Opera Dei Pupi: Un Patrimonio Presente Anche Ad Agrigento

(Immagine Di LucarelliOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

L’Opera dei Pupi rappresenta senza dubbio parte integrante dell’identità culturale siciliana.

Essa, chiamata “Opira dei Pupi” in siciliano, è un tipo di teatro di marionette in cui si rievocano le gesta epiche riguardanti i combattimenti tra i paladini di Carlo Magno, impegnati a difendere la fede cristiana, e gli infedeli saraceni.

Vengono così rappresentati anche tradimenti, tristi storie d’amore, apparizioni miracolose e demoniache o di animali feroci.

In particolare, l’Opera dei Pupi siciliani ha due dimensioni particolari: quella del racconto orale che i cantastorie facevano nelle piazze e quella gestuale della danza con le spade che, oltre a rappresentare i combattimenti, indicavano nella cultura contadina i riti di fertilità.

L’Opera dei Pupi si basa su un repertorio, risalente al ciclo carolingio della Chansons de Geste, che veniva trasmesso oralmente da maestro ad apprendista.

L’origine del teatro dei pupi è molto controversa. Di sicuro si sa che nella prima metà dell’Ottocento gli etnografi studiavano dei pupi che indossavano armature molto rudimentali.

Ma già alcuni studiosi del Settecento ritenevano che l’abilità dei pupari discendesse dalla capacità di costruire e far muovere marionette di alcuni siracusani attivi al tempo di Socrate e Senofonte.

In Sicilia esistono due distinte tradizioni dell’Opera dei Pupi: quella palermitana, diffusa nella Sicilia occidentale e molto viva grazie all’associazione Figli d’Arte Cuticchio, e quella catanese, diffusa nella Sicilia orientale e in Calabria.

I pupi, decorati in maniera molto ricca, presentavano una struttura in legno e avevano delle corazze; inoltre variavano nei movimenti a seconda della scuola di appartenenza palermitana o catanese.

La differenza più evidente stava nelle articolazioni: infatti i primi erano più leggeri e snodabili, mentre i secondi erano più pesanti e con gli arti fissi.

Lo spettacolo veniva curato dal puparo, che si occupava anche delle sceneggiature.

Così adottava un timbro di voce particolare a seconda del pupo che manovrava e delle scene epiche rappresentate.

I pupari, nonostante fossero molto spesso analfabeti, conoscevano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando furioso.

I pupi erano diversi e si caratterizzavano per le corazze e i mantelli differenti poiché ogni marionetta rappresentava tipicamente un preciso paladino.

Questa forma di teatro delle marionette è stata proclamata dall’UNESCO “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”.

Agrigento ospita una mostra permanente sull’Opera dei Pupi, allestita nei locali di Casa Pace, sita nella collina dei Templi.

La mostra è nata nell’ambito della collaborazione sorta tra il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e il Museo Internazionale della Marionette Antonio Pasqualino di Palermo.

Al piano terra del Palazzo dei Filippini, sempre ad Agrigento,  si può visitare la preziosa collezione di pupi siciliani realizzati rigorosamente a mano dal maestro Carmelo Guarneri.

Il suo scopo è quello di valorizzare entrambe le espressioni del patrimonio culturale siciliano riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità cioè la Valle dei Tempi e l’Opera dei Pupi.

Nella mostra è possibile visitare materiale appartenente alla scuola palermitana e catanese; sono inoltre presenti pannelli esplicativi e supporti audio video.

Anche a Licata, cittadina in provincia di Agrigento, la tradizione dei pupi è tornata a vivere grazie all’impegno della famiglia Profeta costituita da pupari per tradizione che ripresentano copioni e marionette di paladini presso il teatro Re.

Potere assistere ancora oggi all’Opera dei Pupi significa avere la possibilità di provare una gioia per gli occhi e per la mente, oltre ad avere l’occasione di fare un tuffo in un passato magico.

Denise Inguanta gestisce il blog “Lettera D”. Il mondo della comunicazione è il suo regno: infatti, oltre ad essere una copywriter, è conduttrice televisiva e radiofonica e redattrice in diverse testate giornalistiche.

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