La Danza Pagana: un senso di catarsi

All’aurora all’aurora tamburi in lontananza
E si fa’ festa con la danza, con la danza.
E c’e’ un ritmo che ci prende che ci fa’ cantare
e’ africana e’ africana viene dal ma…re.
E a meridiana a meridiana la musica e’ vicina
La radio va’ la radio suona, africana.
Madre mia madre ribelle,
Come e’ forte questa danza
Come brucia questo sole sulla pelle,
Luna mia luna pagana che ci fai danzare
Candelora candelora vieni dal mare.
Africana, suona suona
E’ dal mare che nasce l’anima pagana
E’ la musica che ci chiama e’ africana e’ africana,
Africana, danza danza, onda onda l’anima pagana
Avanza avanza, aria e aria, ora e ora, e africana.
E’ quando e’ notte, e’ quando e’ notte
Oh madre quando e’ notte,
La musica si fa’ piu’ forte quando e’ notte.
O madre mia madre d’argilla
Stanotte quante stelle,
E il vento soffia sulla pelle iappa da peppe
E c’e’ un ritmo che ci prende non ci fa’ dormire
E’ africana e’ africana viene dal mare.
Africana, suona suona e’ dal mare che nasce l’anima pagana
E’ la musica che ci chiama e africana e africana, africana, danza danza,
Onda onda l’anima pagana avanza avanza, aria e aria, ora e ora, e africana e africana

Danza Pagana, Mia Martini

 

In questa magnifica canzone di Mia Martini vengono racchiuse le caratteristiche della danza pagana.

 

Ci sono gli elementi della natura, il mare, la luna, la notte, il vento che accompagnano con la musica la danza.

 

Si tratta di una danza che ha avuto nel passato, e nelle diverse fasi storiche, diversi significati, ma sicuramente una danza il cui scopo principale è di catarsi e libertà.

Se pensiamo, ad esempio, alla tarantella (taranta nel territorio pugliese) è evidente il rimando alla catarsi intesa come guarigione dal morso della taranta (considerata il simbolo dei mali).

Nel Paganesimo le danze accompagnavano quasi sempre le pratiche e i riti. Un esempio ancora oggi presente nel Mediterraneo, nello specifico nell’Arcipelago della Grecia, è il Panegiri (greco antico: πανήγυρις “raduno”). Si tratta di un’assemblea generale, nazionale o religiosa dell’antica Grecia. Nel passato ognuno era al culto di un dio particolare.

Ancora oggi in Grecia vengono celebrati questi balli, in cui la gente si riunisce e si balla fino a notte fonda, in un ritmo crescente. Alcuni ritengono che la danza sia legata (in molte zone della Grecia) al dio Dioniso (in greco attico: Διόνυσος; in greco omerico: Διώνυσος; in greco eolico: Ζόννυσσος o Ζόννυσος, dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi).

Di fatto chi ha partecipato parla di atmosfera dionisiaca, in cui musica e ritmo crescente (ma anche il vino) creano una condizione di “alterazione” dalla realtà e di “catarsi”.

Che sia vero o meno, di fatto non si può negare il senso di leggerezza e di libertà che si crea nel ballare in gruppo al suon di musica.

Mi chiamo Maria Sorce, ma tutti mi chiamano Maryjo, sono una psicologa italiana e psicoterapeuta in formazione. Da poco emigrata in Germania, svolgo attività libero-professionale a Monaco di Baviera e mi occupo principalmente di Italiani emigrati all’estero. Il mio motto? “Praticate gentilezza a casaccio, e atti di bellezza privi di senso”.

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