Partecipazione al Mandorlo in Fiore – gruppi Gergent, Città dei Templi, Kerkent

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito la partecipazione alla Festa del Mandorlo in Fiore dei gruppi folklorisitici Gergent, CIttà dei Templi e Kerkent.


I gruppi folklorici agrigentini Gergent, Città dei Templi e Kerkent, avendo ricevuto dall’Ente Parco Archeologico il programma degli eventi riservati al folklore locale che prevede un coinvolgimento dei gruppi agrigentini in vari momenti della kermesse, certamente migliorativo rispetto all’anno precedente, come nella scelta dei gruppi internazionali che parteciperanno al Festival del Folklore, sicuramente migliore e numericamente rilevante, hanno deciso di aderire e quindi partecipare alla prossima edizione del Mandorlo in Fiore. Apprezziamo l’apertura dell’Ente Parco alle realtà locali finalizzata alla valorizzazione delle nostre tradizioni popolari che non può limitarsi al Mandorlo in Fiore ma più in generale ad un riconoscimento dell’alto valore culturale delle nostre tradizioni popolari ed alla valorizzazione dei gruppi che operano in tale ambito. Riteniamo altresì che altre questioni inerenti l’organizzazione o il profilo culturale che gli Enti preposti , negli anni hanno voluto dare al Mandorlo in Fiore, siano estranee alla vicenda dibattuta da sempre, che è quella che ci riguarda , della valorizzazione dei gruppi e quindi al riconoscimento del ruolo da sempre rivendicato, di soggetti che promuovono seppure tra tante difficoltà il folklore anche all’estero e che possono dare il proprio contributo anche nell’organizzazione dell’evento. L’organizzazione del Mandorlo in Fiore, da quando è nata la manifestazione, è stata demandata nel tempo a vari Enti che hanno scelto una linea di indirizzo di volta in volta diversa rispetto alle date, ai programmi, alle scelte artistiche che talvolta in passato escludevano o limitavano la partecipazione dei gruppi locali. Grazie a battaglie comuni negli anni i gruppi hanno avuto un ruolo centrale con il comune di Agrigento prima e adesso con l’Ente parco archeologico che può far sì che questo ruolo possa rafforzarsi con proposte concrete che nessuno tra i gruppi al momento ha formalizzato. Da tempo si discute della possibilità di istituire un comitato dei gruppi agrigentini che possa essere da supporto agli Enti organizzatori, una proposta che noi ancora oggi condividiamo e che cerchiamo di promuovere con la collaborazione degli Enti preposti per le prossime edizioni.

Gergent – Luca Criscenzo
Città dei Templi – Dario Danile
Kerkent – Cinzia Puleri

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Il Contributo di Sergio Criminisi

acamante abbraccia fillide sergio criminisi
Raffigurazione di Acamante che abbraccia FIllide ormai trasformata in albero – Sergio Criminisi 2018
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Presentazione del Programma della Festa del Mandorlo In Fiore

mandorlara 2018 agrigento festa del mandorlo in fiore

Lunedì 22 gennaio alle ore 10,30 sarà presentato il programma ufficiale della 73 edizione della Festa del Mandorlo a Casa San Filippo dal Direttore del Parco Giuseppe Parello e dal Sindaco Lillo Firetto.

mandorlara 2018 agrigento festa del mandorlo in fioreContestualmente il presidente del Consorzio Valle dei Templi Emanuele Farruggia e Salvatore Collura presenteranno 11ª edizione di Mandorlara Sagra del Mandorlo a Tavola, manifestazione che ormai ha consolidato il rapporto tra la mandorla e la ristorazione di eccellenza del nostro territorio, e che si presenta con grandi novità quest’anno per raggiungere veri e propri obbiettivi d’incoming verso la nostra città ed un’illustre testimonial che farà da giudice nei concorsi Mandorlara 2018.

