musica, canti e poesie della tradizione natalizia siciliana nelle loro versioni originali proprio per non farne perdere valore e bellezza.

Animare ad esempio un presepe vivente con una determinato repertorio, curato nei dettagli e nei minimi particolari, risulta quasi un viaggio a ritroso nel tempo, quel tempo in cui certi valori possedevano un significato e che ad oggi risultano più labili.

Il tema portante degli spettacoli è l’Amore, il quale viene decantato con lo scopo di suscitare una serena riflessione in chi ascolta, tramite musiche e inni di lode alla nascita “dò bambineddu” e “dò presepi” e, ancora, attraverso componimenti poetici in grado di trasportare gli spettatori indietro nel tempo, al Natale vissuto dai vecchi e malinconici “pescatori”, coloro i quali incarnano pienamente il carattere triste e nostalgico dei capofamiglia costretti ad emigrare per lavoro, trascorrendo così, in solitudine e lontano dagli affetti più cari, il Santo Natale.

Esperienza sonora unica e genuina, una vera e propria finestra sul passato duro e poco agevole, che si propone di offrire spunti di riflessione sulle quali poter trovare spunti per affrontare problemi di vita quotidiana e modalità di approccio.

Il gruppo esegue brani notissimi e dolcemente commoventi della tradizione natalizia siciliana come “A la notti di Natali”, “ E Nasciu”, “Sutta ‘nperi di nucidda” e si cimenta nella recitazione della preghiera del “Padre nostro”, tutta in dialetto siciliano, con grande gentilezza ed eleganza.
I Palmarum Insula, quando possibile, in riferimento ai propri ideali solidaristici, propongono in ogni concerto un’offerta da destinare al prossimo più svantaggiato.

I concerti solitamente vengono eseguiti preferibilmente all’interno di chiese o stabili appropriati alla compostezza del repertorio e dello spettacolo in se.
In conclusione, il gruppo viene particolarmente ricercato per spettacoli di piazza, sagre, feste patronali, eventi speciali quali serenate e intrattenimenti vari.

L’intento dell’Associazione Culturale Folk-Popolare “Palmarum Insula” è quello di portare sempre alto il significato di folklore siciliano, altamente educativo per i grandi e per i bambini! Difatti oltre l’amore e la passione per l’arte folkloristica siciliana, è fondamentale lo studio e la dedizione affinché possa essere approcciato e divulgato con serietà e dignità per come tale genere musicale merita.

Viva la Sicilia, i suoi capolavori musicali e le sue tradizioni.

 

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