Intervista al Presidente del Gruppo Folkloristico Val d’Akragas

donne val d'akragas in costume tipico sicilianoVal d’Akragas: la storia del folklore Agrigentino e non solo.

L’insieme di tradizioni popolari di una cultura, che riguardano musica, canto, danza, ma anche usi e costumi, filastrocche, miti e altre narrazioni si racchiude all’interno di un unico termine: Folklore.

Un gruppo folkloristico è quindi spesso non solo volto alla esibizione, ma anche e soprattutto al delicato compito di mettere a conoscenza e tramandare la cultura di un luogo, facendosene rappresentate e ambasciatore nel mondo.

Questo è il ruolo che da sempre svolge il Val D’Akragas gruppo folkloristico Agrigentino.

Abbiamo intervistato il presidente Lello Casesa, chiedendogli appunto di farci da guida nella storia di questo bene immateriale così importante che è la cultura, e chiedendogli, inoltre, in che modo il Val d’Akragas sia correlato alla Sagra del Mandorlo in fiore.

 

“Agrigento è un piccolo centro, ed è conosciuta anche e soprattutto per la sua cultura storica nel mondo, come il Val d’Akragas ha influito in questo secondo lei?”

<<Non è facile poter raccontare in poche righe cosa è stato il Val d’Akragas e, soprattutto, come da una città piccola come Agrigento, una compagnia di giovani abbia potuto sopravvivere e rilanciarsi promuovendo in tutto il mondo il nome della Sicilia e di Agrigento anche in luoghi nei quali non sapranno mai cosa è Agrigento e la sua Sicilia.

Questo è stato il Val d’Akragas – esser fieri di un territorio siciliano promuovendone l’immagine straordinaria di una attività folkloristica, culturale, sociale in ogni parte del mondo.

In una sola parola Val d’Akragas = Agrigento = Sicilia.>>

 

premio tempio oro val d'akragas
Nella foto sono presenti da sinistra: Benedetto Adragna, Gigi Casesa e Pippo Agozzino

“Le va di raccontarci come nasce il gruppo folkloristico? Quali sono i nomi che lo hanno voluto e portato avanti?”

<<I Canterini di Val d’Akragas nascono nel 1937 da un’idea di Francesco Flora (padre di Pippo Flora) su precisa volontà del Conte Gaetani di Naro e partecipano alle prime edizioni ad Agrigento dal 1937 in poi, attività sospese a causa di eventi bellici. Nel 1952 Enzo Lauretta ed Ugo Re Capriata – cultori di tradizioni popolari – costituiscono all’interno del Magistrale Politi – Preside prof.ssa Malogioglio Cottalorda – il Val d’Akragas ; un nutrito gruppo di studenti del magistrale prenderà parte alle Sagre del Mandorlo in fiore – spostata da Naro ad Agrigento per la precoce primavera nella Valle e con la volontà di valorizzare nella Sagra il Val d’Akragas che iniziava a muovere i primi passi all’estero visitando i paesi della cortina di ferro ( Ungheria – Cecoslovacchia – Jugoslavia) viaggiando, a quell’epoca, con treni ed autobus per arrivare in quei luoghi sperduti e lontani dalla Sicilia ma animati da un fascino incredibile della musica e della concordia tra i popoli. Tale attività è stata sicuramente possibile per oltre un cinquantennio grazie a Gigi Casesa e Pippo Agozzino che hanno dato continuità e successo al gruppo>>

 

“Sagra del Mandorlo e Festival del Folklore, l’abbinamento viene dunque da un invito del gruppo folkloristico Val d’Akragas?”

<<Si, grande intuizione del Lauretta sarà quella di abbinare alla Sagra del mandorlo in Fiore (con una tipologia siciliana e popolare) il raduno del Costume Italiano e poi Europeo ed il Festival Internazionale del Folklore per consentire al gruppo agrigentino di ricambiare la visita nei paesi esteri venuti ad Agrigento durante il Festival.
Da quel momento dopo gli anni ‘50 il Val d’Akragas ha sempre partecipato e rappresentato l’Italia al Festival Internazionale del Folklore, riscuotendo successi ed entusiastica partecipazione ed aggiudicandosi per ben 4 volte il tempio d’oro attraverso giurie internazionali. >>

 

“Nelle personalità che sono susseguite nella storia del Val d’Akragas, un ruolo importante è stato ricoperto da suo padre, Gigi Casesa, al quale e’ istituito un premio speciale, ma quali sono altri personaggi importanti che Lei ricorda?”

<< Si, come ha detto lei dal 2009 è stato istituito il Premio Speciale “Gigi Casesa” consegnato a gruppi folklorici esteri. Una testimonianza di gratitudine voluta fortemente dall’Ente Provincia, oggi Libero Consorzio comunale e rinnovata dall’Amministrazione comunale ai quali va dato, anche nel 2016, il doveroso apprezzamento. Di certo è da ricordare fra gli altri il Trofeo Ugo Re Capriata, cofondatore del Gruppo, istituito dall’Associazione della stampa alla migliore espressione del gruppo folkloristico estero . Riterrei doveroso ricordare due figure preminenti “ Enzo Lauretta e Giugiù Gallo”, personaggi illustri che hanno dato successo alla manifestazione.>>

 

“Folklore abbiamo detto significa anche tramandare la cultura nel tempo, voi che conoscete le più antiche tradizioni siciliane e in particolare agrigentine, come cercate di tramandarle, in particolare alle nuove generazioni?”

<<Nel 1996 ho fondato il vivaio del gruppo per bambini denominato “I Piccoli del Val d’Akragas” e nel 1997 partecipano alla sagra del mandorlo: un piccolo esercito di circa 50 bambini che ancora oggi partecipa al Festival dei Bambini del mondo nel contesto della Sagra ed altre manifestazioni; la scuola presieduta da Dino Romano rappresenta il fiore all’occhiello del Val d’Akragas e della cultura popolare agrigentina.

Inoltre, dal 2016 e’ stato istituito con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, della Ricerca ed Università il “Centro di ricerca sulle tradizioni popolari siciliane del Val d’Akragas“: un organismo formato da dirigenti delle scuole superiori siciliane e personaggi del mondo accademico, culturale ed artistico (Giuseppe Parello, Lello Analfino, Toti Ferlita, Gaetano Allotta ed altri) con lo scopo di elaborare un progetto sulla identità siciliane e conservare le tradizioni sulla cultura popolare espresse dal gruppo Siciliano.

Il Gruppo di lavoro coordinato dal Ministero della Pubblica Istruzione – Provveditorato Regionale diretto da Raffaele Zarbo – svolge le attività dentro le scuole coinvolte per concludere a maggio di ogni anno il suo percorso.>>

 

“In ultimo, riuscirebbe ad indicarci quale è dunque per Voi l’obiettivo finale della vostra attività?”

<<L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di offrire un contributo ulteriore rispetto al cambiamento sociale, umano e culturale di un territorio che partendo dalle origini della terra di Girgenti abbia rappresentato, in ogni angolo della terra, l’identità siciliana ed agrigentina e la sua straordinaria ricchezza.>>

 

Per chiunque desiderasse maggiori informazioni sul Val D’Akragas può collegarsi al sito internet www.valdakragas.com o alla pagina Facebook dedicata.

Scrivere e vivere di cibo, di Sicilia, di arte, di libri e di emozioni. Scrivere per condividere le passioni che da 34 anni mi porto addosso.

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