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La cuccia, una tradizione millenaria tra Sicilia e Grecia

kokkeia panspermiaLa tradizione cristiana, ricordata oggi, 13 dicembre, giorno dedicato alla protomartire siracusana Santa Lucia e celebrato con un piatto a base di chicchi di frumento, conditi con zucchero, latte o ricotta e cioccolato, in realtà ha profonde radici nella religiosità magnogreca.

l termini kokkeion e panspermia indicavano nella religione dell’antica Grecia e quindi anche per gli antichi abitanti della nostra isola, delle pietanze a base di vari cereali e semi, condite con frutta e mosto.

 

Questi piatti potevano anche essere salati e a volte costituivano delle vere zuppe, altamente nutrienti, consumate in onore di particolari divinità: Demetra, la dea delle messi, la figlia Persefone, associata con la madre al melograno,
Dioniso dio del vino e Hermes, protettore dei viandanti.

 

Il grano, la cui spiga recisa simboleggia la morte e i cui semi sono fonte di vita, protagonista di queste pietanze, era caro sia a Demetra che a Dioniso, la cui nascita era celebrata proprio con la recisione di una spiga.

 

kokkeiaGrosse pentole (chytra) venivano lasciate agli angoli delle strade nei giorni in cui si credeva che i defunti tornassero sulla terra e servivano anche per rifocillare i viaggiatori.

 

Questa usanza passerà dai greci ai romani, per poi arrivare ai monaci cristiani che distribuivano pentole di cibarie ai poveri.

Morte e resurrezione si celebrano quindi oggi, gustosamente, da millenni.
Buona kokkeia/cuccia a tutti!

 

Alessandra Conti – Progetto Archeo Cuisine, Associazione Culturale The Phoenicians, Agrigento

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Intervista A Denise Inguanta, Autrice Del Nostro Sito

Oggi facciamo quattro chiacchiere con Denise Inguanta, che collabora con il nostro sito “Mandorlo in Fiore Online” fin da quando abbiamo deciso di iniziare questa esperienza interessantissima per noi e molto utile per tutti i nostri visitatori interessati a saperne di più sulla Festa del Mandorlo in Fiore.

Denise ha molteplici interessi nella vita: in primis è una blogger e il suo blog si chiama “Lettera D” (D proprio come l’iniziale del suo nome! 😉 ) e poi si occupa di giornalismo, comunicazione e scrittura a 360°, è infatti redattrice in diverse testate giornalistiche, è conduttrice di programmi televisivi e radiofonici e presentatrice di eventi, collabora con diverse case editrici, scrive sceneggiature per il cinema e il teatro, tanto che ha fatto parte del cast tecnico di film e opere teatrali, e testi per le canzoni di cui compone anche la musica attraverso le corde della sua chitarra e, cosa più importante per noi di Mandorlo in Fiore Online, è una Seo Copywriter, professione che le ha consentito di collaborare con questo sito e abbracciarne la mission.

 

Denise una curiosità… viste le tante cose di cui ti occupi, hai anche il tempo per respirare?

Ehm… Sì! Ma a volte lo dimentico!!! Comunque aggiungerei che sono anche un’insegnante.

 

Pure??! 😉 Beh, a parte tutto, la prima domanda che vogliamo farti riguarda la nostra collaborazione. Innanzitutto vuoi dire ai nostri lettori com’è nata?

Certo! A Gennaio di quest’anno Flavio Albano mi ha contattato dicendomi che stava per avviare questo importante progetto che sarebbe stato di grande utilità per fare conoscere a tutti la Festa del Mandorlo in Fiore e mi ha proposto di collaborare. Io, fin da subito, sono stata entusiasta della proposta per due motivi: il primo è che amo lavorare come copywriter e il secondo è che adoro questa sagra in tutte le sue sfaccettature. Ho subito pensato che si trattava di una collaborazione importante.

 

Come ti sei trovata a collaborare con questo progetto?

Inutile dire che mi sono trovata benissimo. È stata un’esperienza che mi ha dato grandi soddisfazioni e mi ha anche dato l’opportunità di mettere a disposizione di tutti le mie conoscenze su questa manifestazione dal respiro internazionale. Inoltre mi sono trovata benissimo anche con te Flavio, che sai gestire questo sito al meglio tanto che ci seguono da ogni parte in tantissimi. Le mie considerazioni in merito sono così positive che continuerò a collaborare con Mandorlo in Fiore Online anche per questa nuova edizione.

 

Quali sono le tue considerazioni circa la Festa del Mandorlo in Fiore?

Di cose da dire ne avrei visto che è una manifestazione che adoro, come ho già detto. Sicuramente è una kermesse importante per la cultura e l’economia di Agrigento, che è una città a vocazione turistica. Non saprei proprio immaginarmi questo posto senza il Mandorlo in Fiore. Ciò che trovo più interessante è senza dubbio il messaggio di fratellanza tra i popoli che è alla base della manifestazione, un messaggio che assume ancora più importanza e urgenza dato il momento storico che stiamo vivendo, e poi la bellezza del folklore e della cultura di cui sia i gruppi internazionali che quelli locali sono portavoce. Aggiungo che vedere sfilare tanti popoli con le loro musiche, le danze e i loro costumi tipici rappresenta un inno alla vita in un tripudio di luci e colori che toccano l’anima.

 

Hai ricordi particolari legati alla manifestazione?

Senza dubbio i miei ricordi particolari e più cari sono legati al periodo in cui ero ancora una bambina e già allora mi emozionavo nel vedere sfilare ed esibirsi i gruppi folcloristici. Ho ancora quei colori, quei suoni e quegli odori incisi nella mente.

Grazie Denise! Aspettiamo i tuoi nuovi articoli sul nostro sito! 😉

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La Valle dei Templi di Agrigento

valle dei templi agrigento tempio della concordia

Agrigento è una cittadina nota per i suoi numerosi siti archeologici e per la Valle dei Templi, diventata patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO.

Gli appassionati di archeologia e di storia non potranno evitare di andare a visitare la bella Agrigento, che sa anche offrire il fascino degli innumerevoli templi, con una storia tutta da scoprire.

 

La Valle dei Templi, ad ogni modo, è una tappa obbligata.

 

Uno tra i più famosi della Valle è il Tempio di Giunone, conosciuto allo stesso modo anche come tempio di Hera Lacinia, ed è considerato uno dei templi più importanti appartenenti alla storia del mondo greco.

Si nota immediatamente l’assenza del tetto, che ha una ragione storica: Quinto Fulvio Flacco volle ‘scoperchiare’ il Tempio di Hera Lacinia lasciandolo sprovvisto di una qualunque copertura.

Di pari importanza il Tempio della Concordia, considerato un luogo sacro dal mondo greco.

Una particolarità che gli appassionati non possono trascurare è il fatto che sia perfettamente allineato con il sole durante l’equinozio di primavera: tutto questo offre uno spettacolo davvero emozionante, che i turisti di sicuro non possono perdersi.

All’interno così come all’esterno del Tempio della Concordia possiamo trovare fosse scavate per le sepolture, ovviamente già presenti nel momento della costruzione del tempio.

Per coloro che non vogliono rinunciare all’attività fisica ma neppure restare a correre sul tappeto elettrico nell’hotel senza godersi pienamente la vacanza, il Tempio di Zeus Olimpio potrà essere la soluzione adeguata, in quanto più complicato da raggiungere.

Per arrivarci sarà necessario fare una scarpinata. La sua storia è legata alla vittoria sui cartaginesi, e venne perciò eretto in segno celebrativo; tuttavia, quello che vediamo al giorno d’oggi è solo una parte parziale del tempio, ben diverso da quello originariamente costruito, dato che venne quasi completamente raso al suolo da un forte terremoto nel 1401.

Sono numerosi i templi dai quali è costituita la Valle dei Templi. Tra questi anche il Tempio di Eracle, chiamato anche di Ercole.

Il nome è legato al fatto che all’interno del tempio possiamo trovare una statua di Ercole, per giunta in una sua versione piuttosto famosa e conosciuta. Molto probabilmente questo tempio è anche quello raccontato da Polieno, teorico militare.

L’ennesimo tempio è quello dei Dioscuri (oppure di Castore e Polluce), situato a pochi metri dal meno noto Tempio L. Il Tempio dei Dioscuri non è molto visitato dai turisti ma ha la particolarità di essere riprodotto sotto forma di souvenir e di essere utilizzato dai turisti che, generalmente, si scattano fotografie davanti al tempio.

Un altro tempio tra i più importanti è quello di Atena Lindia e Zeus Atabyrios, che ha ospitato per lungo tempo separatamente (ed in seguito l’ha inglobata) la chiesetta medievale di Santa Maria dei Greci. Di sicuro questo tempio è tra i più suggestivi in assoluto.

La Valle dei Templi, a dispetto del nome, non ospita solo templi ma anche numerosi e affascinanti santuari che tutti i turisti devono visitare quando soggiornano ad Agrigento. Tra questi il Santuario rupestre di Demetra e Zeus, numerosi edifici pubblici ed anche necropoli.

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Cosa vedere ad Agrigento

Agrigento è un comune situato in Sicilia che conta circa 60.000 abitanti.

Può vantare un grande valore storico ed anche di ospitare un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, la Valle dei Templi, ormai considerata appunto un patrimonio dal 1997.

Numerose sono comunque le attrazioni turistiche di ogni tipo, capaci di far innamorare turisti di ogni tipo e con ogni esigenza.

Non si può tra le prime cose dimenticare di visitare la casa di Luigi Pirandello, dove è nato.

Sarà un’attrazione turistica culturale che ci consentirà di conoscere molto bene la storia di Pirandello: è uno dei primi itinerari che bisogna tenere in considerazione quando si vuole visitare una città ricca di storia come Agrigento…

Ovviamente è impossibile non tenere in considerazione la succitata Valle dei Templi, proprio perché è una ‘tappa obbligata’, una delle prime di Agrigento. Si può usufruire della visita guidata della durata di due ore, considerata una vera e propria escursione.

E’ un’opzione suggerita per coloro che non rinunciano al fitness e all’attività fisica anche in vacanza; magari con l’ausilio di un orologio contapassi da polso, potremo esplorare un luogo riconosciuto come patrimonio dell’umanità senza rinunciare alla nostra giusta dose di movimento giornaliera.

Un altro luogo in cui ci servirà utilizzarlo è la Riserva Naturale di Punta Bianca, dove potremo osservare una bellissima spiaggia dorata con un mare dal colore azzurro profondo tipico delle località di Agrigento e dintorni, ma dove potremo anche fare un’escursione nel circuito apposito divertendoci ed immergendoci nella natura.

Il panorama sul mare è sempre molto apprezzato da tutti i turisti che trovano la vista che si raggiunge solo mediante l’escursione davvero mozzafiato: è assolutamente necessario andare a conoscere anche il lato naturale di Agrigento, quello legato alle bellezze della natura, perché quando si va a visitare questa città non bisogna limitarsi solo all’immenso lato storico, che comunque non dev’essere assolutamente mai trascurato.

Il Duomo di Agrigento è un’altra attrazione turistica che può essere raggiunta soltanto affrontando le piccole e suggestive stradine che si snodano lungo una piccola collina.

La scalinata per raggiungere il campanile e l’interno, molto ben decorato, del Duomo sono in grado di affascinare davvero anche i turisti più esigenti.

Le guide turistiche potranno migliorare di molto la nostra esperienza nel visitare questa struttura, parlandoci anche dei motivi per i quali è stata costruita e della sua bellissima storia passata.

Il Santuario di San Calogero è un’altra importante attrazione della quale non bisogna dimenticarsi: sia che volessimo farlo per una questione religiosa sia per una questione unicamente turistica, il Santuario di San Calogero è un qualcosa di spettacolare anche dal punto di vista festivo, perché nel mese di luglio si riempirà di un calore e di una bellezza davvero mai viste prima.

Se andiamo in vacanza durante il mese di luglio non possiamo evitare di visitare il Santuario.

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Visitare la Riserva Naturale Macalube di Aragona

Situata nel territorio di Aragona, a 15 chilometri da Agrigento con un’estensione di 256,45 ettari, nasce la Riserva naturale Macalube, area condivisa dai comuni di Joppolo Giancaxio e di Aragona. Gestite da Legambiente, le Macalube, sono costituite principalmente da depositi argillosi, attraversati da una rete molto fitta di valloni. Esse testimoniano la presenza dei vulcanelli di fango freddi in Sicilia, fenomeni naturali che spesso trovano spazio nella letteratura scientifica dei viaggiatori stranieri passati sull’isola tra il 1700 e il 1800.

Se siete amanti dei viaggi particolari, allora non potete perdervi il territorio della Riserva, diviso principalmente in due aree, A, B e B1 con caratteristiche ambientali distinte:

  • zona A – l’estensione che caratterizza questa superficie è misurabile in circa 93 ettari. Si tratta dell’area dove avvengono i fenomeni di eruzione dei vulcanelli di fango e in cui sono presenti numerosi esemplari di flora peculiari della zona agrigentina.
  • zone B e B1 – estese su una superficie di 163,45 ettari, preservano le aree circoscritte e massimizzano la sicurezza della Riserva.

In seguito alla Legge Regionale 98/81, la Riserva naturale Macalube di Aragona è stata inserita nel progetto istituito dalla Regione LIFE-Natura per la conservazione degli habitat prioritari di specie vegetali e animali di elevato interesse scientifico.

Il sito è particolarmente interessante per le sue peculiarità di tipo naturalistico: il suo valore geomorfologico attira da sempre studiosi non solo italiani ma di tutta Europa, soprattutto perché la Riserva naturale Macalube di Aragona è conosciuta anche come sorgente idrofangosa dove avvengono emissioni di metano e di anidride carbonica.
Contraddistinguono il paesaggio della Riserva di Aragona vasti affioramenti di natura argillosa-marnosa.

È l’altipiano conosciuto come il Vallone Macalube a delimitare la ‘collina dei vulcanelli’, luogo in cui si può assistere alla formazione del fenomeno chiamato vulcanesimo sedimentario.

Quest’ultimo si manifesta quando il gas sottoposto a una certa pressione, trascina dal sottosuolo, portando via con sé, sedimenti costituiti da argilla e acqua. Sobbalzando in superficie, fanno spazio all’emissione di gas dai crateri. Sulla collinetta è dunque frequente scorgere forti eruzioni esplosive con zampilli, contenenti gas e acqua, in grado di raggiungere anche notevoli altezze.

Lacus Agrigentinus, lago agrigentino, o ager agrigentinus, è il termine antico coniato dagli scrittori latini, arabi e greci per indicare la località in cui è possibile trovare il machaluba. L’arabo maqlùb, che significa ‘rivoltato’, è il sostantivo giusto per capire quali particolari manifestazioni avvengono nel suolo della Riserva naturale Macalube di Aragona.

Tutt’attorno alla vivace superficie in fermento, si adatta la vegetazione spontanea composta da garigasteppa, in cui fanno capolino la Salsola agrigentina e il Lygeum spartum; nell’area è possibile trovare anche l’Aster sorrentinii e la Lavateria agrigentina. In primavera si può assistere al rifiorire generale della natura caratterizzato dalla presenza di vaste distese di orchidee selvatiche e, dall’arrivo negli stagni, di piccoli anfibi come la rana verde e il discoglosso dipinto.

La Riserva naturale Macalube di Aragona è ambita anche da alcuni rapaci: il falco della palude e il gheppio, volatili che sorvolano la zona in cerca di prede da cacciare durante la bella stagione.

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